Poker Online e Legislazione: in Europa ognuno va per conto suo

unione europea

Ognuno a casa sua fa un po' come gli pare. E' quello che accade di fatto nei singoli stati dell'Unione Europea, che sembrano ben lontani dall'adottare una politica comunitaria in materia di gioco d'azzardo online e “terrestre”.

Ciononostante, con l'apertura dei mercati all'interno della Comunità Europea viene di fatto consentita la concorrenza tra imprese provenienti da Paesi esteri, anche nel settore del “gambling”. Ogni Stato però ha una propria autorità governativa che si occupa del rilascio delle licenze. Molti stati, come Austria, Francia, Italia e Spagna, hanno costituito un mercato domestico per il poker online, rendendo impossibile il gioco tra utenti di Paesi diversi. Un limite che viene maggiormente subìto dagli utenti di una nazione relativamente piccola come l'Austria, che ha 8 milioni e mezzo di abitanti.

Giro di vite a Vienna

Quando però si parla più in generale di gioco d'azzardo e ludopatia, più del poker vengono alla mente le famigerate slot  machine, che la città di Vienna ha messo al bando dall'inizio del 2015. Una decisione che comprensibilmente non ha suscitato l'entusiasmo da parte degli operatori del settore, i quali hanno annunciato guerra al Comune (l'azienda Novomatic, tra l'altro, ha sede proprio in Austria).

Già dal 2010, ricorda il sito Pokerlaws.org, il Paese d'Oltralpe ha adottato leggi più stringenti riguardo al gioco d'azzardo, pur mantenendo su questo tema una politica sostanzialmente liberale se paragonata a quella adottata da altri stati vicini.

L'Italia fanalino di coda

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IL casinò di Campione è secondo solo a Parigi in termini di fatturato

Il caso di Vienna è stato preso in esame in un'intervista rilasciata a fine gennaio a Repubblica da Carlo Pagan, amministratore delegato del casinò di Campione. Riguardo all'annosa questione dei casinò in Italia il presidente di Federgioco Pagan ha dichiarato: In Francia sono presenti 200 case da gioco per 60 milioni di abitanti, in Svizzera 21 casinò per 7 milioni di persone.  Nel nostro Paese quattro case da gioco per 56 milioni di italiani. Qualcosa, forse, va rivisto”.

Rigore asburgico

Secondo Pagan, quindi, “la strada tracciata a livello europeo è solo una: il gioco viene affidato solo a grandi realtà in grado di fornire specifiche garanzie. L'ultimo esempio arriva dall'Austria: è di questi giorni la decisione presa da Vienna di vietare il gioco su strada e concentrarlo all'interno delle case da gioco istituzionali”.

L'esempio viene dall'alto

Altri esempi virtuosi dai quali l'Italia potrebbe prendere spunto secondo il manager italiano vengono da Paesi come Svezia, Finlandia e Svizzera, dove i giocatori con una “conclamata propensione al gioco patologico” si vedono limitato l'accesso ai casinò.

Campione d'Europa

In un quadro europeo, il casinò di Campione è “secondo solo a Parigi in termini di fatturato”, ha spiegato Pagan ricordando che la sua casa da gioco ha ospitato tornei come le World Series of Poker, il World Poker Tour e l’European Poker Tour.

Alberto di Monaco a processo

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Alberto di Monaco citato in giudizio per una presunta truffa da 75 milioni

Il gioco d'azzardo online alla fine di gennaio è stato al centro delle cronache italiane con la citazione in giudizio del principe Alberto di Monaco per una presunta truffa da 75 milioni di euro ai danni dell'imprenditore italiano Mario Loffredo, nella gestione della piattaforma “Montecarlo poker tour”. I fatti risalgono al periodo tra il 2007 e il 2008, agli albori del poker online in Italia. Loffredo ha riferito di essere stato raggirato da sette persone appartenenti all'entourage del principe, anche se la truffa sarebbe stata perpetrata con l'avvallo del principe stesso. Il gruppo avrebbe fatto intendere a Loffredo di essere interessato al suo progetto, facendo però marcia indietro una volta carpiti i segreti e il know how dell'iniziativa. Rubando l'idea a Loffredo, i sette avrebbero quindi realizzato il sito autonomamente.

Rifiuto principesco

La vicenda si trascina ormai da diverso tempo perché per due volte Alberto di Monaco ha rifiutato la notifica a comparire da parte del giudice del Tribunale di Napoli Nord Annamaria Buffardo. Come spiega il quotidiano Il Mattino, il sovrano si è appellato alla Costituzione del suo Principato, secondo la quale “la figura del principe è inviolabile”. Nel 2014 gli “amici” di Alberto di Monaco erano stati tutti assolti dal Tribunale di Como dall'accusa di presunta truffa ai danni di Loffredo.

Fronte comune

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Tornando al gioco d'azzardo in Europa, alcuni operatori del settore hanno deciso di fare fronte comune riunendosi sotto la European Gaming and Betting Association (EGBA). L'associazione, attiva dal 2007, ha sede a Bruxelles.

Sulle isole si gioca meglio

Nel nostro continente vi sono alcune località che dal punto di vista normativo si presentano particolarmente interessanti per le imprese dell'iGaming. E' il caso di Gibilterra, Malta e delle isole di Man e Alderney. Le ultime due si trovano rispettivamente tra Gran Bretagna e Irlanda e lungo il Canale della Manica, tra Francia e Inghilterra. Sia l'Isola di Man che Alderney sono due dipendenze della Corona Britannica che dispongono di un governo  autonomo (Alderney, in particolare, ricade sotto l'autorità amministrativa del baliato di Guersney insieme ad altre isole del Canale).

 

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