Ombre cinesi su PokerStars: Tang Hao primo azionista

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Dopo le dimissioni rassegnate dal precedente azionista di maggioranza David Baazov, l’11% delle azioni di PokerStars finiscono nelle mani dell’imprenditore di Hong Kong.

Ci si avvia verso un altro cambiamento quasi epocale, nella storia di PokerStars, almeno per quanto riguarda la gestione economica della società.

Sì, perchè dopo quasi tre anni dal primo storico passaggio di proprietà, dalle mani di Isai Scheinberg a quelle del gruppo Amaya, si sta per assistere all’entrata in scena di un nuovo personaggio.

Il suo nome è Tang Hao, e il suo nome di certo risulterà nuovo sia tra gli appassionati, sia tra chi bazzica in quel microcosmo in cui il poker si incontra e va a braccetto con l’alta finanza e i grossi investimenti.

L’imprenditore orientale, infatti, nel recente passato ha messo le mani – attraverso la sua società – su un altro colosso del gioco a livello internazionale. Ma vi raccontiamo in breve la sua storia.

Tang Hao e Amaya Gaming

Dopo le accuse ricevute da David Baazov per frode, che lo hanno portato alla cessione di buona parte delle quote azionarie, Amaya Gaming era virtualmente alla ricerca di un nuovo azionista di punta.

La notizia più recente ha riguardato la cessione di azioni per poco più di 9 milioni. Il nome dell’acquirente delle azioni è rimasto anonimo fino alle ultime ore, cioè fino a quando non è emersa l’identità di Tang Hao.

A dire il vero, l’imprenditore cinese era già presente nell’organigramma degli azionisti del gruppo canadese, visto che possedeva poco meno del 5% delle azioni, per un ammontare di circa 7 milioni.

Ora, con l’11% di azioni in suo possesso, Tang Hao è diventato l’azionista di maggioranza di Amaya Gaming, pertanto possiamo ritrovare in lui il nuovo volto di riferimento della società. Anche se, generalità a parte, si sa davvero poco della sua vita e del suo vissuto.

La sua società di riferimento è la Discovery Key Investments Ltd, ma a quanto pare sono diverse le società sulle quali Tang Hao ha un certo ascendente. Non sono però mancate le accuse relative a un coinvolgimento dello stesso Baazov in questa operazione.

L’intervento di Dreyfus e il precedente

Ci ha dovuto pensare un altro uomo a placare le polemiche e a spegnere il fuoco derivato da esse. E questo uomo ha un certo ascendente sul poker recente: Alex Dreyfus.

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Anche Dreyfus ha aperto ai cinesi

Il boss di Global Poker Index ha voluto fare un intervento distensivo per non gettare ulteriore panico attorno ad Amaya Gaming e a PokerStars. Con un tweet, Dreyfus ha dunque pensato bene di stemperare gli animi.

Tang Hao è solo una persona molto riservata, per quanto ne so si tratta di un uomo d’affari molto facoltoso nonchè grande appassionato di poker, tanto da organizzare ricchissime partite private in Asia”.

Tang Hao, dunque, è l’uomo nuovo di PokerStars per tentare il rilancio. E non il primo uomo venuto dall’Asia che sta provando a scompaginare le carte in tavola. Lo stesso Dreyfus ad ammettere che presto potrebbe esserci uno zampino cinese nella sua creatura, il GPI.

Già un paio di anni fa, infatti, il brand del World Poker Tour è finite nelle mani del gruppo cinese Ourgame International Holding Ltd per una cifra pari al triplo con cui Bwin aveva acquistato lo stesso brand sei anni prima.

Inoltre un altro colosso economico cinese, Alibaba, da qualche mese si sta impegnando per intensificare il mercato del poker nella propria nazione.

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