Si è spento Dave Ulliott: Devilfish aveva 61 anni

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Il giocatore che ha più influenzato il poker nel Regno Unito, cresciuto in una casa popolare e diventato gambler professionista dopo un passato turbolento, è morto lunedì all'età di 61 anni.

Stiamo parlando di Dave 'Devilfish' Ulliott, che ha perso la partita più importante: quella per la vita.

'Devilfish' - soprannome datogli anni fa da un collega - aveva un cancro al colon, che gli era stato diagnosticato pochi mesi fa, quando ormai era già in fase terminale. Nato a Hull, Ulliott era famoso non solo per le sue abilità pokeristiche, ma anche per il suo stile sempre un po' sopra le righe, i suoi abiti impeccabili e quei tirapugni dorati con le scritte 'Devil' e 'Fish'.

La notizia della sua morte ha fatto il giro dei social media dopo che il figlio, David, ha postato questo messaggio su Twitter: "Sfortunatamente papà, Dave 'Devilfish Ulliott', ha perso la sua battaglia con il cancro oggi ed è morto in pace, circondato dall'affetto dei suoi cari".

Durante la sua carriera di professional poker player, durate più di quarant'anni, il carismatico gambler ha accumulato più di 4 milioni di sterline di vincite. Tra i suoi highlight, un braccialetto alle WSOP 1997 e un titolo del WPT nel 2003, quando batté - tra gli altri - anche il fenomenale Phil Ivey.

"Nei suoi giorni migliori, Ulliott faceva parte dell'elite del poker", ha dichiarato Nick Szeremeta, corrispondente del The Independent. "Al tavolo ha coltivato un'immagine aggressiva: amava essere al centro dell'attenzione. In un periodo in cui le vincite non erano così grosse come lo sono oggi, Devilfish rimane certamente il giocatore più influente per il poker britannico".

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La fama di Ulliott è stata accelerata a suo tempo da Late Night Poker, lo show pokeristico di Channell 4, la cui prima edizione risale al 1999. Fu in quell'occasione che 'Devilfish' poté mostrare a milioni di spettatori le sue abilità, grazie ad un'innovazione che avrebbe cambiato per sempre il poker in tv: la telecamera che mostrava le carte private.

Una fama che forse neppure lui pensava che avrebbe mai raggiunto. Cresciuto in una casa popolare a Hull, Ulliott lasciò infatti la scuola a 15 anni. Ha iniziato a giocare nei casinò e nelle sale gioco di Hull, quando ancora aveva legami con il sottobosco criminale - tanto da aver servito due distinti periodi di prigionia.

Nel 2010, riflettendo sulla sua carriera, Ulliott dichiarò: "Oggi gioco solo i tornei live o le partite private a Vegas. Non ci sono pericoli: non ci sono stanze sul retro, pistole, uscite di sicurezza. Ma gli stake sono più alti a Vegas che in Europa, ed è per quello che mi diverto ancora. A causa della mia vita dura, ho capito che non importa cosa succede: nessuno può distruggermi. Un buon giocatore non può avere i nervi tesi. Io ho perso i miei tempo fa".

Tanti, ovviamente, i messaggi di cordoglio pubblicati da colleghi e amici sui social network. Alcuni player, come ad esempio Doyle Brunson e Phil Hellmuth, hanno proposto che 'Devilfish' venisse inserito immediatamente nella Poker Hall of Fame.

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Nillo 2015-04-08 08:48:22

Un grande personaggio davvero, un peccato si sia spento così presto