Poker, cinema e un’accusa infamante: ecco la vita di Amarillo Slim Preston

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Ottantasei anni fa, precisamente il 31 dicembre del ‘28, nasceva il campione Thomas Austin Preston, meglio conosciuto come Amarillo Slim.

Vincitore delle World Series of Poker del ’72, ha contribuito a far conoscere questo gioco grazie alle sue doti istrioniche unite a quelle di giocatore. La famiglia si trasferì poco dopo la sua nascita da Johnson, in Arkansas, a Turkey, in Texas.

I genitori divorziano, arriva il sopranome

Dopo il divorzio, la madre ritornò a Johnson e il padre si stabilì ad Amarillo, una delle città più grandi del Texas.  “Fece una buona cosa – riferì in seguito il giocatore commentando il trasferimento del padre -. Amarillo Slim suona molto meglio che Turkey Tom o Arkansas Austin”. Come il padre, anche Thomas Austin Preston decise di stabilirsi ad Amarillo e divorziò dalla moglie. Nel corso della sua vita divenne padre di tre figli. Ex giocatore di biliardo, prima di affermarsi nel poker girò gli Stati Uniti alla ricerca di ogni tipo di scommessa insieme a Doyle Brunson e Sailor Roberts.

Il pokerista-mattatore

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Con “Amarillo Slim” il poker è diventato spettacolo: nel ’72 il giocatore originario dell’Arkansas organizzò un tour negli Stati Uniti per far conoscere la sua vittoria alle Wsop (nel corso della sua carriera vincerà altri tre braccialetti). L’anno successivo le Wsop ottennero la prima diretta televisiva. Negli stessi anni il regista Robert Altman lo volle scritturare per “California poker”, pellicola nel quale Amarillo Slim interpreta il ruolo di stesso tra i giocatori di un tavolo verde al casinò di Reno.

Una frase, a lui attribuita, è citata nel film “Rounders”: “Guardati intorno al tavolo. Se non vedi un pollo, alzati, perché il pollo sei tu”.  Dopo il “Main event” del ’72 Amarillo Slim ha primeggiato nel “1,000 $ No Limit Hold’Em” (1974, premio 11mila e 100 dollari) e nell’evento “5,000 $ Pot Limit Omaha”, che nell’85 e nel ’90 gli ha fatto vincere 85mila e 142mila dollari.

Amarillo si racconta

Sul fronte delle pubblicazioni, invece, si ricordano “Play poker to win” scritto da Preston insieme a Bill G. Cox (l’opera venne in seguito rivisitata e ripubblicata nel 2005 con il titolo “Amarillo Slim’s play poker to win” e l’autobiografia “Amarillo Slim in a World Full of Fat People” (Amarillo “Il magro” in un mondo di gente grassa”). Uscita nel 2003, da qualche anno l’opera è disponibile anche nella traduzione italiana.

L’accusa di pedofilia si trasforma in aggressione

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Nell’agosto 2003 Preston fu incriminato per molestie sessuali nei confronti di una nipote di 12 anni. Le accuse sono state in seguito derubricate nel reato minore di aggressione. Nel 2004 Preston decise di patteggiare e di non presentare ricorso allo scopo “di proteggere la sua famiglia”. Il giocatore fu condannato al pagamento di una multa e a due anni di libertà vigilata e dovette anche sottoporsi a un programma di recupero.

In un’intervista rilasciata a Nolan Dalla e pubblicata da Pokerlistings nel 2009, Preston riferì di aver scelto il patteggiamento per evitare alla sua famiglia l’imbarazzo di affrontare un processo pubblico.

Racconta Amarillo al giornalista: “Un giorno il mio avvocato mi disse che c’era un modo facile per porre fine a tutto ciò. Io gli chiesi: ‘Come?’. E lui mi rispose:  ‘Patteggiando’. ‘Bene, facciamolo’ dissi io”.


Amarillo alla sbarra, niente film biografico

Amarillo, riporta l’articolo di Dalla, “fu ignorato da molti amici. I produttori di Hollywood, che avevano intenzione di girare un film sulla sua vita, tornarono sui loro passi”. Secondo quanto riferito all’epoca dalla stampa statunitense, il ruolo di Preston sarebbe stato ricoperto da Nicolas Cage.

Perché Amarillo aveva deciso di farsi intervistare per la prima volta solo a sei anni di distanza dal fatto? “Contrariamente a queste accuse, sono sempre stato un buon padre di famiglia – aveva risposto Amarillo -. E ora, a 80 anni, vengo accusato di essere un orco? Non potevo fare altrimenti”.

Amarillo Preston

In uno dei due episodi contestati, spiega Amarillo nella stessa intervista a PL, il giocatore si era recato al suo ranch insieme a quattro nipoti dai tre ai tredici anni per vedere i cavalli: a un certo punto aveva iniziato a piovere e Preston aveva trovato riparo insieme ai bambini a bordo del pickup.

Il nonno si trovava alla guida, un bambino era seduto sulle ginocchia e tre nel posto a fianco. Tra di loro, la bambina di 12 anni era quella più vicina a lui. Nell’allungare la mano sul cambio, avrebbe toccato, ma senza malizia, la nipote sulla gamba.

L’altro episodio, invece, si sarebbe verificato a pochi mesi di distanza: in quell’occasione Amarillo aveva invitato la bambina a fare il bagno nella piscina sul retro della villa, utilizzando un’espressione un po’ volgare. Secondo Preston tutto si sarebbe gonfiato dopo che la ragazzina avrebbe riferito quanto accaduto alle sorelle più piccole, esagerando nel racconto.

Riabilitato in famiglia

Il figlio e la nuora, inizialmente convinti della colpevolezza del nonno, hanno in seguito ammesso “che si è trattato di un grande errore e che non si è verificato nessun abuso sessuale”, spiega il giocatore nell’intervista. Comunque siano andati i fatti, di certo queste vicende giudiziarie hanno reso più difficili gli ultimi anni di Preston. Amarillo Slim è morto il 29 aprile del 2012 a 83 anni per un cancro al colon.

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