Ritrovo dei bari o fucina di talenti? Scopri tutto sul Poker in Prigione

Joe Reddick prigione

C’è chi in prigione ci finisce per aver barato in qualche torneo e chi invece dietro le sbarre ha studiato per diventare campione.

Anche i galeotti, seppure stipati all’inverosimile, non si fanno mancare una partita tra compagni di cella usando un letto come tavolo, come dimostra una foto scattata recentemente all’interno della prigione di Chino, in California.

Casinò… in prigione

Oltre al poker, un altro gioco di carte conosciuto nelle prigioni statunitensi è “casino” (casinò in inglese), il quale prevede la distribuzione di tutto il mazzo di carte tra i partecipanti. Ognuno mette sul piatto una quota di iscrizione o buy-in e alla fine della mano si fa la conta dei punti per stabilire il vincitore.

 

Campione di poker ed ex galeotto

Un caso esemplare tra gli ex carcerati è costituito da Joe Reddick il quale, dopo 15 anni di detenzione per aver spacciato crack, continua oggi a macinare vittoria su vittoria ai tavoli da gioco.

La vincita più cospicua totalizzata dal 47enne Reddick, quasi 220mila dollari per un primo posto al Borgata Winter Poker Open, risale allo scorso inverno.

Come da lui stesso riferito al New York Post, Reddick entrò in contatto con il poker grazie ai detenuti della casa circondariale di Guilford, che giocavano a Seven-card stud.

Si scommetteva tutto quello che poteva avere un valore, come scatolette di tonno, magliette e scarpe da tennis”

ricorda Reddick in un’intervista rilasciata al New York Post.

 

Joe Reddick
Joe Reddick al tavolo da poker

 

Come si evince dall’Hendon Mob Database, che registra la carriera di ogni giocatore, già all’inizio del 2009, poco dopo l’uscita dal carcere, “Joe Black” Reddick cominciò a mettere a frutto la cultura pokeristica maturata dietro le sbarre.

 

Che cosa scommettere?

“Anche se sicuramente il tempo non manca -  riporta il sito Toppoker.org - organizzare partite di poker in prigione non è così semplice come sembra.

"Prima di tutto c’è il problema di che cosa  scommettere, dal momento che non è possibile utilizzare denaro”.

Una delle “valute” più diffuse, spiega Reddick, sono le barrette di cioccolato Snickers: il pokerista statunitense dovette perderne l’equivalente di circa 7mila dollari prima di cominciare a vincere qualcosa.

In altri casi si racconta di carcerati che avrebbero scommesso francobolli o buste affrancate, che possono essere a loro volta scambiate in caso di necessità con tabacco, cibo o altri beni.

 

barrette cioccolato prigione
Le barrette di cioccolato sono la valuta più diffusa in prigione

 

 

Il detenuto che organizza la partita e svolge il ruolo di dealer incassa una piccola percentuale sulle somme scommesse dagli altri giocatori.

  

Fare i furbi non paga

Tra i giocatori che invece hanno perso la libertà per aver barato a poker va ricordato Valeriy Mikhaylets, condannato a quattro mesi di carcere e a una multa di 86mila sterline dal Tribunale di Londra.

Gli episodi contestati risalgono alla fine del 2014, periodo nel quale il 57enne russo guadagnò illecitamente circa 57mila sterline imbrogliando gli altri concorrenti ai tavoli del Palm Beach Casino di Londra.

Ai tavoli di Texas Hold ‘em l’uomo si “intascava” le carte che rigiocava nelle mani successive e che contrassegnava abradendole con carta vetrata.

Una volta arrestato il dirigente di un’azienda di costruzioni Mikhaylets, fuggì dopo il pagamento della cauzione e fu riacciuffato in Finlandia, mentre si apprestava a varcare il confine con la Russia.

 

Un baro pasticcione

Qualche tempo prima di Mikhaylets, la giustizia fu ancora più dura con Christian Lusardi, giocatore statunitense, che introdusse fiches contraffatte in un torneo di poker organizzato dal casinò Borgata di Atlantic City.

 

Lusardi truffa poker
Lusardi e la sua truffa mal riuscita

 

Sulle fiches “tarocche”, acquistate online presso un produttore cinese, Lusardi aveva incollato alcuni adesivi con il logo del Borgata. Vistosi scoperto, cercò di eliminarne 500 gettandole nel water.

La verita viene a galla (dallo scarico)

Così facendo, il 43enne del North Carolina ingorgò lo scarico del bagno della camera d’albergo dove soggiornava e quello della casa da gioco, causando perdite d’acqua anche nella camera sottostante alla sua.

Per tutto ciò Lusardi fu condannato a cinque anni di carcere e a rifondere rispettivamente 460mila dollari al Borgata e 9mila e 500 dollari all’hotel casinò Harrah’s: il primo per il mancato guadagno dal torneo di poker cancellato per colpa sua, e il secondo per i danni alle fognature.

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