Perché è meglio che il Big One for One Drop lo vinca un pro

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A seconda di chi vincerà il torneo da 1 milione di dollari di buy-in, il Big One for One Drop delle WSOP 2012, ci saranno milioni di dollari che entreranno o usciranno dall'ecosistema-poker.

Con un montepremi atteso di oltre 42 milioni di dollari, e 15 amatori attualmente iscritti, c'è la possibilità che una bella fetta di quel denaro possa lasciare per sempre il mondo del poker.

"Sarà dura vincere per un amatore, visto che affronterà i migliori del mondo", ha dichiarato Amit 'amak316' Makhija, stimato professionista.

"Ma penso che possa succedere, e se così sarà, un sacco di soldi lascerà il mondo del poker", ha aggiunto Makhija.

Se il Big One raggiungerà il cap di 48 giocatori, il vincitore si aggiudicherà più di 18 milioni di dollari, il premio più alto nella storia del poker. E se uno dei 15 amatori registrati dovesse vincere, nell'economia del poker si creerà un buco da 8 zeri.

Amit Makhija non è l'unico a pensare a questa possibilità.

"Un amatore ha sicuramente la possibilità di vincere il Big One", gli ha fatto eco Michael Binger, che raggiunse il tavolo finale del Main Event nel 2006. "Nei tornei di No Limit Hold'em c'è così tanta varianza che chiunque gioca può vincere"

La maggior parte dei professionisti sta vendendo molte delle quote: questo significa che tanti giocatori stanno condividendo un rischio da 1 milione di dollari.

Ma gli amatori possono davvero vincere?

Il contingente degli amatori al Big One dovrà sudare le proverbiali sette camicie, ma con un field di soli 48 giocatori, e un calendario di tre giorni, è sicuramente possibile che qualcuno rubi la vittoria.

E solo perché li definiamo amatori non significa che non posseggano esperienza e abilità al tavolo da poker.

Andy Beal, per esempio, è noto per aver affrontato i più forti giocatori di poker nella partita high-stake più grande della storia, e per averli quasi battuti. Si dice che Beal avesse accumulato oltre 10 milioni di dollari contro gente del calibro di Doyle Brunson e Phil Ivey, prima che questi riuscissero a recuperare e alla fine a vincere.

L'americano e uomo d'affari Phil Ruffin, inoltre, ha già avuto esperienza contro i più forti al mondo nella trasmissione High-Stakes Poker, e ha un patrimonio netto stimato di 2,4 miliardi di dollari.

Paul Phua e Richard Yong, due ricchissimi uomini d'affari malesi, giocano regolarmente contro gente come Tom Dwan e Patrik Antonius, nelle più grandi partite cash di Macao, e hanno pure giocato il Super High Roller da 250.000 all'Aussie Millions.

David Einho0rn, l'hedge fund manager che ha tentato di comprare i New York Mets nel 2011 per 200 milioni di dollari, è finito 18° su 8.774 nel Main Event del 2006.

Einhorn ha vinto più di 650.000 dollari in quell'edizione delle WSOP, donando l'intera somma in beneficienza. Ha dichiarato che farà lo stesso se vincerà il Big One.

Anche se l'esperienza di questi amatori li aiuterà, non li metterà comunque sullo stesso piano dei proefssionisti. Ma il professionista degli high stake, Luke Schwartz, pensa che gli uomini d'affari abbiano altri punti di forza.

"Non c'è mai stato un torneo da 1 milione di dollari, quindi è una novità", ha dichiarato Schwartz a PokerListings.com, durante il suo soggiorno a Las Vegas.

"Bisogna pensare alla bolla di quel torneo. Varrà qualcosa come 2 milioni di dollari, e nessuno vorrà essere eliminato in bolla", ha spiegato Schwartz.

"I ricconi, dal canto loro, non saranno influenzati dalla bolla, credo, perciò sarà veramente interessante vedere come giocheranno. Penso che chi non è troppo preoccupato del buy-in avrà le possibilità migliori di vincere", ha dichiarato.

Proprio come Andy Beal cercò di spingere Doyle Brunson e Phil Ivey fuori dalla loro "comfort zone", alzando la posta in palio a livelli astronomici, il Big One potrebbe esercitare una pressione maggiore persino sui professionisti più navigati.

L'effetto della vittoria di un pro al Big One

I professionisti di sicuro hanno le maggiori probabilità di piazzarsi nelle prime posizioni di questo torneo, ma vista la loro corsa alla vendita delle quote di iscrizione, la vittoria di uno di loro potrebbe significare un bel profitto potenzialmente per molti investitori.

"Penso che la maggior parte dei giocatori del Big One stia vendendo 800-900 mila dollari di quote", ha spiegato Luke Schwartz.

"Se io vendessi le quote, le venderei a 20 o 30 persone diverse. Di sicuro ciascun giocatore rappresenterà un bel numero di colleghi".

Questo significa che per un primo premio di 18 milioni di dollari ci sarebbe una bella ricompensa per molti giocatori di poker, che avrebbero l'opportunità di entrare in più tornei, giocare più cash game e continuare a contribuire all'economia del poker con quel denaro necessario per proseguire a prosperare.

Anche se 111.111 dollari di ciascun buy-in andrà a One Drop, i buy-in degil amatori rappresentano comunque un enorme flusso di denaro nel mondo del poker.

Al momento sono 19 gli amatori che parteciperanno al torneo, cioè più di 16,8 milioni che non sono mai stati accessibili ai giocatori di poker.

Ma anche se dovesse vincere un amatore, Luke Schwartz pensa che l'economia del poker ne sopravviverà.

"Voglio dire, Full Tilt è sparita con 300 milioni di dollari e il mondo del poker è ancora qui. Perciò non credo che 20 milioni influenzeranno troppo la comunità", ha concluso Schwartz.

 

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