Pochi ma agguerriti: i fan della telesina resistono all’avanzare del poker

telesina poker

Nonostante il calo di popolarità a favore del poker, la telesina non è stata completamente soppiantata dal Texas Hold ‘em e vanta ancora un discreto pubblico di affezionati.

Le origini del nome “telesina” sono incerte: pare che il vocabolo “Tennessee”, lo Stato nel quale ha avuto origine lo “stud poker”, sia stato storpiato in “telesina”, nome che identifica anche una valle in provincia di Benevento.

Tante versioni

Il gioco è presente anche nelle versioni “messicana”, con la vela, con le matte, “crociera”, “batticuore”, “siluro” (variante del batticuore), “ascensore”, “belli e brutti”, “Brianza” (simile ad ascensore), “alberaccio” e “alberato”.

Telesina online

Anche su Internet sono previsti eventi dedicati agli appassionati della telesina. Nell’ambito dell’Hive Poker Festival la room Planetwin365 ha organizzato tornei online di diverse specialità, tra i quali non è mancata questa variante del poker: nell’edizione di fine marzo il costo di iscrizione al torneo di telesina era di 5 euro e 50 (mille euro di premio).

Le differenze con il poker

5 card Stud Poker

Lanfranco Pace, opinionista per la televisione e la carta stampata (ha condotto anche il programma di La7 “Otto e mezzo”) è anche un esperto conoscitore di poker. Prima di appassionarsi al Texas Hold ‘em, Pace ha giocato per diversi anni solo alla telesina al Clubino, un locale del quartiere Parioli di Roma. Nelle World Series of Poker la specialità che più si avvicina alla telesina è il “5 card stud”. A differenza del “5 card stud”, però, la telesina prevede l’utilizzo di un mazzo ridotto (stripped deck). In questo gioco, tra l’altro, le combinazioni con le carte assumono valore differente.

Gioco violento?

Scrive Pace in un articolo sulle Wsop del 2010: I più audaci si spostano a metà strada tra il poker tradizionale e l’Hold ‘em, alla specialità dello ‘stud five cards’”, una variante, secondo il giornalista “molto più violenta e coinvolgente perché il gioco si svolge quasi per intero a carte scoperte (una sola carta rimane coperta, ndr)”.

Eresia italiana

numero carte

Nello stesso articolo sulle Wsop, Pace definisce “un’eresia” il fatto che in Italia il poker tradizionale, rappresentato appunto dalla telesina, venga giocato “addirittura con trentadue o trentasei carte”.  Nella telesina il numero di carte del mazzo varia a seconda del numero dei giocatori. La carta più bassa viene individuata sottraendo a 11 il numero delle persone al tavolo.

Per esempio, con cinque concorrenti si utilizzerà un mazzo da 36 carte. 11 meno 5, infatti, fa 6. La scala sarà composta in questo caso da nove carte: 6, 7, 8, 9, 10, J, Q, K e A (moltiplicando 9 per il numero dei semi otterremo 36). Oltre all’assenza di grande e piccolo buio, un altro elemento che distingue la telesina dal poker è l’impossibilità di pareggiare. Tra due giocatori che hanno le stesse carte vince colui che ha il seme migliore (l’ordine di importanza è cuori, quadri, fiori e picche).

Per molti era un intermezzo

Per molti giocatori, tra cui il 63enne milanese Giulio Cavalera, la telesina ha rappresentato un intermezzo tra le mani di poker. “Per diversi anni mi sono trovato il lunedì sera con gli amici a giocare a poker – ricorda Cavalera, autore di romanzi e proprietario delle scuderie ‘Il Gabbiano’ tra il ’77 e il ‘97 -.

TelesinaPoker

Alternavamo tre mani di poker a una di telesina. Rispetto al poker, quest’ultima era più dinamica: c’erano maggiori occasioni per rilanciare e il piatto diventava più sostanzioso. A turno ognuno di noi diventava mazziere. Per il poker vi erano regole fisse, mentre quando si giocava a telesina il mazziere aveva di volta in volta la facoltà di decidere quale variante applicare”.

Scrittore pokerista

Il gioco del poker viene citato in più occasioni anche nell’ultimo romanzo di Cavalera, intitolato “Troppo tardi”. L’opera, che sarà disponibile a breve nelle librerie, racconta le vicende dello psicologo David, rimasto da poco vedovo della moglie. In un passo del romanzo David gioca a poker con gli amici. Nel gruppo c’è anche Robert, il quale sostiene non si dovrebbe mai giocare a poker tra amici, perché, essendo un gioco di carte molto competitivo, è un po’ come farsi la guerra.

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Frank 2015-05-25 16:19:17

ma che è sta telesina?!?!?