Pagano lascia PokerStars: un altro passo verso la fine

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L’annuncio dato ieri sera da Luca Pagano porta ulteriori dubbi sulla salute e sulla considerazione nei confronti del poker italiano. Necessario, e inevitabile portare delle novità.

Da ieri sera, Luca Pagano non fa più parte in alcun modo dell’azienda PokerStars. Un annuncio che in un certo senso poteva essere avvertito nell’aria, ma che fa comunque male dal momento in cui è stato dato dal diretto interessato.

Il giocatore nativo di Treviso, in questi quindici anni vissuti sotto l’egida della poker room della picca rossa, ha ricevuto ma soprattutto dato tanto a questa azienda, soprattutto per quanto riguarda il territorio italiano.

Sotto la sua guida, e con un lavoro di un certo spessore svolto tramite la sua società Pagano Events, il poker in Italia ha mantenuto un certo livello negli eventi live, portati avanti fino a un anno fa con la tappa svolta a Malta.

Fu quella, relativa allo scorso mese di ottobre, l’ultima tappa disputata in partnership da PokerStars e da Pagano Events, nonchè l’ultima organizzata dalla poker room dell’Isola di Man per quanto riguarda il territorio italiano.

Italia, terra dimenticata

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Il Portomaso Casino, là dove tutto è finito

Da allora – e sono passati quasi otto mesi – l’Italia non ha più organizzato un evento live targato PokerStars.

Non stupisce, dunque, che le strade di Luca Pagano e dell’azienda con cui firmò un contratto di sponsorship nell’ormai lontano 2012, si siano separate.

Anche perchè Luca sta continuando a giocare (ha promesso di farlo “anche più di prima” nella sua lettera di commiato) e nel frattempo sta diventando un manager sempre più affermato in ambito pokeristico.

Lo abbiamo visto schierato, senza particolare successo, sia a Montecarlo che a Sochi, nelle ultime due tappe del PokerStars Championship in ordine cronologico.

Come detto, però, PokerStars si è quasi dimenticata dell’Italia. Il tutto nonostante ci sia grande fame di poker live nel nostro Paese. Un effetto dimostrato proprio nella tappa monegasca, in cui c’è stata una netta invasione italiana, con anche la vittoria di 9 picche tra cui quella di Raffaele Sorrentino nel PSC Main Event.

Spazio a nuove realtà

Il fatto che PokerStars abbia praticamente chiuso i battenti in Italia – e non solo per quel che riguarda il poker live – ha però fatto sì che nuove realtà ne abbiano approfittato per volgere lo sguardo allo stivale.

PartyPoker, giusto per fare un esempio sia efficace che recente, ha deciso di raddoppiare il proprio impegno nel nostro Paese, organizzando ben due fasi di qualificazione per il proprio evento di punta, ovvero il PartyPoker Million.

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Poker ed eSports, la doppia vita di Luca

In primis a Saint Vincent, e poi anche a Sanremo, si sono giocati due grandi eventi che hanno portato anche grandi campioni internazionali, in due casinò prima sedotti e poi abbandonati dalla poker room della picca rossa.

Senza dimenticare i tanti circuiti nazionali, che da anni hanno vissuto all’ombra degli eventi live targati PokerStars, ma che in questi ultimi mesi hanno visto un’impennata sia nel numero che nella qualità degli iscritti.

Chiudiamo con una delle ultime frasi della lettera di Luca: “PaganoEvents continuerà ad organizzare eventi e tornei.. e forse non più solo quelli targati PokerStars”.

Chissà che non ci sia un’apertura a qualcosa di nuovo, magari a doppio filo con il mondo degli eSports, che vede Pagano impegnato come fondatore del TeamQLASH accompagnato da una stella del calibro di Eugene Katchalov.

E il pensiero finisce subito alla grande novità che ha riguardato il poker internazionale, ovvero la rivoluzione in casa GPI effettuata dal suo grande capo, Alexander Dreyfus.

 

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