Poker Online: un 2010 di Divieti

Mentre la Norvegia si gusta la sua UIGEA, anche il Belgio sceglie la via delle licenze. Anche se in Germania scoprono che il poker online non si blocca così.

Mentre la promessa di un'apertura verso il cash game insieme all'arrivo di marchi come PokerStars e PartyPoker hanno stemperato le polemiche seguite all'arrivo del poker "punto it" e delle limitazioni che questo ha portato nelle abitudini dei giocatori di poker italiani, alcuni paesi europei si trovano adesso a vivere una situazione simile a quella che  i players hanno in qualche modo subito oltre un anno fa.

Tralasciando le vicende d'Oltralpe, dove ancora non è chiaro se i cugini francesi riusciranno ad avere una regolamentazione chiara e definita entro la prossima primavera, quello del gioco online sembra essere un argomento all'ordine del giorno anche in Paesi come la Norvegia, la Germania ed il Belgio.

UIGEA in salsa norvegese

Nonostante molti governi del Nord Europa stiano iniziando a rivedere le politiche protezionistiche adottate nei confronti del gioco online - specialmente dopo l'apertura della Svezia, le cose sembrano andare in senso contrario in Norvegia dove l'assenza delle sentinelle UE ha portato ad una chiusura del merc ato in pieno stile UIGEA.

Libero dai vincoli imposti dall'Unione Europea, infatti, il Paese ha potuto implementare un sistema che consente ai giocatori norvegesi di collegarsi e giocare soltanto su due siti completamente controllati dall'autorità pubblica, Norsk Tipping e Norsk Risktoto la cui popolarità è assicurata dalle cifre che vedono la Norvegia al primo posto al mondo per diffusione ed utilizzo di internet.

A garantire il rispetto della norma, il ruolo chiave lasciato alle compagnie di credito alle quali è stato impedito di autirizzare qualsiasi tipo di pagamento dalla Norvegia verso siti di gambling e viceversa.

Belgio come l'Italia?

Il 2010 dovrebbe essere l'ultimo anno di piena libertà per i players di Bruxelles e dintorni visto che gli oltre dieci milioni di cittadini potrebbero torvarsi in una situazione molto simile a quella italiana già all'inizio del 2011.

Secondo il quotidiano Gazet van Antwerpen, il governo belga starebbe preparando un pacchetto di misure per garantire l'accesso al mercato nazionale solamente a poker room in possesso di speciali licenze utilizzando il modello italiano come esempio di successo.

Consapevoli di come tale normativa - per altro in linea con quanto già in corso in Italia, Olanda e Polonia - sia destinata ad attirare le attenzioni dell'Unione Europea che non ammette la creazione di monopoli all'interno di uno Stato membro, le autorità hanno già reso noto che intendono usare le carte del combattimento contro i pericoli di corruzione, dipendenza dal gioco e riciclaggio in difesa di un provvedimento che dovrebbe, tra le altre cose, incrementare le entrate fiscali del Paese.

Ma in Germania il blocco non è servito.

Secondo uno studio promosso dalla Bitkom, associazione di tecnologia, telecomunicazioni enuovi media tedesca, il blocco deciso dal Governo di Berlino sembra non aver avuto alcun effetto sulle abitudini di gioco visto che il numero dei giocatori online sembra aggirarsi ancora intorno ai due milioni - pressoché la stessa cifra registrata un anno prima.

Con interviste mirate condotte su un campione di 1.000 persone, Bitkom ha anche fatto notare come il fenomeno del gioco veda ancora al primo posto le lotterie online ora seguite a ruota dal poker online per il quale la maggior parte degli intervistati ha ammesso di spendere 20 o più euro ogni mese.

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Giovanni Angioni 2010-01-20 09:28:27

Decisamente una bella domanda. Penso purtroppo che la quantità di interessi legati al denaro nel settore impedisca lo sviluppo di una legge comunitaria.

Triste ma - probabilmente - vero.

Poker Xoom 2010-01-18 18:04:15

Ormai sembra chiaro che tutti i paesi dell'unione europea, un po alla volta si stano uniformando...adesso mi chiedo io...ma perchè non si fa una legge a livello europeo che regolarizza il poker online e soprattutto sto benedetto live?