[PL Awards] Manuel Bevand “Il poker ha cambiato il mio modo di vedere la vita”

bevand manuel intervista

Socievole, leale nel gioco e sempre pronto a migliorarsi, gli manca solamente una grande vittoria per ottenere il riconoscimento internazionale che merita.

Nel frattempo ManuB continua la sua strada mantenendo costanti i valori che gli sono cari.

Lo abbiamo intervistato per parlare con lui non solo di questa candidatura ai Pokerlistings Awards ma anche di come il poker ha influenzato la sua vita privata negli ultimi anni e di come il gioco è stato per lui una sorta di ispirazione e la chiave di una vita più felice e rilassata.

Scegli il tuo poker pro preferito nella categoria Most Ispiring dei Pokerlistings Awards 2014.

Manu, Sei stato nominato nella categoria Most Inspiring Player ai PokerListings Awards 2014. Questo per il tuo ruolo di modello attraverso il gioco e i comportamenti, è uno dei tuoi obiettivi come giocatore individuale e membro del Team Winamax?

Non credo che “essere un modello” possa essere realmente un obiettivo di per se. Non è qualcosa che si decide, lo si diventa quando si è onesti e genuini.

Che cosa pensi ti rende un giocatore così amato e uno dei giocatori francesi più popolari?

Credo che questa domanda dovrebbe essere fatta alle persone alle quali piaccio, ma credo sia maggiormente perché sono sempre cordiale e cerco di essere costantemente disponibile per i poker fans.

Mi sento semplicemente in debito con la comunità del poker, e più specificatamente con la Club Poker community, perché mi hanno sempre supportato e grazie a loro sono stato in grado di raggiungere il mio sogno e giocare tornei dal vivo. Sono così grato per questo che non lo scorderò mai.

Manuel Bevond

Durante l'episodio delle Winamax series “Dans la tête d’un pro” (Dentro la mente di un pro) nel quale tu eri presente, abbiamo potuto vedere che la discussione e l'analisi personale erano molto importanti per te. Comunque, non trovi sia estenuante cercare sempre di arrivare alla perfezione?

Puntare sempre alla perfezione è difficile e senza fine, perché la perfezione non esiste.

Ma come diciamo sempre, è il percorso a essere importante, non la destinazione.

Nel poker non si smette mai di apprendere. Pensi che questa sia una delle parti più importanti del gioco e la ragione per la quale così tante persone si appassionano?

Credo che il peggior errore che si possa fare nel poker – e nella vita in generale – sia pensare di capire tutto.

Bisogna trovare il giusto bilanciamento ed essere sicuri senza diventare presuntuosi.

È una grande differenza con alcuni sportivi che non esitano a dichiararsi i migliori al mondo (e lo provano regolarmente).

Inoltre, c'è una differenza sostanziale tra dire “Io sono il migliore” e “Il mio gioco è perfetto.” Nel poker dichiarare di essere il migliore significa solamente giocare in modo appena meno peggiore da chiunque altro.

bevand

Come molti degli altri giocatori di poker con talento, sei un ex giocatore dal grande successo di Magic: the Gathering. Hai mai giocato o a Hearthstone o altri giochi di carte? Credi che questi giochi siano più o meno soddisfacenti del poker sul lungo periodo?

Magic è una gioco eccezionalmente complesso e ricco a livello tattico. Si necessita inoltre di molta creatività per giocare. Mi sono divertito molto di più giocando a Magic che a poker, ma è praticamente impossibile guadagnarsi da vivere giocando a Magic.

Non gioco a Hearthstone. Ci ho provato, ma mi è sembrato una versione semplificata di Magic. Devo dire che non ho mai avuto il tempo né l'energia di approfondirlo e di scoprire se mi sbagliavo.

Hai iniziato a giocare a poker nel 2005. Qual è la cosa più importante che il poker ti ha donato, a livello personale?

Il poker ha cambiato il modo nel quale penso durante la mia vita. Sono meno naif rispetto a come ero prima e sono diventato più pragmatico è logico quanto devo prendere una decisione.

In un certo modo mi ha fatto comprendere la mia personalità reale, sia nei suoi aspetti nobili che di debolezza. Inoltre comprendo meglio le persone rispetto prima. E ovviamente ho incontrato un sacco di persone incredibili!

So che lo sviluppo a livello personale e spirituale sono molto importanti per te. Quali sono i libri che hanno cambiato la tua visione della vita?

What Makes You Not a Buddhist (cosa ti rende un non buddista), di Dzongsar Jamyang. Questa è la grande introduzione al buddismo per gli occidentali.

The Fabric of Reality (la fabbrica della realtà), di David Deutsch. Questo è un libro molto difficile ma affascinante rispetto alla natura dell'universo e la riflessione epistemologica.

Cyrano de Bergerac, di Edmond Rostand. Questo personaggio rappresenta l'ideale morale al quale mi riferisco.

Secondo te, cosa manca alle più grandi star del poker per compiere realmente il proprio ruolo nella comunità pokeristica?

Credo che i giocatori di poker – specialmente quelli che hanno beneficiato dal grande boom del poker ha inizio 2000 – debbano ai loro fans la possibilità di passare maggior tempo con loro.

Oltre a questo, sono un grande ammiratore del lavoro di beneficenza che giocatori come Igor Kurganov e Philipp Gruissem portano avanti.

Manuel Bevand ai Pokerlistings Awards 2014

Recentemente Daniel Colman ha causato grande sensazione quando si è rifiutato di partecipare all'intervista al vincitore dopo la sua vittoria al Big One for One Drop. È stato inoltre molto critico con il poker in generale. Cosa ne dici di questo?

Capisco il suo punto di vista, ma il modo nel quale lo ha espresso è sbagliato. Ha avuto l'opportunità perfetta di esprimere la sua opinione.

Senti personalmente che sia difficile riconciliare le tue credenze personali e la promozione del poker?

Si, specialmente quando ti trovi faccia a faccia con persone che stanno perdendo, ma non faranno quello che serve per vincere. Personalmente credo che dovremmo dire la realtà riguardo al poker e non promuoverlo ciecamente.

Quali sono i giocatori che ti ispirano maggiormente?

Davidi Kitai è il mio modello come avversario. È un ottimo persona e un campione.

Mi piace molto anche Daniel Negreanu, che è l'ambasciatore perfetto per il poker e uno degli unici giocatori “old school” (vecchia scuola) che interroga sempre se stesso.

Parlando di giocatori francesi, ammiro persone come Nicolas Levi e Pedro Canali che riescono a restare umani mentre giocano a poker.

Chi voteresti per ognuna delle categorie ai PokerListings Awards 2014?

Philipp Gruissem (per il suo lavoro di beneficenza), Adrian Mateos (ho giocato con lui per un'ora e sono rimasto MOLTO impressionato) e Roger Hairabedian (un personaggio incredibile!).

Risulta essere difficile dare dei suggerimenti veloci, ma se tu dovessi dire una cosa ai giocatori che stanno leggendo questo articolo, quale sarebbe?

Credo che lascerei parlare Bobby McFerrin:

"In every life we have some trouble 

When you worry you make it double 
Don't worry, be happy...
"

“In ogni vita abbiamo qualche problema

Quando ti preoccupi lo rendi doppio

Non ti preoccupare, sii felice...”

 

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