La storia del Poker Caraibico, un gioco di fortuna dalle origini incerte

poker caraibico regole

Chi non sogna spiagge tropicali all’arrivo dell’inverno? Ecco quindi soddisfatto il vostro desiderio di evasione con un articolo sul poker caraibico.

Nelle regole è piuttosto simile al “five-card stud”, ma con la differenza sostanziale che si gioca contro il banco anziché contro altri giocatori.

Questa caratteristica esclude di riflesso la possibilità di bluffare e rende il poker caraibico un gioco nel quale la fortuna prevale nettamente sull’abilità.

Attualmente Caribbean Stud Poker è un marchio registrato di proprietà di SHFL entertainment, azienda produttrice di slot machine e articoli per casinò con sede nel Nevada.

 

Paternità incerta

Tuttavia, seppure relativamente recenti, le origini del poker caraibico non sono del tutto chiare.

In un post pubblicato qualche anno fa sul forum “Two plus two”, il giocatore professionista David Sklanski si attribuì la paternità del poker caraibico confermando le voci che da tempo circolavano in merito.

 

david sklansky
David Sklansky

Nel suo post Slanski riporta che quando nacque nel 1982 sotto il nome di “Casino poker”, il gioco presentava alcune differenze rispetto al poker caraibico che si gioca attualmente: la mano del dealer aveva due carte scoperte anziché una sola e non c’erano jackpot progressivi.

Mal consigliato?

“Mi era stato detto che non potevo brevettare il gioco e quindi ho semplicemente registrato il nome” scriveva il giocatore, classe ‘47.

Lanski avrebbe quindi deciso di cominciare a introdurre per prova il poker caraibico presso l’hotel-casinò Vegas World, ma non portò a termine la cosa a causa della morte della fidanzata. “Qualche anno più tardi venni contattato da un giocatore di poker – riprende Lanski -.

Conosceva il proprietario di un casinò ad Aruba (isola del mar dei Caraibi, ndr)”, il quale esportò laggiù questa versione aggiungendovi l’elemento del jackpot progressivo e rendendo visibile solo una carta del banco anziché due, brevettando la versione a proprio nome.

Il gioco venne infine venduto all’azienda Mikohn per poco più di 30 milioni di dollari.

[Approfondisci: Quando l’Avversario è il Banco: scopri il Caribbean Stud Poker]

Strascichi giudiziari…

Riguardo alla paternità del marchio, scriveva Lanski nel marzo 2007 c’è ancora una causa in corso, per la quale sono stato chiamato a deporre”.

… e misteri tropicali

Alcuni ritengono tuttavia che il poker caraibico sia stato introdotto per primo dal proprietario dell’attuale casinò Excelsior di Aruba, rimasto folgorato dopo aver assistito a una partita svoltasi proprio lungo il viaggio verso l’isola tropicale, a bordo di una nave da crociera.

Il poker caraibico ebbe quindi un successo travolgente, contribuendo ad attirare un gran numero di turisti ad Aruba.

 

caribbean stud poker bm 1
Il Caribbean Stud è molto popolare online

 

Prestito di gioco?

Ma secondo la versione più accreditata è James Suttle ad aver contribuito per primo alla diffusione del gioco.

Suttle ne avrebbe appreso le regole da un frequentatore del casinò Binion’s di Las Vegas, in cambio di un prestito di 5mila dollari (il diretto interessato, tuttavia, smentisce questo aspetto).

Di fatto l’invenzione si rivelò particolarmente redditizia per Danny Jones, amico di Suttle e proprietario del casinò King International di Aruba, poi diventato Grand Holiday. In un primo momento, tuttavia, Jones propose il gioco ad altri casinò e navi da crociera senza riscuotere molto successo.

 

L’invenzione del jackpot

Fu infatti l’incontro con Michael Titus a segnare la svolta. Titus, ingegnere informatico specializzato in software, suggerì a Jones l’aggiunta di un jackpot progressivo per movimentare il gioco.

Nel corso di una conversazione tra i due, emerse infatti che il poker caraibico così come era stato proposto fino ad allora presentava troppe probabilità a favore della casa e che i giocatori avevano bisogno di qualche incentivo in più.

 

jackpot
L'invenzione del jackpot progressivo ha rivoluzionato il gioco

 

Ecco allora l’introduzione del jackpot progressivo, elemento tipico delle slot machine, in un gioco da tavolo qual è il poker caraibico.

Anche in questo caso il montepremi si alimenta con le scommesse degli stessi giocatori i quali, se vogliono concorrere alla sua vincita, sono tenuti a corrispondere una “side bet” aggiuntiva.

 

Un’idea già collaudata

L’idea, comunque, non rappresentava una novità in senso assoluto in quanto anche altre versioni di poker prevedono jackpot “bad beat” progressivi, che vengono corrisposti per le mani perdenti (è necessario tuttavia che queste ultime rispondano a determinati requisiti).

Ma torniamo alle vicende dell’ingegnere informatico Titus il quale, dopo l’incontro con Jones, lasciò il suo impiego presso il Las Vegas Hilton per andare a lavorare nella nuova Progressive Games.

 

Scheletri nell’armadio

Venne coinvolto nell’impresa anche Dane Jones, figlio di Danny, il quale sottoscrisse un accordo con l’azienda D.P. Stud per la distribuzione del poker caraibico nel Nevada: in seguito si scoprì che la componente hardware detenuta da D.P.

Stud necessaria al funzionamento del gioco era stata illegalmente contraffatta. Agli anni successivi risale infine l’acquisizione di Progressive Games e di D.P. Stud da parte di Mikhon Gaming.

 

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