Rocco Palumbo: “Non mi sorprenderei se l’EPT non si fermasse più in Italia”

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Intervista al pro italiano Rocco Palumbo, possessore di un braccialetto WSOP, e recentemente vincitore, con il suo team, del primo Global Poker Masters

Chiunque sia appassionato di poker non può non aver sentito il suo nome. Rocco Palumbo, classe 88,  è nella storia del poker italiano soprattutto grazie alla vittoria di un braccialetto WSOP nel 2012 e di un titolo WPT nell’anno successivo.

Il poker player ha accumulato in carriera più di 1,4 milioni di dollari in vincite nei tornei live, nonostante sia principalmente un giocatore di poker online, conosciuto come "RoccoGe".

Lo abbiamo incontrato a Malta in occasione del Global Poker Masters, evento in cui proprio l’Italia è uscita trionfante contro la Russia nella finale del 22 Marzo. Palumbo è stato il primo degli italiani a concludere il suo heads-up segnando l’1 a 0.

Rocco si è intrattenuto con noi per parlare della vita da poker player in Slovenia, paese in cui vive da tre anni, della crisi del poker in Italia, e del perché l’Italia rischia di rimanere esclusa dal circuito dell’EPT.

 

Da quanti anni ormai giochi a poker a livello professionale?

Sono almeno sette anni che il poker è per me un lavoro fisso. Certo ci sono gli alti e i bassi del mestiere ed in effetti negli ultimi due anni non sono stato molto fortunato.

Rocco Palumbo wsop 2012

Anche tu sei stato fra i primi poker player a scappare dall’Italia…

Non direi che sono proprio scappato, ma in effetti ormai è da quasi tre anni che vivo in Slovenia. Ho vissuto per un anno a Portorož ma poi mi sono trasferito a Nova Gorica, sul confine con l’Italia, per una questione di praticità.

Mio figlio non vive con me e in questo modo ho occasione di vederlo più spesso. A questo aggiungo che Nova Gorica è in un certo senso “molto Italia”.

 

Mentre tutti volavano a Londra o a Malta tu hai scelto la Slovenia. Per quale motivo?

In effetti sono stato tra i primi a scegliere la Slovenia, ma da allora si sta creando una nutrita comunità di poker player. Gli italiani saranno almeno una trentina, e anche loro si sono trasferiti lì più per una questione di comodità e di vicinanza con l’Italia che per altro.

 

Come è la vita in Slovenia?

Devo dire che la gente in Slovenia è estremamente amichevole con i giocatori di poker e in generale con gli stranieri che si trasferiscono nel loro paese.

Si tratta comunque di un paese dell’ex Yugoslavia che è uscito di recente da un periodo complicato e molte cose sono differenti rispetto a mete più turistiche come Malta e Londra. Ma il paesaggio e la natura lì sono sicuramente un punto a favore, soprattutto per chi ama stare all’aria aperta.

Il paese poi si sta modernizzando molto negli ultimi anni, ma il costo della vita rimane più basso rispetto alla media europea, il che è senza dubbi molto positivo per chi si trasferisci lì.

 

rocco palumbo wpt

E da un punto di vista del poker player?

Per i giocatori la Slovenia è un’ottima meta, ci sono diversi casinò in cui poter giocare cash, ed anche a livello di tornei la scelta è vasta, ad esempio al Perla ci sono spessissimo tornei di tutti i tipi. Direi che molto diffusi sono tornei a buy-in medio-basso, sulle 300 euro per intenderci. 

Io personalmente preferisco giocare online ed ho la possibilità, negata in Italia, di farlo nelle poker room straniere. In questo modo posso giocare anche tornei online importanti, ma devo dire che in Slovenia è possibile vivere di poker anche solo giocando live.

 

Come vedi invece la situazione del poker in Italia?

Credo onestamente che niente cambierà fino a quando non succederà qualcosa di davvero eclatante. Il rischio è che molti provider di gioco decidano di ritirarsi dal paese, causando un ulteriore impoverimento. A questo aggiungiamo che chi vive di poker ormai fa le valigie e porta la sua esperienza e i suoi soldi all’estero.

L’Italia sembra davvero poco interessata però a queste problematiche, almeno fintanto che il settore delle scommesse e i vari Gratta e Vinci e lotterie nazionali continueranno a portare introiti.

 

Quale potrebbe essere un possibile cambiamento per convincere i giocatori a restare in Italia?

Se un qualunque politico italiano mi chiamasse in questo momento offrendomi una tassazione al 30% sui miei guadagni nel poker, non ci penserei due volte e tornerei a vivere nel mio paese. Considera che io al momento non pago tasse sul gioco, perché è così che funziona in Slovenia, ma anche in altri paesi come Londra o Malta avrei maggiori agevolazioni rispetto ad un 30%.

La verità è che i giocatori italiani non chiedono trattamenti speciali, solo di essere tassati come qualsiasi altro cittadino che ha un mestiere da libero professionista. Quello che vorrei è poter avere un sistema di tasse normali e allo stesso tempo beneficiare di cose basilari come andare in banca e poter chiedere un mutuo. Fare insomma tutte le cose che qualsiasi altro lavoratore può fare nel proprio paese.

Palumbo intervista

Non sono solo i giocatori a lasciare l’Italia, la tappa di Sanremo dell’EPT rischia di sparire. Cosa ne pensi?

Credo che per come vanno le cose nel nostro paese non sono per nulla sorpreso. La situazione dei casinò italiani è davvero tragica, e lo dico a malincuore perché amo giocare a Sanremo così come nelle altre sale da gioco. Venezia è un posto incredibile, ed anche Campione è bellissima.

La verità è che anche se i luoghi sono belli e ricchi di storia, la gestione dei casinò è davvero pessima, e non riesco davvero a trovare un buon motivo, se mi metto nei panni di uno straniero, per andare a giocare in Italia. Non è possibile giocare online, le sale da gioco sono collocate male e sono spesso difficili da raggiungere coi mezzi, senza contare che nel nostro paese tutto costa di più.

 

Quindi in un certo senso la cancellazione dell’EPT Sanremo sarebbe meritata…

È essenzialmente un problema di mentalità sbagliata. I casinò in Italia appartengono allo Stato e chi ci lavora non è motivato a farli funzionare a dovere, tanto a fine mese riceve comunque il suo stipendio. Si tratta davvero di un grosso problema, perché il cliente che entra nel casinò percepisce il disinteresse degli impiegati che si comportano esattamente come se non volessero lavorare.

Ogni volta che c’è stato l’EPT è partito un qualche sciopero degli lavoratori, aumentando i disagi per i giocatori, che già devono fronteggiare prezzi esagerati per cibo e bevande, che vengono puntualmente alzati per l’occasione, per non parlare degli alberghi. E così perderemo, e ce lo meritiamo, il circuito dell’EPT in Italia insieme con tutto il lavoro e i soldi che porta nel paese.

Io ho il cuore a Sanremo, sono nato in Liguria, e se l’EPT fosse riconfermato sarei il primo ad andarci, però capisco le lamentele degli stranieri e se non facessero più tappe in Italia non potrei dargli torto.

 

Per concludere, non possiamo non chiederti se pensi di partecipare al Battle of Malta 2015?

So che sarà il prossimo Novembre, ed in effetti la possibilità che io ci sia è alta, soprattutto perché gioco moltissimo su 888poker che è uno degli sponsor del torneo e proverò a qualificarmi con qualche satellite online. Il vostro è un torneo internazionale, e la location è ottima, quindi i presupposti ci sono tutti. Poi visto che questa è la prima volta che mi trovo a Malta, credo che il BOM potrebbe essere una buona occasione per tornare qui e valutare anche meglio l’isola come un possibile futuro posto in cui vivere.

Ringraziamo Rocco Palumbo per la sua disponibilità e vi lasciamo con la breve l’Intervista in inglese registrata subito dopo la vittoria dell’Italia al Global Poker Masters:

 

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