Phil Ivey: “Lasciatemi i $10 milioni vinti al baccarat”

Phil Ivey risarcimento

Gli avvocati di Phil Ivey contestano la richiesta di risarcimento del Borgata. Secondo il pokerista americano il suo caso è diverso da quello del Golden Nugget.

Si arricchisce di una nuova puntata la saga che vede coinvolti da un lato Phil Ivey e dall’altro il Borgata Casino di Atlantic City. Dopo che la sala da gioco americana ha chiesto ai giudici che il pokerista americano restituisse i quasi 10 milioni vinti al baccarat grazie all’edge sorting, gli avvocati di’No Home Jerome’ sono passati al contrattacco.

La tesi portata dal Borgata accomunava il caso Ivey a quello di alcuni gambler che nel 2015 vinsero 42 mani consecutive al baccarat, per un totale di 1,5 milioni di dollari, sfruttando di fatto un errore commesso in fase di mescolamento delle carte al Golden Nugget.

Secondo la sentenza di quest’ultimo caso, l’errore a monte del Golden Nugget (non aver pre-mescolato le carte, pare per colpa dell’azienda che ha fornito i mazzi) aveva di fatto invalidato le mani giocate, costituendo una “violazione di contratto” e costringendo i giocatori a restituire i soldi.

La tesi degli avvocati di Ivey si rifa alla prima sentenza sul caso Borgata, durante la quale il giudice ha spiegato come Phil e la sua partner non avessero “violato nessuna regola o norma”.

Il fatto che i due abbiano sfruttato delle piccole imperfezioni sul dorso delle carte, insomma, non costituiva una violazione di contratto e dunque il Borgata non avrebbe diritto a chiedere ad Ivey i soldi da lui vinti.

 

baccarat

 

Ad essere precisi, il Borgata ha fatto i conti grazie alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza e ha scoperto che Ivey ha vinto 864 mani, perdendone 822 e pareggiandone 184. Difficilmente un giocatore che conosce, sempre e a prescindere, l’esito di una mano può accettare di perdere così tante volte – è la tesi della difesa.

In un comunicato stampa, Ivey si è così espresso:

“La difesa può dimostrare che la tecnica di edge sorting offre informazioni solo sul merito di quanto puntare e non può cambiare la percentuale delle mani vincenti”

Anche perché, a onor del vero, nel baccarat non si gioca certamente solo con una carta.

 

La Cronaca dei Fatti

Come sicuramente ricorderete, nel 2012 Ivey e Cheng Yin Sun (sua amica e 'compagna' di gioco) vinsero 9,6 milioni di dollari giocando al baccarat nel celebre casinò di Atlantic City.

Due anni dopo, il Borgata decise di citare in giudizio Phil Ivey per "edge sorting", dopo che il casinò apprese dei 7,8 milioni di sterline vinte dal professional poker player al Crockfords Club di Londra, sempre con la stessa tecnica.

La causa tra il Borgata e Ivey si è risolta quando il giudice ha stabilito che l'americano avrebbe dovuto restituire i 9,6 milioni di dollari vinti quattro anni fa.

Ora il Borgata insiste e chiede 5,4 milioni di dollari per i guadagni attesi andati in fumo, più 249.000 di cosiddetti 'comps' - cioè servizi complementari.

 

ivey borgata
Il Borgata reclama per i danni d'immagine causati

L’edge sorting sotto accusa

Sebbene Ivey sia stato dichiarato innocente per quanto riguarda le accuse di cheating, l'edge sorting è stato giudicato comunque una tecnica illegittima: in pratica è come se Phil non avesse rispettato le regole del casinò.

La richiesta di risarcimento da parte del Borgata è arrivata dopo che il giudice distrettuale Noel Hillman aveva concesso al casinò di Atlantic City 20 giorni per calcolare gli eventuali danni.

Anche se difficilmente il Borgata otterrà tutto quanto ha richiesto (praticamente 16 milioni di dollari in totale), Phil Ivey rischia comunque di dover sborsare una cifra piuttosto importante anche per un giocatore che in carriera ha vinto tanto come lui.

 

ivey and sun
Ivey con la sua "complice" Sun

 

Joseph Corbo, capo del dipartimento legale che cura gli interessi del Borgata, si è così espresso:

"Il punto su cui ci si è concentrati nell'immediato è se il Borgata è stato danneggiato e se, in caso positivo, è possibile chiedere dei danni".

Dal canto suo, Ivey si è detto comunque soddisfatto della decisione del giudice, che ha stabilito come il professional poker player americano non abbia commesso alcun reato.

[Approfondisci: La complice di Phil Ivey si è allenata nell'edge sorting per tre anni?]

 

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