Non Credeteci: bwin.party NON Sta Abbandonando la Francia

eiffet tower

Il gruppo aumenta gli investimenti mentre Winga, Titan, Snai ed altre sale passano alla grande fuga. Perché la Tour Eiffel del poker si sta distruggendo da sola.

Doveva essere una macchina (semi) indistruttibile, dicevano. Perché, quando Arjel – l’autorità Transalpina sul gioco – ha deciso essere arrivato il momento di aprire ad una regolamentazione del settore, sembrava chiaro a tutti che la Francia non potesse che beneficiare immensamente dell’esperienza e degli errori fatti da AAMS e dal sistema Italia.

Purtroppo, però, la realtà dei numeri si è dimostrata terribilmente crudele nei confronti dei nostri cugini d’oltre confine, visto che il loro tanto atteso sistema di poker online legale sta finendo per crollare sotto a quelle pericolosissime crepe strutturali che da tempo gli operatori avevano cercato di porre all’attenzione delle autorità. Senza successo, ça va sans dire.

Ecco chi getta la spugna

Da tempo barcollante come un pugile un po’suonato, l’industria del poker francese si è trovata ultimamente costretta a fare qualche calcolo importante per capire quanto restasse effettivamente nel portafogli dei suoi operatori finendo per trovarsi davanti agli occhi dei dati talmente preoccupanti da convincere alcuni dei colossi internazionali a mostrare bandiera bianca e battere in ritirata fuori da una nazione che non sembra attraversare uno dei momenti più positivi della sua storia.

L’Autorité de régulation des jeux en ligne (l’Arjel, appunto) ha infatti confermato la cancellazione di alcune licenze nelle mani di operatori come la nostra Snai, Electraworks (PartyBets e Gamebookers), The Nation Traffic  (Titan Poker) e Full Fun (PokerXtrem).

Il cartello di “cessata attività” posto sulle serrande di queste sale, come prontamente riportato da iGamingFrance, si aggiunge quindi agli addii di ChiliPoker e Winga già consumati da qualche tempo ma ancora carichi di quei rimpianti tipici delle sale che puntavano a tanto ed hanno finito per sentirsi strangolate da un sistema mai veramente disposto a mettersi in discussione.

E per quanto sia vero che Snai – pur avendo ottenuto la concessione per offrire poker en ligne in Francia – non abbia mai lanciato il proprio client nella terra di Napoleone e Rosseau come è vero che siti di scommesse sportive in mano al gruppo bwin.party come PartyBets e GameBookers non sono certo attori di primissimo piano nel mercato dell’online nazionale, la lenta ma inesorabile scomparsa delle sale nazionali non può non esser vista come l’evidente segno di un fallimento che solo Arjel non sembra disposta ad accettare.

Ed ecco chi ci crede ancora

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"Dicesi sfondone..."
 

Nonostante lo sfondone micidiale di uno dei più frequentati siti di poker del (nostro) Paese – secondo il quale il gruppo bwin.party sarebbe uscito dal mercato del poker online francese a causa della crisi di risultati finanziari di cui sopra* – il colosso austriaco del gioco sarebbe in realtà l’unico ancora disposto a credere al mercato Transalpino al punto di aumentare i propri sforzi sul mercato.

Secondo quanto comunicato ai mercati il 31 agosto scorso, infatti, bwin.party avrebbe scelto di concentrare i propri sforzi sui prodotti di poker online nel tentativo di risistemare i propri conti – ultimamente non positivi come nei tempi che furono – con un piano in quattro punti che dovrebbe presto portare ad un completo redesign del proprio client di gioco ed ad una fortissima crescita della sua versione mobile.

Il mercato francese dei giochi in linea conta, ad oggi 28 operatori e quaranta attività divise tra e 21 dedicate al poker, le 8 dedicate all’ippica, e le 11 alle scommesse sportive.

*Piccola Nota a Margine: Considerato che si parla di una società quotata in borsa come bwin.party, consiglieremmo agli amici del portale in questione di provare a fare qualche ricerca in più prima di gettare in pasto ai propri lettori delle informazioni errate come quella in questione. Per quanto si tratti di poker, è sempre bene che chi si occupa di fare informazione lo faccia con la piena consapevolezza dell’importanza del suo ruolo e delle regole fondamentali che lo regolano. Perché, altrimenti, si rischia di offrire soltanto una pericolosissima miscela fatta di pressapochismo, ignoranza e superficialità. Che, credetemi, non serve a nessuno.

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