Salsberg: "Full Tilt Era Destinata a Scoppiare per Troppa Stupidità"

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"San Remo la tua nuova Parigi?" "Speriamo di si!"

Il player campione dell'WPT di Parigi si qualifica al Day4 di San Remo e ci parla di Full Tilt, del suo torneo (quasi) perfetto e di una nuova produzione dedicata al poker.

Con gli ultimi nove tavoli dell’EPT San Remo pronti a partire per un Day4 ancora tutto da giocare, siamo riusciti a nasconderci per qualche minuto in compagnia di Matt Salsberg, player conosciuto tanto per aver appena vinto il WPT di Parigi quanto per essere lo scrittore ed il produttore di serie TV di grande successo come Weeds ed Entourage.

Bermudoni al ginocchio, scarpe da basket ai piedi, iPhone passato costantemente da una mano all’altra e super-cuffie Beats by Dr.Dre al collo, Salsberg ci ha raccontato del suo EPT (“Quasi senza errori”) presentando anche una sua nuova produzione dedicata al poker ed etichettando come “stupido” il comportamento di chi ha portato Full Tilt Poker nelle condizioni di oggi.

Di seguito l’intervista integrale a Matt Salsberg.

***

[PokerListings.it] Che dici, Matt: visto come stanno andando le cose in questi giorni, San Remo rischia di diventare un’altra Parigi?

(ride) Speriamo di sì. Diciamo che alla fine io spero che vada come a Parigi – e fino ad ora non posso lamentarmi di molto.

Le condizioni sono molto simili a quelle che mi hanno portato a vincere Parigi: mi sento abbastanza bene e sono rilassato perché mi trovo molto a mio agio con tornei con una struttura come quella dell’EPT.

Non sto soffrendo troppo per lo stress “da risultato”: le carte sono carte e, almeno per il momento, sono riuscito a giocarle bene.

Quindi – tutto bene? Nemmeno un errore di quelli pesanti fino a questo momento?

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Salsberg ai tavoli dell'EPT Sanremo - Day4
 

No, non credo di aver commesso nessun grosso errore. Ho fatto qualche piccolo sbaglio, ma nessun errore tale da mettere in pericolo il mio stack.

Forse giusto in una mano. Un player short stack ha fatto raise da early position ed io, con AK da BB ho callato. Il flop è stato qualcosa come KJX. Io ho scelto di fare check e lui ha fatto immediatamente lo stesso. Il turn non è stato nulla di utile ed alla mia bet lui ha subito chiamato nuovamente. Il river ha portato un T sul board, quindi io sono andato con una nuova bet che lui ha raisato.

A quel punto sapevo che lui doveva avere AQ se era arrivato fino a lì, quindi ho foldato e mostrato la mia mano. Lui aveva AQ.

In quella mano ho perso un po’di chip ma penso sarebbe potuta andarmi molto peggio, ad esempio se avessi raisato già preflop. Anche se avessi raddoppiato le mie puntate credo che non sarebbe cambiato molto, visto che uno short stack difficilmente folda AQ. Quindi, morale della favola: occhio agli short stack.

Come potrai ben capire, parlare con te vuol dire avere domande pronte tanto sul poker quanto su tantissime altre cose. La più ovvia di quelle almeno un po’ pokeristiche che mi vengono in mente è: tra la gente che ti è capitata intorno qui a San Remo, c’è qualcuno che pensi starebbe bene nelle  storie un po’ “borderline” che tu scrivi per i tuoi serial?

Se ti riferisci a “Weeds”, no – non ho incontrato molte persone che inserirei in una puntata di Weeds. Ma, visto che al momento sto lavorando ad un nuovo progetto dedicato interamente al poker, ti dico che in sala ci sono almeno cinquanta persone che ci metterei dentro senza problemi.

Ti va di dire qualcosa in più sul tuo nuovo lavoro?

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Sto lavorando alla storia di un gruppo di ragazzi di vent’anni che cominciano a giocare a poker facendo sul serio e che voglio raccontare come una commedia ragionevolmente realistica un po’allo stesso modo in cui “Entourage” aveva raccontato la vita di Hollywood.

E che mi dici delle altre produzioni dedicate al poker? Negli ultimi anni ci siamo trovati davanti ad un buon numero di documentari dedicati al gioco che hanno provato ad affiancarsi ai “classici” di sempre. C’è qualcosa che ti è piaciuto o stiamo finendo per trasferire anche il poker in un mondo à la Hollywood?

Beh, ci sono stati dei bei prodotti. Prendi “Rounders” – io credo che questo film abbia fatto molto bene al poker. Ma, certo, credo anche che qualche volta si fallisca nel tentativo di raggiungere “il grande pubblico” finendo con il realizzare dei film romantici che hanno anche qualcosa sul poker.

Non so se ti vada di parlare di “Lucky You” con Drew Barrymore. Perché, sì, quello non è stato un bel film (sorride).

Bello proprio no, anzi…

(ride) No, in effetti no. Però, dai, diciamo che Rounders è probabilmente il miglior film sul poker di sempre.

Ci sto. Anche se bisogna ammettere che Rounders non è stato prodotto ieri. Davvero non siamo riusciti a realizzare niente altro di alto livello dopo Rounders?

È così, anche se alla fine non è che siano stati fatti tanti lavori sul poker. Mi ricordo uno show chiamato “Tilt” che andava su ESPN nel 2005 e, sì, anche quello era un po’eccessivo. Troppo melodrammatico, troppo poco realistico.

Mentre tu punti proprio sul realismo, no?

Quello che voglio riuscire a catturare con il mio show è il realismo della vita di giovani ragazzi che non hanno mai vissuto fuori da casa e che, quasi all’improvviso, si trovano catapultati nel mondo del poker.

Voglio mostrare come sopravvivono al gioco, come si sentono dopo aver vinto un sacco di soldi ieri e perso un sacco di soldi oggi. Viaggi, persone che si chiamano “amici” ma che non lo sono ed amici che diventano nemici al tavolo. Voglio raccontare il poker e per farlo userò un gruppo di attori professionisti e qualche cameo di qualche player di poker.

E quando pensi lo potremo vedere?

Ancora non lo so, devo continuare a lavorarci sopra per un po’.

Considerato il successo che hai come produttore, come scrittore e – soprattutto dopo Parigi – anche come giocatore di poker, quando stringi la mano a qualcuno…come ti presenti?

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Il WPT Parigi? Una vittoria da sogno.
 

In genere come scrittore. Ma uno scrittore che spende troppo tempo giocando a poker rispetto a quello che fa per vivere.

Mettiamola così: io passo più tempo giocando a poker che scrivendo ma faccio molti più soldi scrivendo che giocando a poker. Quasi non ha senso, no?

A volte penso che non dovrei giocare a poker a certi livelli, che non sia per me, ma io amo questo gioco – è così divertente, competitivo.

Capisco. Permettimi di parlare allo scrittore per un momento e di prendere in mano la vicenda di Full Tilt partendo dal Black Friday ed arrivando a PokerStars passando per le mani di Tapie. Ma tu pensi che saresti riuscito a scrivere una storia simile usando solo l’immaginazione?

Sai, le migliori storie si ispirano sempre anche alla realtà anche se a volte sono talmente assured che la gente non ci crede.

Io credo che quella di Full Tilt sia stata una situazione molto complessa che in qualche modo doveva per forza esplodere: c’erano troppe leggi confuse e troppo problemi con i pagamenti perché questo non succedesse.

Iscriversi a FTP, caricare 500$ nel conto e poi ricevere come causale del versamento qualcosa come “acquisto di mazze da golf online” vuol dire che prima o poi qualcuno scopre il gioco che si sta facendo.

Chi ama il gioco, chi spende tanto tempo giocando online spesso finisce con il chiudere un occhio davanti a situazioni legali potenzialmente pericolose.

Diciamo che nessuno si aspettava che potesse davvero succedere, ma credo sia stato tutto abbastanza stupido.

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Full Tilt? Non puoi pensare di far finta di vendere mazze da golf e passarla liscia.
 

Aspetta – ma quello delle mazze da golf è un esempio vero?

Ah, sì! Il mio estratto conto segnava acquisti di tutti tipi: mazze da golf, articoli sportivi, qualsiasi cosa. Quando io mettevo i miei soldi su Full Tilt, era questo quello che succedeva. E, se ci pensi, questo è quello che li ha portati alla rovina: frode bancaria.

Dopo il WPT ancora Europa con le WSOPE e San Remo. Non è poco per un player che vive dall’altra parte dell’Oceano.

Dopo Parigi sono tornado negli Stati Uniti, ma quando ho visto un volo diretto New York – Cannes ho deciso di andare alle WSOPE. Purtroppo ho giocato malissimo: sono uscito con Assi vs. AK all in preflop e quello mi ha fatto dubitare anche un po’su San Remo.

Poi alla fine è andata che sono venuto e che non sembra sia stata un’idea poi così sbagliata visto come stanno andando le cose!

 

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