Sabato al casinò e domenica a Messa: Poker e Religione possono convivere pacificamente?

poker religione

“Che c’azzecca?” si chiederebbe un noto politico italiano. L’accostamento di poker e religione può risultare bizzarro o addirittura blasfemo. Alcuni sfruttano questo insolito binomio per promuovere la loro immagine.

E’ il caso di un casinò della catena Aspers, che lo scorso febbraio ha diffuso la foto di una donna seminuda sovrapposta a quella della Chiesa di tutti i Santi di Nothampton, in Inghilterra: lo scopo era pubblicizzare una serata di strip poker organizzata in occasione di San Valentino.

In maniera volutamente ambigua l’immagine circolata sui social media lasciava intendere che la gigantografia della ragazza era stata proiettata sull’edificio sacro (clicca qui per l’articolo originale). Cattivo gusto o trovata pubblicitaria?

Per chi organizza iniziative di questo genere l’importante è che se ne parli. In realtà si trattava di una semplice operazione di fotoritocco. Ma tanto è bastato per sollevare le rimostranze di padre David McConkey, il quale comprensibilmente ha ritenuto oltraggiata l’immagine del luogo di culto dove esercita il suo ministero. Cosa poteva fare altrimenti? (in questo articolo maggiori info)

 

Tante scuse e tanta pubblicità

Sollevando il problema e rivelando alla Bbc di essersi “sentito usato”, però, il sacerdote ha fatto il gioco della compagnia, la quale probabilmente non aspettava altro che quello.

Il casinò si è prontamente scusato: “Naturalmente siamo dispiaciuti se qualcuno si è sentito offeso da questa foto”. Il direttore dell’agenzia pubblicitaria ha reso nota la volontà di incontrarsi con la direzione del casinò per valutare insieme un’azione riparatrice, soprattutto nei confronti di padre David.

andrew trapp

Il prete che gioca ‘da Dio’

Un altro prete, Andrew Trapp, ha vinto 100mila dollari al ‘Million dollar challenge’: la somma è stata devoluta per la costruzione di una chiesa nella sua parrocchia. Il giovane sacerdote ha ottenuto un buon piazzamento battendo un cestista dell’NBA e due giocatori di poker professionisti

“Fratelli giocate, ma con moderazione”

Trovate pubblicitarie e fatti curiosi a parte, come si rapportano le varie confessioni religiose con il gioco d’azzardo e il poker in particolare? La domanda rimbalza su diversi blog, che si interrogano soprattutto sulla posizione della Chiesa cattolica.

“Siamo in presenza di un ‘vuoto legislativo’ – ironizza qualcuno -. Non mi pare che Gesù si sia mai espresso in materia”.

geova mormoni poker

Uno sguardo ai siti ufficiali, però, può fare luce sulla questione.   “I giochi d’azzardo (gioco delle carte, ecc…) o le scommesse – riporta il Catechismo della Chiesa cattolica (fonte vatican.va) - non sono in se stessi contrari alla giustizia. Diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione del gioco rischia di diventare una grande schiavitù”.

La posizione della Chiesa Mormone e dei Testimoni di Geova risulta ancora più categorica. “La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi giorni - scrivono gli stessi fedeli mormoni sul loro sito Internet ufficiale - si oppone al gioco d’azzardo, incluse le lotterie sponsorizzate dai Governi”.

“Va detto che le Sacre scritture non menzionano esplicitamente il gioco d’azzardo – ammettono invece i Testimoni di Geova -. Questo, però, non significa che siamo lasciati senza guida a riguardo”.

I Testimoni di Geova citano un passo del profeta Isaia, che biasima la volontà di affidarsi al caso: “Voi siete quelli che […] apparecchiano una tavola per il dio della Buona Fortuna e quelli che riempiono vino mischiato per il dio del Destino”. (qui il passo completo)

“Agli occhi del vero Dio – spiegano sempre i Testimoni di Geova dal loro organo ufficiale di informazione ‘La Torre di Guardia’ – credere nella fortuna è una forma di idolatria e non è compatibile con la vera adorazione. Non c’è motivo di ritenere che Dio abbia cambiato idea”. (approfondisci su (La Bibbia condanna il gioco d’azzardo?)

La religione musulmana, invece, distingue tra ciò che è ‘Halal’, cioè consentito, e ‘Haram’ (peccato). Le dottrine sono diverse, ma generalmente giocare a poker è considerato ‘Haram’ solo se si usano soldi.

corano

Il Corano a riguardo dice che “le scommesse sono consentite solo per le corse di cammelli e cavalli e il tiro con l’arco” (Sunan di Abu Dawud, libro 14, numero 2568).

 

Las Vegas ‘ghetto’ dei peccatori?

 

Sempre parlando del rapporto tra gioco d’azzardo e religione, alcuni sostengono che Las Vegas come città del gioco d’azzardo deve la sua fortuna alla forte cultura protestante degli Stati Uniti, che tenderebbe a ‘confinare’ i comportamenti ‘sopra le righe’ in spazi ben determinati.

Proprio alle relazioni tra gioco d’azzardo e protestantesimo è dedicato il saggio di Isidor Thorner “Ascetic Protestantism, gambling and the one-price system” (Ascetica protestante, gioco d’azzardo e sistema del prezzo unico), pubblicato sull’American Journal of Economics and Sociology.

Da un lato, secondo Thorner, c’è il disagio per un guadagno che in un certo senso viene considerato ‘immeritato’ e dall’altro la grande gratificazione che si prova di fronte a una buona vincita.

 

 

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