Perché i Più Ricchi del Mondo Affollano i Tavoli High Stakes?

Da quando esistono, le partite high stakes sono sempre state l’habitat naturale degli uomini d’affari più ricchi del pianeta.

Che, quando sanno giocare a poker, riescono pure a guadagnarci qualcosa.

Ma, visto che è impossibile negare che la maggior parte dei fondi finisca nelle tasche dei pro di poker, viene sul serio da chiedersi come mai alcune delle menti più intelligenti e dei portafogli più ricchi del mondo degli affari internazionale continuino a cercare un posto al tavolo di poker.

Dai leggendari 16 milioni di dollari persi da Andy Beal  contro Phil Ivey e “The Corporation” alle perdite ad otto cifre di Guy Laliberté, sembra davvero esserci un manipolo di ricchissimi principianti del gioco che mettono sul tavolo quantità di denaro impressionanti per il semplice gusto di divertirsi giocando contro i top player in circolazione.

1 Milione di Dollari “Non Fa Differenza” per Paul Newey

L’imprenditore britannico Paul Newey ha giocato alcuni tra i più costosi tornei del mondo tra Macao e Las Vegas. E, come tanti, non ci ha pensato troppo prima di mettere sul piatto il milione di Dollari necessario per giocare il il Big One delle passate WSOP.

Nwewy, che ha fondato e poi venduto la società di consolidamento debiti Ocean Finance, ha dalla sua un patrimonio che viene stimato intorno ai 220 milioni di Sterline.

“Un milione di Dollari sono un sacco di soldi per tutti ma, ad essere sincero, per me non fanno una grande differenza” ha dichiarato lo stesso imprenditore a Matthew Showell della redazione americana di PokerListings durante l’evento high roller da 25.000$ del PCA. Al quale, ovviamente, ha partecipato.

“Non ho prestato troppa attenzione al buy-in”, ha continuato. “È tutta questione di riuscire a provare qualcosa a te stesso – e quando il buy in sale, in genere questo vuol dire che si finisce per giocare contro i giocatori migliori. E le cose si fanno più eccitanti.”

Durante il PCA, Newey ha provato anche a giocare l’evento Super High Roller da 100.000$ ed ha chiuso il Main Event del torneo – purtroppo per lui – a pochi passi dalle prime posizioni a premi.

“Gioco a poker solo da due anni e mezzo e devo ancora fare esperienza. Non ho dubbi su questo”, ci ha confessato.

E, sempre secondo Newey, giocare contro i player più forti del mondo sarebbe il modo migliore per riuscire a migliorare il proprio gioco nel più veloce tempo possibile.

“Sto facendo progressi e so che ci vorrà ancora del tempo. Ma sono sicuro che i soldi che ho investito nel gioco fino ad oggi siano assolutamente ben spesi.”

Un’affermazione un po’coraggiosa, la sua, visto che fino ad oggi – secondo quanto ci dice l’Hendon Mob – Newey avrebbe speso ben 1.3 milioni di dollari con un ritorno di soli 4.400$.

Il più contento? Antonio Esfandiari

esfandiari big one
Magic Antonio alle WSOP: lo avevate dimenticato?
 

Vincendo il Big One for One Drop delle scores WSOP 2013, Antonio Esfandiari ha portato a casa la bellezza di 18.3 milioni di dollari in un colpo solo. La somma più alta mai vinta nella storia del gioco del poker.

Newey, manco a dirlo, è stato uno degli “amatori” che hanno partecipato al torneo pagando il buy-in a sette cifre e che hanno spiegato l’investimento proprio usando la partecipazione di pro come Esfandiari come giustificazione.

“Credo sia incredibilmente importante che principianti ed amatori scelgano di partecipare a tornei come il Big One, perché non mi interessa sborsare 1.000.000$ d buy-in per poi trovarmi al tavolo con il solito manipolo di pro”, ci ha raccontato Antonio Esfandiari.

“Ma non si deve mai sottovalutare chi viene dal mondo degli affari. Questi giocatori sono molto bravi a fare quello che fanno – e sono spesso molto più intelligenti di quanto non si creda.”

Il manager di fondi speculativi David Einhorn ha chiuso il Big One in terza posizione donando la sua vincita di 4.35 milioni di Dollari in beneficenza.

Il miliardario canadese e fondatore del One Drop Guy Laliberté, ha chiuso in quinta posizione con un premio di 1.8 milioni di dollari.

E mentre Esfandiari crede che i principanti siano destinati sempre a tenere per sé le briciole del tavolo, non c’è alcuna garanzia che i premi più importanti siano destinati ai pro del gioco.

“Questi player capiscono che la fortuna gioca una parte importante nel poker. Quindi, se i soldi non sono importanti, perché non tentare il colpo di vincere contro il migliore di tutti?”

Che poi deve essere quello che ha in mente anche il solito Paul Newey. Visto che, ci ha assicurato, il suo nome sarà tra quelli degli iscritti anche all’edizione 2014 del Big One for One Drop.

 

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