Scandalo Bot in Svezia, ma la Corte d'Appello assolve i colpevoli

Ribaltata la prima sentenza che aveva condannato i creatori di un sistema di bot capace di truffare tantissimi giocatori: "Il reato non è dimostrabile".

Colpo di scena nella causa che ha visto coinvolti cinque giocatori, rei di aver truffato decine di migliaia di player di poker online in Svezia, tramite l'utilizzo dei cosiddetti poker bot: la Corte d'Appello li ha scagionati.

Nel febbraio del 2013, una rete di bot svedesi riuscì a vincere centinaia di migliaia di dollari a poker online, giocando nelle partite cash di No Limit Texas Hold'em su Svenska Spel, con limiti tra i 50 e i 500 dollari.

Una volta che lo scam fu scoperto, la poker room dei Monopoli di Stato svedesi ha prontamente sospeso gli account coinvolti, prima di passare l'informazione alle forze dell'ordine. Sembra che in totale fossero 25.300 i giocatori truffati dai poker bot.

Condanna dalla Corte Costituzionale

corte appello

La corte distrettuale condannò i 5 giocatori accusati di aver creato la rete di bot, i quali dovettero restituire circa $450.000 ai player truffati. Tutto è bene quel che finisce bene? Purtroppo non in questo caso.

Sia Svenska Spel sia i cinque uomini arrestati con la condizionale, infatti, decisero di portare il caso alla Corte d'Appello svedese. Che si è recentemente espressa, con somma sorpresa per tutta l'industria del poker online, scagionando completamente gli imputati. Come spiega la nuova sentenza:

"D'altra parte non è provato che la procedura utilizzata a danno dei querelanti o per ottenere un vantaggio possa ricadere nel reato di frode".

Per la Corte d'Appello il poker è un gioco di fortuna

Secondo la corte, il poker è un gioco in cui la fortuna conta talmente tanto che è difficile provare se i bot effettivamente siano in grado di avere un vantaggio contro i giocatori in carne ed ossa, o se questi ultimi possano soffrire uno svantaggio giocando contro i bot. Si legge nella sentenza della Corte d'Appello:

"Non è dimostrabile che il software sia stato creato in modo da avere un'abilità - skill - così grande rispetto alla parte lesa, che ha giocato senza l'utilizzo di un software. Le probabilità di profitto per la parte lesa non è stata inferiore a causa dell'utilizzo dei software da parte degli imputati".

Da tempo i bot sono una piaga nel panorama del poker online. Negli anni, gli operatori hanno fatto di tutto per monitorare i segnali di qualsivoglia attività di bot, chiudendo tutti gli account associati con tali pratiche.

La recente sentenza svedese non farà altro che mettere a repentaglio l'integrità di tutta l'industria, rendendo di fatto gli operatori quasi impotenti nei confronti di chi utilizza i poker bot per fare profitto.

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