Il Poker in TV rinasce con le “holocam” che rivelano le carte coperte

holocam poker

E’ grazie anche alla televisione che il gioco del poker ha goduto di una grande popolarità a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila.

Ripercorriamo insieme le tappe che hanno contribuito a cementare questo sodalizio, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la diffusione delle telecamere portatili. Ma andiamo con ordine.

Gli albori del poker in tv

Verso la fine degli anni Settanta varie televisioni cominciarono a mettere in onda programmi a tema. Tra queste la CBS, che ogni anno trasmetteva il final table delle World Series of Poker.

Più tardi fu la volta di ESPN con il contenitore CBS Sports Spectacular. Per molto tempo il pubblico fu penalizzato per l’impossibilità di vedere le carte coperte dei giocatori: i commentatori sportivi, dal canto loro, potevano solamente cercare di indovinare quello che si nascondeva dietro il ventaglio di carte.

L’assenza di grafici in sovraimpressione, tra l’altro, non rendeva possibile un rapido confronto delle performance dei concorrenti.

 

wsop 2002
Le prime riprese delle WSOP

 

Le World Series of Poker

Con un salto di vent’anni circa arriviamo alla fine del millennio. Nel ’99 il regista Steven Lipscomb produsse e diresse un documentario sulle World Series of Poker per l’emittente Discovery Channel: fu la prima produzione statunitense inerente al mondo del poker finanziata interamente da un network televisivo anziché da un casinò.

Negli anni a cavallo tra il 2003 e il 2006 il poker conobbe una crescente popolarità, soprattutto in Nord America e in Europa.

Un aiuto dall’hockey

A questo contribuì sicuramente l’effetto “Moneymaker”, dal nome del contabile Chris Moneymaker, che nel 2003 vinse il Main Event delle Wsop.

Alcuni tuttavia individuano tra le cause fortuite anche la serrata della National Hockey League, organizzazione che raggruppa le squadre di hockey su ghiaccio statunitensi e canadesi, che portò la lega a perdere l’intera stagione 2004-2005.

 

hockey
Una spinta, non prevista, dal mondo dell'hockey

 

Mancando l’hockey, le emittenti ebbero più spazio da dedicare al poker. In seguito spuntarono come funghi programmi televisivi a tema, grazie anche a un uso sempre più diffuso delle “hole cam, telecamere in grado di mostrare le carte coperte.

[Leggi anche: Negreanu “portare l'hockey su ghiaccio a Las Vegas si può”]

 

Genio eclettico

Le hole cam furono brevettate nel ’95 da Henry Orenstein, giocatore di poker e imprenditore nato nel ’23, che fece la sua fortuna come inventore di giocattoli con i Transformers.

Nell’arco della sua carriera Orenstein depositò oltre cento brevetti. Originario del New Jersey, ha all’attivo anche un braccialetto delle World Series of Poker, conseguito nel ’96 con l’evento “$ 5,000 Seven-Card Stud”.

 

Henry Orenstein
Henry Orenstein: il papà delle holo cam

 

Le “hole cam”

Le hole cam divennero popolari alla fine degli anni Novanta grazie allo show televisivo “Late Night Poker”, andato in onda sull’emittente inglese Channel 4, e in seguito furono impiegate anche nelle World Series of Poker del 2002 e nel World Poker Tour del 2003.

Come funzionano

In alcuni casi la telecamera si trova all’interno del piano del tavolo, protetta da un pannello di vetro, e i giocatori sono invitati ad appoggiare le proprie carte coperte in prossimità di questo.

In altri il dispositivo è posizionato sul tavolo stesso, ma gira tra i vari concorrenti per “sbirciare” le loro carte. In questo caso il pubblico che assiste all’evento dal vivo e i giocatori vengono tenuti discosti rispetto al presentatore, affinché informazioni preziose non giungano all’orecchio dei giocatori.

 

Hole cam 0

 

Come precauzione ulteriore, le immagini vengono trasmesse in ritardo di qualche minuto. Sempre ai fini della sicurezza, a volte i tornei sono addirittura trasmessi in differita e solo un numero ristretto di persone ha accesso alle immagini riprese dalle “hole cam” durante la registrazione.

Lo stesso intervento dei commentatori viene quindi il più delle volte aggiunto in fase di post-produzione.

Caccia al coniglio

A volte viene piazzata una telecamera anche nella posizione del dealer, che mostra le carte turn e river quando un giocatore vince il piatto al flop o al turn.

 

camera poker
Il pubblico vuole qualcosa in più...

 

Il dispositivo viene soprannominato da molti “The rabbit cam”. Con “rabbit hunting” (caccia al coniglio) si intende infatti la possibilità di vedere le carte che sarebbero uscite dopo quella mano.

Una pratica, quest’ultima, che generalmente non è consentita nei tornei, perché potrebbe  rivelare informazioni utili sulla strategia di gioco, ma che in questo caso è autorizzata in quanto la carta viene mostrata solo agli spettatori e non ai concorrenti.

[Leggi anche: Juha Helppi: “Il Poker in televisione è in forte declino”]

 

 

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