Poker, Amore e Rivoluzione: Robert Redford fa il “gambler” a L'Avana

film Havana

Il film, trasmesso i giorni scorsi su “La 7”, racconta le vicende del giocatore Jack Weil (Robert Redford) nel ’58 a L’Avana.

Dopo “La strana coppia”, proseguiamo la rassegna dei film legati al poker con “Havana”, lungometraggio del ’90 diretto da Sydney Pollack.

La pellicola è ambientata durante la Rivoluzione Cubana che portò alla rimozione del dittatore Fulgencio Batista e all’instaurazione del regime di Fidel Castro.

All’epoca di Batista L’Avana ospitava numerosi casinò frequentati dagli americani, che le valsero l’appellativo di “the Latin Las Vegas”.

La trama

sidnay pollak
Il regista Sifney Pollack

Nel film Weil si innamora ricambiato di Roberta, ex attrice svedese sposata con un ricco rivoluzionario. I due  si incontrano per la prima volta sulla nave tra Miami e L’Avana. La donna, che ha la polizia alle calcagna, chiede e ottiene da Jack di poter scambiare l’auto con lui, dietro compenso di denaro.

Non si gioca, c’è la Rivoluzione

L’avventuriero Jack vorrebbe organizzare una partita con qualche riccone da spennare all’interno del “Lido”, l’hotel-casinò gestito dal suo amico Joe Volpi. Joe, però, gli fa presente che l’imminente rivoluzione rende molto più difficile e complicata l’attuazione del progetto. Il fascino, l’intraprendenza e lo spirito libero di Jack fanno di lui un giocatore di successo.

Mai abbassare la guardia

In seguito al rifiuto di Joe, Jack si reca a giocare in un altro locale: all'inizio uno degli avversari riesce a batterlo bluffando (l’americano ha in mano tre re, mentre l'altro uomo solo una coppia di fanti).

Gli avversari abbassano incautamente la guardia: infatti, presto la situazione cambia e Weil si trova in posizione di netto vantaggio, sbaragliando tutti.

Più avanti nel film Jack reincontra Roberta e il marito, che lo invitano a cena per ringranziarlo dello scambio di auto e cercare di convicerlo a sostenere la loro causa. Weil inizialmente si mostra disinteressato alle istanze rivoluzionarie: è infatti giunto a Cuba per fare soldi con il poker.

Poker e politica

Havana Poker

Nello spiegare la sua tecnica di gioco, Jack riferisce a Roberta e al marito che i politici al tavolo verde sono più facili da battere rispetto agli altri avversari. “Qualche volta nel poker può essere vantaggioso perdere, anche se si ha una mano forte” spiega Weil, svelando la strategia messa in atto poco prima. I politici, però, fanno fatica a capire questo concetto, in quanto vogliono tutto e subito e sono incapaci di aspettare.

In effetti Jack non ha un alto concetto della politica e sostiene che è molto più onesto giocare a soldi piuttosto che promettere e far credere ad altri obbiettivi irrealizzabili. Con l’arresto di Roberta, però, Jack cambia atteggiamento e si adopera per liberare lei e il marito che la stampa cubana erroneamente dichiara morto. Durante una partita di poker con due agenti della polizia segreta Jack propone e ottiene uno scambio: la cancellazione dei debiti di gioco per la scarcerazione di Roberta.

Distratto... per amore

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Nel frattempo si presenta a Jack l'opportunità di prendere parte alla tanto desiderata partita “high-roller” presso il casinò di Joe Volpi. La sua performance è deludente: mentre gioca, infatti, Weil pensa a come liberare Roberta, detenuta prigioniera.

L'Avana, Casablanca e il poker

Il seguito della trama, che lasciamo volutamente incompleta per chi volesse vedere il film, si dipana tra colpi di scena e strazianti addii. Come evidenziato anche dal blog “Hardboiled Poker”, che dedica un articolo al ruolo svolto da questo gioco di carte in “L'Avana”, vi sono numerose analogie tra il lungometraggio  di Sidney Pollack e “Casablanca”, pellicola del '40 firmata da Michael Curtiz.

In entrambi i film il protagonista è un cittadino americano eccentrico espatriato in un Paese esotico. Così come Jack in “L'Avana”, anche Rick Blaine di “Casablanca”, impersonato da Humphrey Bogart, esercita un certo fascino sul gentil sesso e si trova coinvolto suo malgrado in vicende politiche perché vuole aiutare la donna che ama e suo marito, perseguitato dal regime nazista. Pare che durante le pause delle riprese di Casablanca Ingrid Bergmann si intrattenesse giocando a poker con gli altri attori, sotto la supervisione di Bogart perché ancora non conosceva bene l’inglese.

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