Poker e biliardo, due giochi “maledetti” che hanno molto in comune

Billiards balls

Cosa accomuna poker e biliardo? Nell'immaginario collettivo entrambi i giochi sono legati alla “perdizione” in bettole e luoghi fumosi.

Ma al di là dei facili stereotipi, sono numerosi i giocatori che  praticano entrambe le discipline.

Eclettici trentenni

Tra gli esponenti del gentil sesso merita di essere menzionata la 29enne tedesca Natalie Hof, che prima di approdare al poker ha giocato a biliardo per soldi. Una strada seguita anche dal collega inglese Chris Moorman, di un anno più vecchio: l'autore del “Moorman book of poker” si è cimentato con successo anche con il bridge e il biliardo negli anni in cui frequentava la facoltà di economia all'università.

Questione di strategia

Ma c'è anche chi come Gustavo Adrian Zito, ha deciso di appendere definitivamente la stecca al chiodo per approdare al poker sportivo dopo aver inanellato una serie di successi con il biliardo. “Il poker texano è molto simile al biliardo – ha riferito il campione 44enne di origine argentina in un'intervista a Pokerlistings -.

Gustavo Zito poker biliardo
Gustavo Zito abbandonò il biliardo per dedicarsi al poker

Devi studiare bene il tuo avversario e aspettare il momento giusto per colpire”. In entrambe le discipline secondo Zito hanno una marcia in più i giocatori che riescono a rendersi imperscrutabili agli occhi degli avversari. Per quanto riguarda il biliardo, Zito è stato quattro volte campione del mondo nella specialità “cinque birilli”, che si gioca su un tavolo privo di buche.

Passione giovanile

Anche Amarillo “Slim” Preston (1928-2012) in giovane età si dedicò al biliardo, oltre che al basket e all'atletica. La passione del biliardo, in particolare, nacque nel periodo in cui Preston frequentava la Peabody Academy, un istituto al quale il ragazzo era stato iscritto per volontà della madre Pearl, allo scopo di prepararlo agli studi universitari.

Una famiglia perbene

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Preston frequentava assiduamente le sale da biliardo

Ma dopo due anni a Peabody, il giovane giocatore tornò a vivere con il padre Thomas Preston senior ad Amarillo, dove cominciò a frequentare sempre più spesso le sale da biliardo del quartiere messicano. I genitori di Amarillo erano divorziati ed entrambi non gradivano le sue nuove frequentazioni nel mondo dell'azzardo.

L'occhio lungo della mala

Il 16enne Preston, che cominciava a guadagnare bene come gambler, attrasse l'attenzione di due criminali locali: i malviventi gli proposero un redditizio tour per le sale alla ricerca di polli da spennare al biliardo. I due malavitosi furono di parola: la fama e il bankroll di Amarillo crebbero.

Gli opposti si attraggono

Alla metà degli anni Quaranta risale l'amicizia di Amarillo con Minnesota Fats. Di fianco al corpulento collega, Thomas Austin Preston sembrava ancora più magro: per questo si guadagnò l'appellativo di “slim”. Alla figura di Minnesota Fats furono ispirati il romanzo di Walter Travis “The Hustler” e l'omonimo film con Paul Newman diretto da Robert Rossen (titolo italiano “Lo spaccone”).  Nella pellicola del '61 Minnesota Fats è impersonato da Jackie Gleason.

Realtà e finzione

In realtà il “vero” Minnesota Fats, al secolo Rudolf Wanderone, si faceva chiamare  inizialmente “New York Fats”. Il giocatore cambiò il soprannome in “Minnesota Fats” dopo l'uscita del lungometraggio. La vicenda però è resa ancora più complicata dal fatto che Walter Travis, l'autore del romanzo dal quale venne tratto il film, ribadì in più occasioni che “Minnesota Fats” era un personaggio frutto della sua fantasia che non aveva nulla a che fare con Wanderone.

Scolaro modello...

Tornando ad Amarillo, il suo impegno nel biliardo non gli impedì di ottenere voti brillanti anche a scuola.

...brucia le tappe

Il giovane colse infatti al volo l'opportunità offerta dalla Marina americana ai ragazzi che avevano una buona media di diplomarsi in anticipo per potersi arruolare prima.

“Gambler” a tutto tondo

 

Natalie Hof
Anche Natalie Hof ha un passato da giocatrice di biliardo

Poco dopo l'ottenimento del titolo di studio, così, Amarillo era già in servizio a San Diego. Durante la sua permanenza in Marina il giovane soldato assistette a uno dei test nucleari che ebbero luogo sull'atollo di Bikini. Diventato sottoufficiale a Portland, nell'Oregon, ebbe ancora occasione di giocare a biliardo e a dadi e di imparare il poker al Criterion Club. Nel '47, all'età di 19 anni, Amarillo terminò il servizio militare. Sulla strada del ritorno verso casa prese parte a redditizie partite di biliardo, che gli permisero di guadagnare più di 100mila dollari.

Dalla Marina all'Esercito

Nell'arco di tre mesi tutto il denaro così guadagnato venne speso da Amarillo per aiutare economicamente i suoi genitori, acquistare cavalli e acquistare regali destinati alle ragazze che corteggiava. Dopo il periodo trascorso in Marina, nel '48 Preston decise di arruolarsi nell'esercito. Come riferito da lui stesso nell'autobiografia “Amarillo Slim in a world full of fat people” (Amarillo il magro in un mondo di gente grassa), avrebbe rifiutato una carriera nell'FBI, valutando poco morale l'operato nel Federal Buraeu of Investigation. Amarillo Slim fu quindi mandato in Germania: in quel periodo la sua abilità al biliardo venne notata da un colonnello, che lo invitò ad allestire alcuni spettacoli per rallegrare le truppe.

Intrattenitore delle truppe

In seguito venne inserito in una speciale divisione dell'esercito dedicata all'intrattenimento dei militari, della quale facevano parte artisti del calibro di Bop Hope.  In Germania Preston colse l'occasione per far soldi attraverso la vendita illegale di sigarette, gasolio e medicine.

La famiglia si allarga: non c'è spazio per il biliardo

Dopo aver fatto ritorno e aver messo su famiglia negli Stati Uniti, Amarillo fu impegnato in  altro tour nel Paese come “gambler” del biliardo. Con l'arrivo della secondogenita Rebecca, tuttavia, decise di mettere da parte questa passione per concentrarsi solo sul poker e sulle scommesse.

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