Poker e Media: la malainformazione di Canale 5, “Le Iene” e Roberto Saviano

poker televisione

Informazione e obiettività spesso non vanno a braccetto quando i media generalisti parlano di poker Texas Hold ‘em.

Sovente, chi realizza questi servizi si preoccupa maggiormente di suscitare scandalo e indignazione a buon mercato che di descrivere i fatti e lasciare agli spettatori la possibilità di giudicare.

Un esempio è il caso di Filippo Candio: in un servizio che riprendeva la Nuova Sardegna, Canale 5 aveva fatto sapere che il campione era oggetto di accertamenti da parte della Guardia di Finanza (leggi questo articolo di Pokerlistings per saperne di più). “Mio errore firmare un pezzo in cui non mi riconosco” aveva ammesso su Twitter il giornalista autore del pezzo.

 

“Le Iene”, un servizio da canidi

Sempre nell’ambito di Mediaset, diversi su Internet hanno accusato la trasmissione “Le Iene” di aver affrontato il tema del poker online e dal vivo con scarsa professionalità.

Alla stregua di “Mondo cane”, popolare documentario degli anni Sessanta, gli autori della trasmissione paiono interessati al lato sensazionalistico e allo scovare a tutti costi aspetti insoliti o immorali da poter additare.

Diverse incongruenze sono state riscontrate in due servizi, rispettivamente di Nadia Toffa e Luigi Pelazza, su una poker room truffaldina e una presunta bisca illegale.

 

L’agente di poker scopre le sue carte

nadia toffa

Nel primo, Nadia Toffa intervista un ex agente di una poker room, reso volutamente irriconoscibile dalla voce alterata in post produzione e il volto completamente coperto. L’uomo misterioso mostra alla giornalista come riesce a “truccare” da dietro le quinte la partita a favore della poker room in un tavolo con più giocatori e in un testa-a-testa. (guarda il video completo)

Tante persone però su Facebook hanno fatto notare che nel testa-a-testa il flop era costituito da due sole carte: il video è stato rimosso per qualche ora e nella nuova versione è “comparso” un nove di fiori in aggiunta.

Sempre sul social network di Mark Zuckerberg,  “Le Iene” hanno fatto sapere che si è trattato di un errore di post produzione: “Per coprire il logo e il nome del sito sotto le carte del tavolo virtuale, la banda nera di copertura è stata per errore allungata fino a coprire la terza carta del flop, cioè il 9 di fiori”. 

Una tesi che scricchiola

Com’è noto, tutte le somme raccolte dalle iscrizioni dei giocatori concorrono a pagare il montepremi e il compenso della poker room. Perché quest’ultima avrebbe interesse a “falsare” il gioco? Secondo il testimone delle Iene lo scopo di questa scelta sarebbe di illudere l’utente in un primo momento per poi depredarlo delle sue risorse. 

Sotto la lente degli esperti

Il servizioDentro una bisca clandestina” di Luigi Pelazza, invece,  termina con l’intervento dei carabinieri in un circolo di Olbia: i militari hanno provveduto a multare e schedare coloro che erano presenti in sala. Alessandro Carluccio ha realizzato un video nel quale insieme al professionista Roberto Sabato analizza il servizio di Pelazza, mettendone a nudo le inesattezze.

 

Saviano a ruota libera

Roberto Saviano

Circa un anno fa, la trasmissione di La 7 “Zeta” condotta Gad Lerner ha ospitato un monologo di 18 minuti di Roberto Saviano su mafie e giochi d’azzardo (trovate il video a fine articolo): alcuni hanno definito poco credibili i modi descritti dallo scrittore napoletano per riciclare denaro su Internet, stigmatizzando la scelta di accomunare gioco d’azzardo e giochi di abilità come il poker, sale da gioco registrate Aams e siti .com.

“La disperazione di questo Paese che lo rende il primo Paese di giocatori in Europa – ha detto Saviano – si basa sul fatto che il talento, il lavoro, l’impegno, il rigore, non sono premiati. Quindi, meglio giocarsela piuttosto che poter investire su se stessi”.

Secondo Saviano, di conseguenza, chi governa l’Italia dovrebbe “non far altro che scommettere sui talenti e considerare il proprio impegno, la propria capacità, l’unica vera fortuna. Forse varrebbe la pena non scommettere altrove, sul caso, ma su se stessi”.

Come non condividere la tesi? L’appello, però, suona di vuota retorica. Il tema delle connessioni tra criminalità organizzata e gioco d’azzardo (nessuno ne mette in dubbio l’esistenza) poteva probabilmente essere affrontato meglio.

 

Niente casinò al sud, c’è la mafia

Il Testimone Pif

“Il poker è ancora illegale in Italia – aveva dichiarato Claudio Pagano (leggi qui l’intervista a PL) -. Ci sono quattro casinò, e sono tutti al nord, visto che nel sud è controllato dalla mafia”.

Qualche esempio positivo

Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha dedicato al poker un interessante servizio nel suo programma “Il Testimone”, in onda su Mtv, che consente anche ai profani di capire i meccanismi di questo gioco.

La Rai, infine, ha trattato il tema del gioco d’azzardo e del poker in una puntata di “NUM3R1”, durante la quale il conduttore Marco Cobianchi ha intervistato le campionesse italiane Carla Solinas (qui da noi intervistata) e Giada Fang, affrontando anche tematiche quali la ludopatia, le differenze tra poker online e live e la tassazione italiana.

Vi lasciamo col video di Saviano su mafia e gioco d’azzardo:

 

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