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gio, 9 luglio 2009

Poker Sportivo: Legge in Arrivo?

The Tournament Room

Di M.C.

Sono 22 i circoli di poker sportivo che hanno dato vita a una proposta di legge alternativa alla politica del governo italiano.

Al Jolly Joker di Adria le delegazioni dei vari circoli, che rappresentano la spina dorsale del Texas Hold'em in Italia, hanno fatto il punto della situazione e hanno raggiunto un punto di vista comune. Il tema più importante della discussione è stata ovviamente la legge comunitaria approvata nel 2008, che prevede un bando per le concessioni del poker live, ponendo di fatto a rischio l'espansione di questo gioco nel nostro paese.

Tra i punti principali d'accordo troviamo una visione comune sugli eventuali doveri fiscali dei circoli, la scelta di ciascun circolo di rimanere o meno un'attività no profit, e i premi in denaro. Cioè che è chiaro a tutti è che quest'attività sportiva è in realtà una grande fonte di profitti, sia per lo Stato che per i gruppi più grandi che rappresentano le fondamenta del sistema pokeristico italiano.

La scelta dei circoli è stata quella di arrivare a un compromesso comune in modo da agire come un'unica voce in grado di rappresentare al meglio il settore e in grado di influenzare le decisioni future del governo. Presto tutti i giocatori, gli appassionati e i cittadini comuni potranno apporre la propria firma per tentare di trasformare la proposta in un disegno di legge a tutti gli effetti.

Per i circoli italiani occorre non dimenticare che la vera ossatura del poker italiano è rappresentata ancora dal gioco live, mentre quello online è esploso come fenomeno mediatico e vede soprattutto la partecipazione di nuovi giocatori alle prime armi, non di veri appassionati.

 

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