Pim De Goede e Viktoria Lucenkova, dal tavolo da ping pong al tavolo da poker

de goede lucenkova

I due ex professionisti del tennis da tavolo ora cercano la gloria nel poker Texas Hold'em.

Fred Guillemot di PokerListings France ha avuto modo di scambiare due chiacchiere con Pim De Goede e Viktoria Lucenkova, presenti al Battle of Malta 2013. Godetevi l'intervista!

Entrambi siete giocatori di ping pong professionisti: come siete arrivati al poker?

P: Io ero un giocatore di ping pong professionista in Belgio, ma quando sono tornato in Olanda tutti i miei amici giocavano a poker e mi hanno trascinato. Ho iniziato così… come tutti, credo. All'inizio giochi tanto per decidere chi lava i piatti, poi punti due euro, e senza nemmeno rendertene conto stai già giocando su Internet. In pochi mesi ero completamente preso.

Perché avete deciso di smettere di giocare a ping pong per dedicarvi al poker a tempo pieno?

P: Diciamo che personalmente sentivo di non avere altro da dare nel ping pong.

V: Il fatto è che c'è tale differenza tra la categoria junior e senior che a volte può essere molto dura. Magari sei un giocatore europeo fortissimo tra gli juniores e fai fatica da senior.

P: Proprio così. Pensa: a 18 anni ero il numero 600 al mondo e mi sono reso conto che non sarei entrato nella Top 100 prima dei 28 anni, se mai ci fossi entrato.

V: Continuare ad allenarti e alimentare la passione è dura quando sai che dovrai aspettare 10 anni per poter vivere del tuo lavoro. Per non parlare del fatto che un giocatore di ping pong non guadagna certo quanto un calciatore o un tennista. Solo i Top 100 possono vivere sul serio giocando a ping pong.

Quanto guadagnano?

V: Dipende molto da dove giochi. In Francia, per esempio, i professionisti sono pagati profumatamente.

P: Vero. La cosa bella della Francia è che le città spendono molto per lo sport, aiutando i club e cose del genere. In questo modo possono assumere allenatori e aiutare i loro atleti, così i club possono crescere. Ecco perché i giocatori francesi in genere sono più bravi degli olandesi, per esempio. I migliori 100 al mondo guadagnano circa 20/25.000 euro l'anno. Una buona cifra, ma non sufficiente per vivere visto che devi pagarti pure i viaggi e tutto il resto.

V: Sì, in pratica ci vuole anche un buon contratto, degli sponsor e così via. Ma sì, in pratica solo i migliori 100 al mondo possono vivere di ping pong.

Ma Viktoria, tu eri molto vicina ai Top 100, no?

V: Ero nei Top 200, ma per le donne è un po' diverso. Pochissime donne riescono a vivere giocando a ping pong.

P: Ma in Francia, uomini e donne che giocano a ping pong sono trattati alla stessa maniera! Questa è la situazione ideale per i giocatori di ping pong professionisti.

V: Sì, ecco perché continuo a giocare in Francia.

Come gestite questi vostri spostamenti assurdi, visto che dovete volare da e per la Francia ogni due settimane?

V: Da gestire è un po' dura, ecco perché pensavo di giocare un po' meno. Ma alla fine, il mio club è riuscito a rimanere in terza divisione e mi hanno chiesto di continuare, perciò vedremo.

P: Sei fortunata a giocare in un ottimo club.

V: Sì, e ho vissuto in Francia per 5 anni, quindi sono sempre contenta di tornarci e rivedere i miei amici.

Perciò ti sei trasferita in Francia (a Reims) per giocare a ping pong?

V: Sì. Mi hanno offerto un buon contratto, perciò ci siamo trasferiti entrambi dall'Olanda. Io sono rimasta 5 anni, ho persino lavorato come allenatore, e poi quando il mio contratto è finito sono venuta a Malta.

P: In realtà è stato poco prima che votassero le nuove leggi sul poker in Francia.

Credete che ci siano delle similitudini tra il ping pong e il poker?

P: Non saprei, in realtà sono cose molto diverse. Posso dire che quando giocavo a ping pong non ero né uno dei più talentuosi né uno dei più forti, ma lavoravo e mi allenavo molto. Quello era uno dei miei punti di forza, e penso sia lo stesso quando gioco a poker. Lavoro molto e così mi prendo un vantaggio.

Magari siete più abituati di altri anche ad essere competitivi?

V: Sicuramente! Penso che abbiamo imparato anche come mantenere la calma e la concentrazione, perché quando giochi a ping pong tutto può cambiare in pochi attimi: puoi perdere una partita in 5 minuti. Anche nel poker è così.

P: Verissimo, ma io sono sempre stato un giocatore di ping pong turbolento…

V: Ha persino rotto alcuni tavoli!

P: Già. Ma quando gioco a poker sono molto calmo. A volte vado in tilt, ma non più spesso di altri giocatori, e sicuramente meno dei miei amici.

Vi siete trasferiti a Malta per poter giocare a poker online?

V: Più per Pim, sì. Io non gioco molto online.

P: Per essere onesti, abbiamo lasciato la Francia principalmente per le tasse. Quando abbiamo visto che tipo di leggi potevano passare, abbiamo pensato che era meglio trasferirsi. In più ci piace la vita di Malta. O almeno a me sì, più che a Viktoria. Ma è vero che non c'è qualcosa che ci trattenga qui.

Viktoria, tu sei slovacca, mentre Pim è olandese. Vi siete incontrati in Belgio, avete vissuto in Francia e a Malta, avete viaggiato a Las Vegas per le WSOP… siete veri cittadini del mondo!

P: Sicuramente da un lato è bello, ma dall'altro non sarebbe male avere un posto dove sistemarsi e costruire la nostra vita. Ci stiamo pensando molto in questo periodo.

C'è qualche Paese in particolare che vi attira?

P: Ci piace molto la Francia… tasse a parte.

V: Ora sto cercando lavoro a Malta. Se non lo troverò, vedremo il da farsi.

P: All'inizio avevamo deciso di passare 6 mesi a Malta per vedere come andava. Alla fine siamo qui da quasi 2 anni. Quando abbiamo lasciato la Francia non eravamo ancora fidanzati, ma ora la nostra situazione è stabile e vogliamo sistemarci in qualche bel posticino. Malta forse non fa per noi, perché investire sul mattone qui non è conveniente, per esempio.

V: In particolare se confrontiamo Malta con la Francia. Mi manca la vita culturale della Francia, mi mancano gli amici, passo molto tempo viaggiando… è dura.

P: Perciò ora dobbiamo concentrarci sui nostri progetti futuri. Abbiamo vissuto in molti paesi, perciò ci sentiamo a casa contemporaneamente in ogni posto e da nessuna parte.  

V: Penso che molte coppie che hanno viaggiato abbiano lo stesso problema. E pure molti nostri amici.

Parliamo di nuovo di poker. Viktoria, sei arrivata a premio alle WSOP di quest'estate per la prima volta, mentre Pim tu ce l'avevi già fatta altre volte. Quali sono i vostri obiettivi?

P: Ah, Vegas. Vogliamo vicnere un braccialetto, ma quest'anno non è andata bene. (ride)

V: Siamo proprio come gli altri giocatori di poker, vogliamo vivere di poker e ottenere un buon contratto, proprio come gli altri sport professionistici.  

Il Battle of Malta vi porta fortuna, a quanto pare. Pim, tu l'anno scorso sei arrivato 14° e quest'anno è Viktoria ad essere andata bene… 

P: Sai, quando abitavamo in Francia il mio sogno era entrare nel team pro di una room francese, ma sfortunatamente non è successo. Posso capirlo, ma ero comunque deluso perché ero diventato abbastanza noto in Francia. Avevamo capito che era dura firmare per una poker room, perciò ora cerchiamo solo di divertirci e guadagnare un po' di soldi.  

V: Già, la componente sociale del poker è molto importante.

Magarai quest'anno è il tuo turno, Viktoria!

V: Magari! Lo spero! Almeno possiamo minimizzare la varianza tra noi! (ride)

Nota :alla fine Viktoria è arrivata 44esima (2.000 euro), stesso premio per il 14esimo posto di Pim l'anno scorso.

Dev'essere bello giocare i tornei sempre insieme, aiutarsi a vicenda e cose del genere.

P: Sì, ovvio. Ci aiutiamo sempre l'un l'altro. Di solito la seguivo giusto per vedere cosa succedeva, ma ora voglio proprio vedere Viktoria giocare, e lo stesso vale per lei. In più il gioco si è evoluto molto.

V: Sì, è davvero bello. A fine giornata ci ritroviamo pure con gli amici e parliamo molto di poker, quindi cerco di imparare nuove cose ogni giorno.

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