Smoke Inn Series of Poker: anche i fumatori hanno il loro satellite

poker fumo

I più viziosi sostengono che il fumo sia un elemento indispensabile per la buona riuscita di una partita a poker.

Da circa dodici anni, però, gli italiani se ne sono fatti una ragione: la legge Sirchia, entrata in vigore nel 2003, impedisce a chiunque lo voglia di accendersi una sigaretta nei luoghi pubblici al chiuso.

A onor del vero, anche se ha cancellato l’eventuale aura poetica legata ai locali fumosi, la normativa ha contribuito a migliorare la salute di numerosi non fumatori. Aggiungiamo che nel nostro Paese è consentito giocare a poker esclusivamente nelle strutture adibite a questo scopo, che generalmente si trovano al chiuso. E che si tratti di circoli privati o casinò, al loro interno è vietato fumare.

Qualche tempo fa anche il professionista Dario Minieri ha annunciato di essere riuscito finalmente a smettere di fumare dopo tre anni di dipendenza da questo vizio, sostenendo che in questo come nel poker servono disciplina, pazienza e determinazione, oltre alla sicurezza di poter raggiungere i propri obbiettivi.

Per chi non riesce a farne a meno

Allo scopo di venire incontro a tutti i clienti, alcuni casinò di Las Vegas come l’Arizona Charlie’s e il Boulder Station  mettono a disposizione poker room riservate ai fumatori (nella terminologia inglese la definizione smoke-free pare più restrittiva del semplice non-smoking).

Il satellite dei tabagisti

SISOP 2014

E per coloro che appartengono a entrambe le categorie dei pokeristi e dei fumatori impenitenti ci sono le “Smoke Inn Series of Poker”. L’iniziativa, riservata alle persone maggiori di 21 anni, è organizzata dalla catena di negozi per fumatori Smoke Inn. L’anno scorso la partecipazione è stata riservata solo a 150 giocatori. La nona edizione dell’insolito torneo satellite, svoltasi il 17 maggio all’American German club di Palm Beach (Florida), è stata vinta da Dracan Mihajlovski della squadra “The Griffin’s”. Riuscendo a primeggiare sugli altri 124 iscritti al torneo, il giocatore di Port St. Lucie (Florida) ha avuto l’opportunità di sedersi ai tavoli delle World Series of Poker 2014, spesato anche di aereo e albergo per cinque giorni e quattro notti.

I restanti vincitori delle Smoke Inn Series of Poker hanno avuto invece diritto a una carta regalo Smoke-Inn del valore variabile a seconda della posizione in classifica, partendo dai 500 dollari per il secondo arrivato.

Sigarette per tutti

Ogni iscritto ha ricevuto in omaggio una borsa regalo “Sisop-bag”, contenente sigari, posacenere, accendini, cappelli, magliette e altro ancora. Gli articoli omaggio all’interno delle borse provenivano dalle quindici manifatture che hanno sponsorizzato l’evento.

“I 150 ‘tesori’ – riporta il sito delle Smoke-Inn series of Poker riferendosi alle borse-regalo – saranno consegnati il giorno del torneo”. Inaugurata nel ’96, la catena Smoke Inn di proprietà di  Abe “Ming” Dababneh, annovera 11 negozi nella Florida del sud e uno nella Carolina del nord.

the great smoke

L’happening dei fumatori

Per coloro che fossero usciti indenni dalle competizioni di maggio, il 21 febbraio 2015 è in programma “The great smoke”, definito dagli organizzatori come “il migliore evento per fumatori nel cuore della capitale del sigaro”. Anche questa iniziativa è a cura di Smoke Inn e si svolgerà all’interno dell’American German club: per i partecipanti è prevista una borsa-ricordo contenente prodotti  di ogni sorta destinati ai fumatori.

Un clichè del cinema

Quando ci si riunisce tra amici a giocare per diletto è immancabile che al tavolo qualcuno accenda la sigaretta e cosparga l’ambiente di quell’aria cupa e pesante, tipica dei film americani – riporta un post sul sito smokestyle.org -. E’ una forma di sollievo, un modo per riprendere concentrazione e raccogliere i propri pensieri, quasi come se ogni boccata di fumo ci desse la carica per affrontare la mano successiva. D’altronde la nicotina contenuta nelle nostre sigarette agisce direttamente sul cervello, aumentando la produzione di endorfine, sostanze che alleviano lo stress fisico ed emotivo, e rilasciando dopamina”.

Bon ton con le bionde

Secondo l’autore dell’articolo un pokerista educato chiede sempre al tavolo se la sua sigaretta dà fastidio. Altrimenti c’è la sigaretta elettronica, che è molto più salutare.

Vi immaginate una scena di un film di gangster nel quale un bandito chiede agli altri se il suo sigaro disturba troppo? D’altra parte, in pochi rispondono sinceramente a questa domanda di rito. E il tabagista può accendersi la sua bionda senza troppi sensi di colpa.

MelGibson poker

Quando fumo e alcol danno alla testa

Il regista Elia Kazan rappresenta una partita fumosa e alcolica nel suo lungometraggio “Un tram chiamato desiderio”, uscito nel ‘51. In una scena il rude Stanley Kowalski, impersonato da Marlon Brando, sta giocando nel suo appartamento con gli amici e sta perdendo. Poco dopo l’eccentrica cognata Blanche DuBoise riaccende la radio che Stanley aveva già fatto spegnere: l’uomo si alza di scatto e scaglia l’apparecchio dalla finestra. La stessa scena, ripresa dalla versione teatrale sempre diretta da Kazan, è stata ritratta dal pittore regionalista Thomas Hart Benton nel quadro “Poker night (from a streetcar named desire)”.

Aspiri poco? Allora stai bluffando

In un articolo su Card Player, Doyle Brunson racconta di una partita a seven stud. “Ero contro George al river. Dopo un’ora e mezza al tavolo George si era acceso la sua quinta sigaretta - scrive il veterano Brunson, che in quell’occasione poteva fare affidamento solo su una coppia di sei -.

poker sigarette

George ha fatto un tiro profondo”. Brunson è riuscito a vincere grazie a un bluff perché è facile capire i tell di un fumatore. Quando si trovano a scommettere nei momenti clou, aspirano più vistosamente se hanno una mano forte rispetto a quando semplicemente bluffano. I giocatori che bluffano hanno paura di lanciare un segnale involontario che possa indurvi a chiamare. A volte trattengono persino il respiro. Quindi, generalmente, aspirano dalla sigaretta con minor vigore”.

La guerra santa dei fumatori

Dopo un lungo preambolo nel quale dice di non voler offendere alcun tipo di minoranza o categoria di persone e tra queste anche i giocatori di poker che fumano, Brunson commenta così le recenti normative che impediscono di fumare nelle poker room: “Una strategia che potrei adottare è di uscire allo scoperto e dire: ‘Ehi, io sono un fumatore. Questa nuova legge è terrificante. Vorrei combattere una guerra e morire per il diritto di fumare al tavolo da poker’. Ma sarebbe una bugia, perché io non sono un fumatore”. 

cane fumatore

I cani dei tabagisti vivono trent’anni

A sostegno della sua tesi, Brunson fa anche presente che la vita di un cane il cui padrone gioca a poker in sale nelle quali è consentito fumare può arrivare a vivere fino a 30 anni, contro i 13 di un esemplare che non viene a contatto con il fumo o non viene raggiunto dalla pubblicità del tabacco.

“Sono in corso ricerche di scienziati per comprendere la natura di questo fenomeno – scrive Brunson -. Inoltre, la vita media di un giocatore di poker fumatore, 87 anni, è superiore a quella di un non fumatore”.

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