Patrick Leonard: “C’è davvero molto Ego nei tornei High Roller”

patrickleonard

Nel 2014 Patrick “pads1161” Leonard ha raggiunto il suo obiettivo: diventare il numero uno nei tornei online nelle classifiche di PocketFives.

Diciamo che a raggiungere un simile traguardo, la fortuna da sola certo non basta. Leonard sa esattamente ciò che fa e non è neanche uno di quei giocatori restii a condividere le sue conoscenze. Al contrario da giornalista ama parlare di emozioni, che nel poker di certo non mancano.

Come quando Patrick stesso dopo aver perso un grosso piatto contro Dan Smith all’ultimo EPT Montecarlo (High Roller d 25.000 dollari) non fu felice della sua reazione che commentò nel suo blog personale. Il giorno dopo PokerNews condivise il suo post intitolandolo “La crisi esistenziale di Patrick Leonard da 25.000 dollari”.

 

Come ti sei sentito a veder pubblicato il tuo post personale su Pokernews?

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Quel giorno quando tornai a casa dopo il Day 1 scrissi quello che può essere definito un post alquanto depressivo. Il fatto che sia stato utilizzato nel live report dell’evento da pokernews ha fatto si che il giorno dopo praticamente tutti i giocatori in sala lo avessero letto.

Ovviamente mi guardavano con l’aria di chi pensa che un buy-in da 25.000 dollari era forse troppo per un giocatore come me. C’è davvero un eccesso di ego in questi eventi high roller, e sembra che molti li giochino solo per il fatto che siano eventi con un buy-in costoso.

Io non sono un amante di questo genere di eventi in generale e quindi non gioco spesso anche se volendo potrei vendere senza problemi le mie quote e giocarli anche tutti senza preoccuparmi del bankroll se volessi.

In passato di high roller se ne vedevano pochi e tutti erano eccitati per questi tornei, ma ora ce ne sono a tonnellate ed ogni settimana e credo poi che i giocatori che non fanno altro che partecipare a questi eventi automaticamente perdono smalto e interesse per i tornei online.

Io sono un tipo da tornei online da 100 dollari con grossi field di giocatori. Ad un certo punto giocando quell’evento ho capito che non faceva per me e la cosa mi ha molto frustrato.

 

Questa frustrazione è in qualche modo legata al tuo Ego?

Certo che lo è. Prendiamo il football per esempio. Giocavo molto quando ero più giovane e l’ego è una componente fondamentale. Non solo vuoi vincere ma vuoi che i tuoi compagni pensino che tu sia forte e che stai giocando bene.

Nel poker la situazione è simile e anche quando perdi non vuoi che gli altri ti vedano come un giocatore debole. È una cosa molto frustrante e all’EPT mi sono ritrovato a sprecare non una ma ben due opportunità e ben 50.000 dollari. E la cosa triste è che mi ero preparato molto per quel torneo.

 

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Immagino sia frustrante vedere giocatori impreparati vincere regolarmente…

Il poker non sempre ricompensa chi ha studiato o chi sta applicando la giusta etica. Io ho studiato ogni singolo avversario, ho preso nota di ogni errore commesso e prima dell’evento ho visto video su video e mi son preparato al meglio. Non dico di essere il miglior giocatore in circolazione, ma so di essere meglio di come ero ieri e di poter studiare e migliorare anche domani.

 

Quale è la tua strategia per queste WSOP?

Sicuramente non è realistico pensare di divenire un mago degli high roller ed anche per questo ho deciso di giocare molti altri eventi diversi. Mi piacerebbe riuscire ad andare in the money il più possibile e per farlo come sempre mi preparo al meglio.

Questo per me significa mangiare salutare, andare in palestra, dormire un numero di ore appropriato. La varianza è fondamentale, ci vogliono delle pause per ricaricarsi.

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