Poker Bots: L'inizio della fine?

Di: PokerListings.it

Molti esperti giocatori di poker, in particolare quelli che giocano online, sanno dell'esistenza dei cosiddetti "bots".

Un robot è un'intelligenza artificiale (AI), un sofisticato programma che non soltanto può fare decisioni ottimali, ma anche imparare dai propri sbagli.

Ci sono molti bots di basso livello sul mercato, programmi decisamente meno complicati che si possono comprare per pochi soldi. Nessuno di questi sa però giocare a poker meglio di voi, o almeno si spera.

C'è comunque un poker bot che ha raggiunto una discreta fama. È un autentico robot AI, soprannominato Polaris, ed è stato realizzato dai membri della Computer Poker Research Group (CPRG) dell'Università di Alberta.

Polaris ha vinto diversi tornei contro altri poker bots e ha fatto parlare di sé ultimamente dopo aver sconfitto un gruppo di giocatori professionisti online.

Si può visitare il sito della CPRG  e seguire i link, compreso uno attraverso il quale è possibile provare a giocare heads-up contro Poki, un "baby bot" che gioca così bene da essere usato nei programmi per imparare a giocare a poker. Attraverso altri link si possono invece leggere commenti tecnici e pubblicazioni scientifiche.

Bill Chen

I bots in generale, poker bots in particolare e lo stesso concetto di intelligenza artificiale sono argomenti di un fascino estremo, che interessano sia i geni informatici che gli studiosi di matematica. Ma interessano anche tutti coloro che hanno a che fare con azioni, trading e mercati finanziari.

I giocatori di poker, dal canto loro, li guardano da diversi punti di vista, con una sorta di ammirazione e di invidia, ma anche con una certa paura che a volte può sfociare in paranoia.

Il successo di Polaris sembra anche aver ultimamente coinvolto i media. Alcuni lo chiamano l'inizio della fine del poker. Altri lo hanno paragonato a Deep Blue, l'intelligenza artificiale di scacchi che ha sconfitto Gary Kasparov.

Altri ancora si sono messi in allarme temendo folli scienziati con robot che si aggirano in Internet, il tutto a scapito di noi poveri mortali; si tratta comunque di notizie che vengono prese sul serio soltanto da tutti quelli che hanno tendenze paranoide. Il fatto è che si tratta di una gigantesca provocazione e dobbiamo capire che cosa sta succedendo veramente. Cerchiamo allora di vedere più da vicino quali parametri di gioco sono in ballo quando un umano si mette a giocare contro Polaris.

Phil Laak

Limit Hold'em (LH): Polaris non si siederà mai (metaforicamente parlando) a un tavolo di Stud o di Omaha e giocherà soltanto questo gioco. Tutte le volte che è stato programmato per il No-Limit Hold'em è stato sempre battuto da avversari competenti.

Limit Hold'em è ovviamente una tipologia di gioco molto più algoritmica del No-Limit Hold'em. Questo ovviamente non vuol dire che il LH non sia un gioco complesso che richiede grandi doti, quanto una costatazione che è più semplice sviluppare strategie effettive generali nel Limit che nel No-Limit.

E ciò non dice nulla riguardo alla possibilità futura di bots capaci di giocare NLH ad altissimo livello, nonostante sia di notevole difficoltà. Nessuno sa quale sia la strategia ottimale per giocare a NLH, né se questa in realtà esista.

Heads-up: Polaris gioca soltanto contro uno sfidante singolo. Giocando Heads-up si ha un numero ridotto di variabili, rispetto a una partita con più avversari.

La zavorra informatica di un bot che gioca contro più di un giocatore è molto pesante e, cosa ancor più seria, non è chiaro quali siano in questo caso le strategie più efficaci. Ancora una volta, questo non è un modo di criticare qualsiasi tentativo di sviluppare questo tipo di bot, quanto una semplice costatazione delle difficoltà che ciò comporta.

Duplicate poker: Le partite sono state giocate in una versione di poker sul modello del duplicate bridge. Le stesse carte venivano date agli sfidanti in tempi diversi e ciascuno doveva giocarle da entrambe le parti.

Ad esempio una volta si giocava A K contro T 9 del vostro avversario. In un momento successivo eravate invece voi ad avere T 9 contro la combinazione A K del vostro avversario.

Ali Eslami

I giochi "duplicate" riducono la variabilità dal momento che riducono il peso della sorte, anche se, ovviamente, non lo eliminano del tutto. Ad esempio potreste (correttamente) lasciare una mano dove invece qualcun'altro vede, e un river miracoloso gli fa vincere un piatto che voi non avete visto nemmeno da lontano.

Paragonato ad altre formule, il "duplicate" è rinomato per poter ridurre la variabilità di all'incirca due terzi. Questo aumenta di conseguenza anche l'impatto statistico, per cui si capisce il motivo per cui la CPRG l'ha usato.

Alcuni vedono il duplicate poker come il futuro, anche se la cosa non è così semplice. Visto che riduce la componente fortuita del gioco, i giocatori più deboli vinceranno meno e perderanno di conseguenza più spesso. L'equilibrio tra fortuna e abilità è alla base di una regola d'oro del poker: "Succeda quello che succeda, è giusto così".

Gli avversari: I professionisti nella sifda tra Polaris e i Professionisti erano un gruppo di giovani ma esperti giocatori di poker online. Dopo circa 3.000 mani Polaris era in vantaggio di circa 195 piccole puntate, un risultato statisticamente rilevante.

In un torneo più recente Polaris ha addirittura sconfitto due professionisti di rilievo, Phil Laak e Ali Eslami. Polaris è riuscito a sconfiggere Eslami, ma Laak ha vinto abbastanza che si sono accordati per dividere la vincita. La specie umana (se vogliamo considerare Laak come tale) l'ha considerata come una vittoria.

Gli stakes: Un aspetto importante che spesso passa inosservato è che Polaris gioca soltanto con in palio "cybersoldi", non soldi veri e propri. Anche se ci sono pochi dubbi riguardo l'ego smisurato dei giocatori di poker professionisti (ne conoscete uno che non sia così?), il fatto che la sconfitta non incida in nessun modo sul loro bankroll ha senza dubbio un'importanza notevole.

Questi giganti del poker online hanno perso in due circa 195.000 cyberdollari. Ma come avrebbero giocato se avessero giocato con soldi veri rischiando davvero di perdere questa cifra? Probabilmente in maniera diversa. Avrebbero giocato meglio? Forse. Peggio? Forse.

Matt Hawrilenko

Ultime considerazioni: Considerati tutti questi fattori, molte delle preoccupazioni circa i trionfi i Polaris ci appaiono esagerate.

Tutti i paranoidi di internet possono smetterla di rimuginare sull'esistenza di hackers capaci di vedere le carte che si hanno in mano. Il successo di CPRG è però importante e ha conseguenze sia nel mondo scientifico che del poker.

Per il primo rappresenta infatti il fiore all'occhiello dei programmi di intelligenza artificiale che imparano da mosse e partite complicate. E, cosa più importante, dimostra che ci si può avvicinare alla perfezione di gioco in una partita heads-up Limit Hold'em. Abbastanza per impensierire un serio giocatore di poker. E molto.

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