Partite di poker “particolari”: il Cartaio si gioca la vita (degli altri)

il cartaio 2004

Cosa succederebbe se in una partita di poker online anziché il denaro fosse in gioco la vita delle persone?

Su questa ipotesi estrema è costruito il film di Dario Argento “Il Cartaio”, andato in onda lo scorso 13 agosto sul canale Iris del digitale terrestre. Il lungometraggio del 2004 racconta le vicissitudini della poliziotta Anna Mari alle prese con un serial killer che rapisce ogni volta una ragazza diversa e ne mette in palio la vita in una partita a poker con le forze dell'ordine. Ogni mano persa dagli investigatori comporta una mutilazione per la donna rapita, mentre la perdita della partita ne prevede l'eliminazione. Inizialmente la protagonista, dietro disposizioni del suo capo, si rifiuta di giocare con il criminale (lo psicopatico comunica con lei per mezzo di una webcam) e questo comporta l'uccisione della prima ragazza.

Un passato turbolento

La poliziotta Anna Mari, impersonata dalla bella Stefania Rocca, ha un passato burascoso alle spalle: suo padre, giocatore compulsivo, è morto suicida. Nelle indagini Anna Mari è affiancata dai colleghi Carlo, che le fa la corte, e John, di origine irlandese. A differenza di Carlo (Claudio Santamaria), John (Liam Cunnigham) riesce a far breccia nel cuore di Anna.

La scelta della location

La scelta della location ricadde inizialmente su Venezia. La città lagunare venne però scartata dal produttore Claudio Argento, fratello minore di Dario, perché sarebbe sembrata troppo teatrale. Così alla fine si decise di girare “Il Cartaio” a Roma.

Stroncato dalla critica

locandina il cartaio

La pellicola di Argento, a onor del vero, non riscosse un grande successo presso i critici, che ritennero “Il cartaio” ben lontano da altre opere del maestro del brivido quali “L'uccello dalle piume di cristallo” e “Il gatto a nove code”. Lo stesso titolo “Il cartaio” è parso ad alcuni un po' fuorviante (più azzeccato, invece, è “The card player”, il titolo della versione inglese del film).

Solo per esperti?

Lietta Tornabuoni de “La Stampa” ritiene che la conoscenza del poker è imprescendibile per la comprensione del lungometraggio.  “Chi ignora il poker non capisce nulla del film” scrive la giornalista. Ciononostante “Il Cartaio” ottenne nel 2005 una nomination per la migliore scenografia al premio Nastro d'argento istituito dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani. Nella pellicola, tra l'altro, si confonde il poker online con i videopoker. Dario Argento avrebbe comunque dichiarato che le scene di gioco rivestono per lui un'importanza di gran lunga superiore a quelle horror vere e proprie.

Poker o videopoker?

La scarsa conoscenza dell'argomento da parte degli sceneggiatori è tuttavia dimostrata da un fatto inverosimile: dopo le prime due vittime uccise dal Cartaio la polizia recluta Remo (Silvio Muccino), un giovane campione di videopoker scovato in una sala fumosa tra tante macchinette mangiasoldi. Anche Remo, però, farà una brutta fine.

Come spiazzare l'avversario

Anna, a sua volta, si mette a studiare un manuale che le permette di approfondire la conoscenza della psicologia nel poker. Da qui apprende la tecnica di innervosire e mettere a disagio l'avversario, in modo da spiazzarlo e sfruttare quindi a proprio vantaggio le sue debolezze. Una tecnica la cui conoscenza si rivelerà cruciale per la stessa Anna, quando si trovera a tu per tu con il Cartaio (qui ci fermiamo, evitando di svelare il finale).

Storico manuale

Dario Argento

Il libro che Anna consulta nel film è lo storico manuale “Come si gioca a poker” di Giorgio Rastelli. L'opera, edita da Mursia nel '71 e oggetto nel corso degli anni di numerose ristampe, prende in esame il gioco del poker all'italiana a mazzo ridotto, con cinque carte in mano e gli scarti. Nel manuale di Rastelli vengono trattati aspetti tecnici e psicologici come l'apertura, gli scarti, il bluff e le tecniche di difesa e di attacco.

Silvio Muccino e il poker

 Nel 2008, qualche anno dopo l'uscita de “Il Cartaio”, Silvio Muccino si cimenterà nuovamente con il gioco del poker nel film “Parlami d'amore”, che lo vedrà impegnato nel doppio ruolo di attore e regista. Il lungometraggio, che segna il debutto alla regia di Silvio Muccino, è tratto dall'omonimo romanzo scritto da lui stesso insieme a Carla Vangelista. In una scena, in particolare, si vede il personaggio di Sasha  interpretato da Muccino avere la meglio su un giocatore più anziano in una partita “high-stakes”.

Strategia amorosa

Insieme alle fiches dell'avversario, Sasha riesce a conquistare anche Benedetta, una ragazza snob della quale si è innamorato. Per Sasha, infatti, il corteggiamento è “come il poker: bisognerebbe vedere prima chi hai davanti e poi le carte”.

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