Sanremo in attesa del Wpt, tra festival canori e mal di pancia dei dealer

San Remo Casino

Come ogni anno alla fine dell'inverno, la città di Sanremo ha ospitato nelle scorse settimane il popolare festival musicale con il relativo seguito di polemiche, destinate a liquefarsi come neve al sole con l'arrivo della primavera.

Una premessa è d'obbligo: questa non è la sede per disquisire sul concorso canoro più amato dagli italiani, vinto nell'edizione 2016 dal gruppo degli Stadio. La celebre competizione tra ugole è in questo caso solo un pretesto per ricordare che la città dei fiori e il suo casinò sono anche un'interessante punto di incontro per gli amanti del poker.

Penna e microfono

Rimanendo in tema, tuttavia, è utile ricordare che circa quattro anni fa Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, diede alle stampe il romanzo “La confessione”, che racconta le vicende di un cantante, appassionato di poker e gioco d'azzardo, assassinato proprio durante il festival di Sanremo.

Una partita per pochi

Come è già stato evidenziato in più occasioni, la nebulosa normativa italiana relega la possibilità di giocare a poker legalmente ai soli quattro casinò a nord della penisola. Giocoforza vuole quindi che molte attività siano concentrate a Sanremo. Nei giorni passati, comunque, la kermesse canora ha sicuramente rappresentato un volano anche per la  casa da gioco della cittadina.

Appalti e baruffe

dealer sanremo

Il poker a Sanremo ha comunque ripreso a pieno regime ormai da qualche mese: almeno per il momento, pare siano venuti meno gli attriti tra la direzione della casa da gioco e i dealer impiegati nei tornei di Texas hold 'em organizzati all'interno della struttura. Tra il personale, rappresentato dal Sindacato Nazionale Autonomo Lavoratori Case da Gioco (Snalc), si era diffuso il malumore in seguito all'affidamento della gestione dei tornei alla Tilt Event.

Croupier a chilometro zero

La preoccupazione di perdere il lavoro è rientrata una volta che i gestori del casinò si sono impegnati “a impiegare prioritariamente floorman e dealer locali”, come spiega il sindacato Snalc in una nota. Insomma, tutto è bene quel che finisce bene, visto che agli addetti è stato assicurato “lo stesso trattamento economico corrisposto dal precedente gestore, le pause, il pasto e un sistema strutturato per le chiamate che garantisca una distribuzione equa del lavoro”.

In attesa del Wpt

wpt national sanremo 2

Lasciate le scaramucce alle spalle la casa da gioco si appresta quindi a ospitare anche quest'anno la prima tappa del World Poker Tour National, in programma dal 21 al 25 aprile (l'anno scorso la competizione è stata vinta dal 20enne Denis Karakashi). Fino a metà aprile si svolgeranno online i tornei satellite che consentiranno ai migliori di partecipare gratuitamente alla manifestazione. “Per questa edizione – spiegano gli organizzatori in un comunicato - è stato deciso di inserire un montepremi garantito di 200mila euro”.

Un vero monarca

Tornando a parlare del casinò, tanti aneddoti legano la casa da gioco ligure a personaggi illustri come re Faruk e Vittorio De Sica. Il monarca egiziano, in particolare, frequentò assiduamente il casinò ligure negli anni Cinquanta. Sua Maestà re Faruk re d'Egitto e del Sudan viene ricordato come un vero monarca che usava ostentare la sua ricchezza (il suo jacht ormeggiato al porto della cittadina aveva 60 uomini di equipaggio). Anche al tavolo verde voleva avere sempre ragione. Una volta, per esempio, venne organizzata una partita in suo onore. Come riporta il sito Sanremonews.it, il piatto crebbe vertiginosamente durante un testa a testa tra il monarca e uno dei giocatori.

Panzane regali

“L'avversario mostrò un poker di donne – scrive l'autore dell'articolo -. Faruk, in risposta, dichiarò un poker d'assi, senza però esibirlo e affrettandosi a mescolare le carte disse: 'Parola di re'”.  In un'altra occasione, invece, Faruk dichiarò di avere in mano un poker di re. “Un avversario gli chiese gentilmente di mostrare le carte – prosegue Sanremonews -. Il monarca, imperturbabile, mostrò la sua mano. Aveva solo tre re, ma subito aggiunse: 'Il quarto re sono io'”.

Esportare l'eccellenza

Il proficuo rapporto di collaborazione tra re Faruk e il casinò di Sanremo portò alla volontà della direzione di “esportare” a Il Cairo il know-how italiano per la realizzazione di nuove case da gioco: lo scoppio della Rivoluzione Egiziana, avvenuta nel '52, impedì tuttavia la stipula di una convenzione tra il regno nordafricano e i gestori del casinò.

Azzardo neorealista

Tra i “giocatori forti” che transitarono dalla casa da gioco ligure merita di essere menzionato anche l'attore Vittorio De Sica (1901-1974). Con quello che ho giocato possono intitolarmi la parte destra del casinò, la torretta”: così lo stesso De Sica descriveva il suo rapporto con il tavolo verde. Il gioco d'azzardo, d'altro canto, appare come un motivo ricorrente nella vita del celebre cineasta così come nei suoi film “Il conte Max” e “L'oro di Napoli”.

Giochi da bambini

In quest'ultimo film l'attore recita nel ruolo del conte Prospero. Il conte, che ha il vizio del gioco, è alla continua ricerca di una rivincita su Gennarino, un bimbo di otto anni che continua a batterlo a scopa. 

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