Quando il Poker arriva in Balera e sbarca a Broadway

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Come hanno interpretato il tema del poker i gruppi di musica da ballo?

A dispetto di quanto potrebbe sembrare, diverse orchestre di liscio hanno reso omaggio in vario modo al Texas hold’em, affascinate dall’aspetto scenografico di questo gioco di carte oltre che dall’epopea del selvaggio West.

L’orchestra ‘I Cormorani’, per esempio, propone una curiosa versione liscio della canzone Pokerface di Lady Gaga, oltre che di altri famosi successi rock-pop: i gusti sono gusti, ma di sicuro le interpretazioni dei Cormorani non potranno risultare di grande utilità a coloro che vogliono imparare una corretta pronuncia della lingua inglese.

Pubblicata a metà dicembre 2014, la versione di ‘Poker face’ dei Cormorani ha già raggiunto su Youtube circa 1500 visualizzazioni.

 

L’orchestra ‘I Cormorani’

cormorani

L’orchestra è spesso ospite della trasmissione di Radio Deejay “Ciao belli” con Digei Angelo e Roberto Ferrari. Il testo della hit di Lady Gaga, lanciata tra il 2008 e il 2009 con il suo album di debutto “The Fame”, paragona l’attività amorosa a quella del giocatore di poker.

Il video di Pokerface dei Cormorani, così come tutte le altre canzoni del gruppo su Youtube, riporta le parole del testo della canzone così come si leggerebbero in italiano. E in quanto a tamarraggine fa a gara con il “vero” video di Lady Gaga.

D’altra parte la sobrietà non sembra rientrare nemmeno nelle corde della cantante Stefani Joanne Angelina Germanotta, classe ’86. Nel video di Lady Gaga, diretto da  Ray Kay ed Anthony Mandler e ambientato in una lussuosa villa con piscina, si vede la cantante statunitense divertirsi a una festa in compagnia di amici eccentrici e grandi cani da caccia (i due alani Lava e Rumpus, madre e figlio, inquadrati all’inizio).

E in mezzo al video, sul tavolo dove la giovane Germanotta canta, flirta e gioca a carte, compare in più occasioni l’indirizzo web della società di scommesse Bwin, che ha fornito l’attrezzatura per il video.

 

Poker in balera

pietro galassi

Tornando alla musica da ballo, l’orchestra di Pietro Galassi ha intitolato uno dei suoi album “Poker”: in copertina si vede il cantante in versione “cattiva” con un poker d’assi in mano. Nel booklet, invece, compare una donna non più giovanissima con una generosa scollatura intenta a giocare a biliardo.

In “Signora fortuna”, ultimo brano del disco, è possibile scorgere riferimenti al fato e all’aleatorietà del destino: la canzone d’amore è stata interpreta anche da altre famose orchestre come quella di Franco Bagutti.

Carte, erotismo e indovinelli matematici

A fianco di allusioni sessuali non molto velate, ne “La polka del Far West” si parla anche di giochi di carte.

D’altro canto, doppi sensi un po’ “boccacceschi” sono piuttosto frequenti nelle canzoni di liscio, che citano sovente come termine di paragone il moto del dondolìo o quello prodotto da brusche frenate in bicicletta. In questo caso, però, R. Poli preferisce impiegare numeri e giochi di carte nella costruzione delle sue figure retoriche.

pietro galassi orchestra

Un verso criptico

Per il paroliere Poli, autore anche delle musiche, alcol e gioco delle carte non vanno d’accordo considerato che “bevendo whisky and soda il due diventa un tre”. Il verso un po’ criptico, però, potrebbe alludere anche a una situazione di coppia aperta “lui-lei-l’altro/l’altra”.

Il testo poi prosegue “La polka del far West è facile perché / puoi prendere a braccetto chi sta vicino a te”.

Nel corso della canzone i due ballerini protagonisti hanno modo di approfondire la conoscenza l’uno dell’altra. Alla fine compaiono i dettagli più pruriginosi, ma per risolvere l’enigma l’ascoltatore è invitato a risolvere un indovinello aritmetico in rima: “Allora può succedere di tutto, se aggiungi un bel 21 al 48”. Per la sua soluzione viene fornito un aiutino: “Non sono mica numeri del lotto”.

 

Alti modelli

dante

Forse a livello inconsapevole, R. Poli potrebbe aver tratto ispirazione dalla Divina Commedia.  

Anche all’inizio del V canto del Purgatorio Dante pone al lettore un piccolo enigma logico-matematico quando parla della zara, un gioco d’azzardo popolare nel Medioevo, nel quale bisognava indovinare il risultato del lancio di tre dadi a sei facce.

Scriveva il Vate: “Quando si parte il gioco della zara / colui che perde si riman dolente / repetendo le volte e tristo impara”. Ossia: il perdente impara a sue spese le leggi di probabilità, che all’epoca del letterato fiorentino non erano alla portata di tutti.

Alcuni, invece, hanno scorto una rivisitazione in chiave moderna del Dolce Stil Novo, e quindi un omaggio al suo maggiore rappresentante, nella mazurka “La badante di nonno Dante” di V. Santimone, che racconta la storia d’amore dell’ottuagenario Dante con Irina, la sua badante ucraina.

 

Anche a Broadway si balla il liscio

110 Shade

Facendo un salto oltreoceano, giochi di carte e musica da ballo convivono anche nel brano “Poker Polka”, tratto dal musical di Broadway “110 in the Shade”, con il testo di Tom Jones e la musica di  Harvey Schmidt.

Lo spettacolo, tratto dal libro di N. Richard Nash “The Rainmaker”, venne rappresentato per la prima volta nel ’63 (l’ultima replica risale al 2007).

Il musical racconta la vicenda della zitella Lizzie Curry, che vive in un ranch del sud-ovest americano e della sua relazione con lo sceriffo locale File, uomo divorziato che teme di essere ancora ferito da una nuova relazione sentimentale. In zona imperversa però il carismatico truffatore Bill Starbuck, che promette di portare di sollievo alla popolazione locale funestata dalla siccità.

 

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