“On The Origins of Sports”: Belsky e Fine dedicano un capitolo al Poker

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Gary Belsky e Neil Fine hanno dato da poco alle stampe un nuovo saggio sulla storia delle discipline sportive, nel quale trova ampio spazio anche il gioco del poker.

Il titolo “On The Origins of Sports” non lascia spazio a giochi di parole, ma quantomeno definisce in maniera chiara l'argomento trattato. L'opera, edita da Artisan,  non è attualmente disponibile in lingua italiana. Il sito Cardplayerlifestyle ha riportato un'interessante recensione di questo libro, con un occhio particolare alla parte dedicata al poker.

Gli autori

Belsky, uno dei due autori, è stato professore di giornalismo presso l'università di New York e direttore editoriale per ESPN, editore specializzato nella copertura di eventi sportivi presso il quale Fine ancora lavora.

Il curriculum di Belsky nell'ambito della comunicazione è piuttosto eterogeneo e spazia tra sport ed economia, con la vittoria negli anni Novanta del Gerald Loeb Award e la pubblicazione qualche tempo fa del saggioSoldi al vento. Perché tante persone brillanti prendono decisioni irrazionali in campo finanziario”.

L'opera

on the origin of sports libro

Per quanto riguarda in particolare “On The origins of sports”, le note di copertina assicurano che nessun altro manuale prima di oggi ha preso in esame così approfonditamente le regole originarie di ben 21 discipline sportive.

Ogni capitolo dell'opera è dedicato a una di queste: nella trattazione trova ampio spazio anche il gioco del poker. Una scelta che indica implicitamente la volontà di considerare il poker come uno “skill game”, nel quale l'abilità è preponderante sulla fortuna, il che non è così scontato se consideriamo le annose polemiche che da tempo imperversano in Italia.

Uno sguardo scientifico

Il titolo “On The Origins of Sports” riprende, parodiandolo, il titolo del saggio del naturalista Charles Darwin “The origin of species” (L'origine delle specie). A fianco del poker trovano spazio anche altri giochi come la morra cinese e il Fantacalcio. Un argomento, quest'ultimo, che appare di grande attualità con la recente ascesa dei “Daily Fantasy Sports” e le scaramucce tra l'azienda Fanduel e il poker online.

Dalla Cina al Mississippi

Ma come è nato il gioco del poker? Secondo Belsky e Fine affonderebbe le sue radici nella Cina del decimo secolo, sebbene le origini del poker moderno siano da ricercare nel poque, un gioco praticato nella Francia del 1600 e che a sua volta deriverebbe dallo spagnolo primero e dal tedesco Poch.

Ognuno di questi giochi, scrivono Belsky e Fine, prevedeva la stessa gerarchia tra le combinazioni di carte, anche se non necessariamente vinceva sempre la mano migliore. Si comincia poi a parlare di poker vero e proprio all'inizio dell'800: a bordo dei battelli che solcavano il Mississippi veniva praticato un gioco con 20 carte, che tuttavia non prevedeva regole codificate.

Le prime regole scritte

Charles Darwin
Un chiaro richiamo a Charles Darwin e “The origin of species”

Una prima bozza di regolamento compare invece nel “Bohn's First Hand-Book of Games” di Henry G. Bohn, dato alle stampe per la prima volta nel 1850. 

Questa versione embrionale veniva chiamata “draw poker” e si giocava con un mazzo da 52 carte. L'elemento del bluff si contraddistingue subito come quello più caratteristico. Un giro di puntate era previsto rispettivamente prima e dopo la distribuzione delle carte.

Nella versione di Bohn, tuttavia, non erano contemplati punti per la scala, la scala reale e la scala colore, ma solo per coppia, doppia coppia, tris, colore, full e “four of equal value” (leggàsi poker).

Se nessuno decideva di giocare oltre le “ante”, le fiches rimanenti venivano messe in palio per le mani successive: già all'epoca di Bohn ci si interrogava sull'opportunità di utilizzare le fiches anziché il denaro vero.

 

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