Nicodemo Piccolo:"Mi Bastano 20 Minuti per Capire gli Avversari"

Battle of Malta Day 2
Gioco tight, ma so anche quando conviene cambiare stile.

Il campione del Battle of Malta si racconta in un'intervista esclusiva a PokerListings. Ed ammette "Online sono una schiappa!"

Appena concluso i tavolo finale e ricevuto il trofeo del Battle of Malta direttamente dalle mani della madrina Kara Scott abbiamo letteralmente rapito il neo campione Nicodemo Piccolo per una velocissima intervista che ci consente di capire qualcosa in più sul sessant’enne giocatore che ha vinto l’heads up contro Giulio Astarita

Allora, Nicodemo Piccolo – cominciamo. Come si sente a rilasciare la prima intervista da campione del Battle of Malta?

Molto bene. Sono molto felice e molto rilassato nonostante la lunga giornata che abbiamo appena concluso.

Ecco, se lei dovesse presentarsi oggi a chi non la conosce ancora, come lo farebbe?  

Beh, intanto cominciamo con il dire che sono ufficialmente un pensionato da un mese.

Posso dire beato lei?

(ride) penso di si, non si sta male.

E come giocatore di poker? Chi è Nicodemo Piccolo?

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Il Battle of Malta finisce...con una stretta di mano!
 

Come giocatore, io sono uno di quelli della vecchia generazione – quella che ha iniziato giocando a telesina con gli amici tanti anni fa. Pensi che ormai saranno più di quaranta anni che gioco a carte.

Una passione?

Ah, sì, è una passione, è sempre stata una passione - fin da quando ero ragazzo.

Il Texas Hold’Em per me è stata però una scoperta più o meno recente. Ho scoperto il gioco per caso nel 2009, quando ancora i circoli di poker erano ancora tollerati e legali. E mi è piaciuto subito.

Sempre nel 2009, giocando in un circolo ho vinto un ticket per l’EPT.

Quindi, immagini: appena ho cominciato a giocare, mi sono trovato a giocare un EPT come primo torneo. (ride)

Non male,eh?

Eh no, soprattutto perché tra le altre cose non sapevo bene neppure come si giocasse. Il che non è stato un problema visto che sono subito andato a premio in un side da 500€.

Lo stesso anno, poi, mi sono iscritto all’IPT di Nova Gorica dove ho fatto il primo posto nel 1.100€.

Con quei soldi sono andato a giocare l’EPT Praga 2009 dove, sempre nel side da 2.2-k, sono riusciti ad arrivare quarto.

Nel 2009 giocavo con giocatori di un certo livello come Salvatore Bonavena ed altri che avevano vinto e che stavano nella mia stessa zona. Insomma, la scuola c’era – e quello ha aiutato.

Proviamo a rivivere insieme qualche momento della giornata di oggi, magari partendo proprio dal principio.

Io mi ricordo un momento preciso quando lei ha cominciato a giocare con lo svedese Bergstrom.

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Al Day2 Nicodemo ha giocato al tavolo con Gaelle Baumann e Christian Bergstrom
 

Chi, quello che ho eliminato?

Signor Piccolo, lei ha eliminato mezzo tavolo finale. Non credo che questo sia un grande indizio per capire di chi si parla…

(ride) Giusto. Christian Bergstrom?

Si, lui. Quanto ad inizio giornata vi siete trovati insieme al tavolo due,  Bergstrom ha chiaramente cercato di farle perdere la calma puntando sul lato psicologico del gioco.

Ah, sì – Mi ricordo. Ma quello non basta con me.

In che senso?

Le ho detto che io sono un appassionato del gioco.

Io ho fatto anche sedute di 72 ore di telesina, spesso a casa mia con amici. Diciamo che sono allenato a resistere.

Prima di andare in pensione io facevo l’anestesista. Qualche volta mi è capitato di fare la nottata al gioco ed arrivare la mattina tranquillo ad operare senza alcun tipo di problema.

Poi, certi comportamenti mi fanno pure bene. Io sono un player tight che gioca molto sul giocatore.

Un momento. Se lei davvero gioca “molto sul giocatore” a me comincia a mancare qualcosa.

Mi dica.

Quando siete rimasti in tre, lei ha avuto al tavolo Giulio Astarita -  che è un certo tipo di player e che ha speso moltissimo oggi per costruire una precisa immagine al tavolo - e Luca Capostragno che, proprio per come stava vivendo psicologicamente la gara, sarebbe potuto essere eliminato molto prima. Sbaglio?

No. Lui era molto corto. Io aspettavo che si consumasse con i bui. Non callava MAI.

Lo sfinimento come arma per la vittoria?

Andava avanti per sfinimento, esatto! Giulio (Astarita ndr.) ogni tanto lo riforniva di chips. Ed io tra me dicevo “ma non capisce che così allunghiamo solo la partita al tavolo?”

Però io ancora non ho capito che tipo di giocatore sia lei…

Uno che riesce ad interpretare il gioco e capire gli avversari.

Quando mi siedo al tavolo, dopo 10 o 20 minuti al massimo, io già intuisco che tipo di giocatori ho intorno e che tipo di gioco fanno. Per questo nei tornei live io mi sono sempre trovato bene.

Online?

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Una foto profetica: Piccolo Nicodemo ed il trofeo del Battle of Malta
 

No, online sono una schiappa.

Sempre sul torneo: che mi dice dell’evento in sé, le è piaciuto?

Dice – questo Battle of Malta?

Beh...

Bello. Mi è piaciuto. Molto giocabile.

Si ricorda l’avversario più difficile che ha trovato al tavolo in questi giorni?

Parlando con Giulio Astarita all’inizio torneo, io gli avevo già detto “tu farai il tavolo finale. Solo non  so se l’head up lo farai con me o con lo svedese.

Gli avevo indicato lo svedese perché credo che quello sia un giocatore molto  forte anche se non lo conoscevo e non avevo mai giocato con lui.

Ero convinto che l’heads up sarebbe stato tra lui e Giulio.

Mentre invece…

(ride di nuovo) Eh si. Mentre invece l’ho giocato io e l’ho vinto.  Meglio così.

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