Poker in TV: un Bene per il Futuro del Gioco?

Pignataro, Antani Giorgi, Marcucci, Giussani, Marelli, Antonini, Pipino e Blanco ci hanno detto la loro sul rapporto tra televisione e gioco del poker

opo il tentativo apparso online in questi giorni di far esaminare gli effetti che l'esposizione mediatica del poker potrebbe avere sullo sviluppo del noi di PokerListings abbiamo deciso di "italianizzare" la discussione e sentire la voce di alcuni protagonisti del gioco.

La questione della presenza del poker in televisione, specialmente in vista di una nuova "invasione" che potrebbe verificarsi qualora ESPN decidesse di entrare in Italia, è destinata a diventare cruciale sotto numerosi aspetti e, per questo, pensiamo debba essere affrontata con grande serietà ora che si può ancora decidere come affrontarla.

Cercando dunque di trattare l'argomento con la serietà necessaria  abbiamo dunque scelto di porre ad alcuni interlocutori competenti in materia di poker e comunicazione un'unica, semplice domanda: "il Poker in televisione: un bene oppure un male per lo sviluppo del gioco?" ottenendo risposte, per certi versi, abbastanza simili su uno degli aspetti più importanti: il rischio che la Tv offra l'immagine di un gioco che non esiste.

Luigi "Gigetto" Pignataro

 

"È veramente difficile decidere se schierarsi per il si per il no, se con Eli Elezra o con Erik Siedel.

In Italia la cosa è un po'diversa nel senso che uno come Erik che gioca a livelli molto alti ci mette veramante una vita a perfezionare e modificare il suo stile per poi darlo gratis in tv soprattutto ad avversari con cui ha a che fare tutti i giorni.

Forse è un po' controproducente ma per noi giovani che ci crediamo e non smettiamo mai di cercare di convincere chi ci sprona ad abbandonare questa vita, la tv e un passo troppo avanti e vantaggioso per lasciarselo sfuggire.

Ovviamente per apparire devi avere stoffa perche vuol dire o essere arrivato in fondo oppure essere rollato per sederti a tavoli che compariranno... Insomma, come in tutte cisono pro e contro."

 

Filippo "Antani" Giorgi

 

"Diciamo che gli argomenti dei pro statunitensi sono un po' lontani dalla nostra realtà.

Per quanto riguarda il microcosmo italico, credo che la tv abbia avuto un apporto fondamentale per far conoscere il gioco alle masse perchè è grazie alle trasmissioni televisive che molta gente ha conosciuto il poker ed ha poi iniziato a giocare.

Purtroppo, però, questo devastante impatto mediatico ha ben presto trasformato la passione in business e cavalcando l'onda del successo troppa gente si è improvvisata organizzatrice di tornei, rispondendo al richiamo di soldi facili da fare senza fatica.

E' vero anche che proprio grazie a questa grossa esposizione una ventina di buoni giocatori italiani è riuscita ad avere contratti professionistici più o meno buoni, contratti che senza tv e room non avrebbero potuto avere.

Non dimentichiamoci però che migliaia di giocatori "sportivi", cioe' quelli che giocavano tornei da 20/30 euro nei circoli sotto casa, sono stati sacrificati in nome del business..."

 

Gianluca Marcucci

 

"La domanda è quantomeno retorica perchè un gioco basato sulla spettacolarità data dalla televisione non può che trarre beneficio dalla tv stessa, in Italia come nel resto del mondo.

Aggiungerei, però, che sono contrario al cash in tv. Gli high roller cash si allontanano dal mio concetto spettacolarità!"

 

Daniele Giussani

 

"In linea di massima un male in quanto molti novizi che non hanno mai aperto un libro, avvicinandosi al gioco con la teoria della tv fanno come se leggessero un libro iniziandolo dalla fine.

In tv trasmettono le ultime fasi, chi vede assimila un gioco aggressivo ma che non può portare lontano nelle prime fasi dei tornei. Vengono così commessi errori superficiali, bluff azzardati e senza senso.

Se poi si ha un livello avanzato carpire informazioni dalle giocate dei pro ai tavoli è sicuramente un bene. Studiare le loro mosse aumenta in maniera esponenziale il bagaglio culturale di chi li guarda giocare.

Chi trasmette le trasmissioni dovrebbe far capire bene queste cose rimarcandole pesantemente; il novizio deve capire il gioco partendo dall'ABC, non dall'heads up finale."

 

Giangia Marelli

 

"Tengo mensilmente una rubrica intitolata "Poker e TV" su Card Player e seguo molto ciò chesta attorno al fenomeno del poker in tv.
Il mio pensiero è: il poker in tv ha un duplice effetto.


Il primo è che rende popolare un gioco che nella versione texas hold'em ha continui sali e scendi che lo rendono spettacolare ed appassionante da guardare.

Il secondo è che offre una visione falsata della realtà del gioco ai giocatori neofiti con l'effetto di renderli erroneamente agressivi e azzardati.

Per esigenze televisive un tavolo finale che puo durare anche 15 ore, viene compresso in 52 minuti, tagliando le mani poco interessanti... ma le mani poco interessanti sono quelle che occupano l'80 % del tavolo finale e sono quelle dove si rubano i bui o dove tutti foldano.

Il giocatore neofita impara inconsciamente un ritmo che non è quello proprio e reale di un torneo e questo ritmo lo porta a fare mosse azzardate anche con mani marginali."

Cesare Antonini

 

"E' ormai acclarato che la Tv è stata il trampolino di lancio e la migliore pubblicità che un gioco spettacolare come il Texas Hold'em potesse avere.

Nella storia di questo gioco in Italia si farà sempre riferimento al contributo che la tv (Sky Sport, Italia1) ha fornito all'esplosione del fenomeno su scala nazionale.

I grandi campioni stranieri, i primi termini urlati da Fabio Caressa e Ciccio Valenti e Luca Pagano, che puntualmente finivano sui tavoli dei circoli sparsi in tutta Italia, hanno acceso una miccia che brucia ancora e che porterà all'esplosione definitiva del fenomeno.

Più che di 'male' parlerei comunque di responsabilità. Chi parla in un microfono deve sempre pensare al rischio che il gioco degeneri in pulsione.

L'importante è non dipingere illusioni ai giovani che sono a casa e che sognano di andare al tavolo televisivo con occhiali, iPod e cappellino da baseball a giocarsi milioni di euro.


Un esempio: la famosa strategia di difendere la coppia con rilanci spropositati che Luca Pagano ha inculcato in tanti players è un esempio del potere che ha la tv sul gioco e sulle menti dei giocatori.

Per una frase decontestualizzata Pagano continua a ripetere che quella tecnica può essere adottata, casomai, in un tavolo finale. Ma quanti amatori impazziscono alla vista di una coppia di 4 al secondo livello di un torneo?

 

Giuseppe Pipino

 

"Secondo la mia ottica la tv favorisce lo sviluppo del gioco del Texas Hold'Em, ma di sicuro non lo migliora nella qualità.

Se si pensa chee l'80% dei giocatori è convinto che il gioco da sviluppare ai tavoli spesso è legato a ciò che si legge sui libri ed a ciò che si vede in tv, per me è un'errore: io interpreto il gioco del poker secondo la mia esperienza e secondo le mie sensazioni di giocatore, unite ad una tecnica discreta che si può sviluppare solo con l'esperienza e con il tempo, e non andando dietro a libri o programmi tv o convincendosi che tutto ciò che si legge e si vede sia la BIBBIA del poker!

Per me non è così!

Quindi ribadisco che la tv agevola lo sviluppo del gioco quale mezzo fine a se stesso, ma ripeto che non aiuta allo sviluppo della qualità del gioco: finisce anzi per penalizzarlo visto che sempre più spesso si incontrano sui tavoli delle varie room giocatori che fanno delle giocate discutibilissime, e se provi a chiedergli perchè l'hanno fatta ti rispondono che loro si sono documentati sul gioco del poker tramite vari filmati o seguendo trasmissioi televisive, e lì hanno capito come si gioca. Mah.

Io non lo condivido ma rispetto ogni punto di vista...tanto a pagare alla fine sono loro!! "
 

Cristiano Blanco

 

" Fa male perche' la gente vede il solo il tavolo finale di un torneo. Al tavolo finale spesso si ha un fattore M molto ridotto equindi ci sono molti allin o rischi elevati presi con coppie basse.

Queste sono tutte nozioni che portate ai primi livelli di un torneo portano solamente ad ampliare la cattiva reputazione che noi italiani abbiamo in giro per il mondo.

Se la tv facesse vedere anche i primi livelli sarebbe didatticamente piu' interessante."

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