Il Most Inspiring Player Naoya Kihara: "Usate il vostro stile e divertitevi"

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Da anni ormai nella comunità pokeristica c'è una domanda che si ripete ciclicamente…

Come si fa a far avvicinare al poker più giocatori amatoriali e a non farseli scappare?

Per un'industria che in realtà è fondata sul ricambio generazionale, negli ultimi anni ci si è concentrati un po' troppo sui grinder a tempo pieno.

La nostra mission, su PokerListings, è sempre stata un po' diversa. Abbiamo sempre cercato di portare nuove persone nel poker, che poi è l'essenza della nostra prima iniziativa Spirit of Poker.

Per celebrare i giocatori di poker che non solo hanno avuto successo, ma che sono anche stati bravi a incoraggiare e ispirare le nuove leve di questo gioco che tanto amiamo.

Quest'anno abbiamo assegnato tre premi, ciascuno dei quali sarà rappresentato durante la PokerListings Battle of Malta, ma il principale è sicuramente il Most Inspiring Player.

In ballottaggio c'erano grossi nomi del calibro di Daniel Negreanu, Max Lykov e Marvin Rettenmaier: in pochi avrebbero scommesso sul giapponese Naoya Kihara.

Ma chi lo ha conosciuto sa quanto tempo, fatica e positività Naoya abbia portato nel gioco, e sicuramente non è una sorpresa vedere il suo nome prevalere sugli altri.

Siamo entusiasti di incoronare Kihara il nostro Most Inspiring Player 2013 e gli abbiamo fatto qualche domanda sul premio da lui vinto, sulla sua carriera e su come fare per continuare a espandere il poker nel mondo.

PokerListings: Nella categoria Most Inspiring Player dovevi vedertela con dei grossi calibri. Come ci si sente a vincere contro un field del genere?

Naoya Kihara: Sono davvero sorpreso ed emozionato di aver vinto questo premio. Ora credo proprio che la comunità del poker abbia davvero interesse al mercato giapponese. Devo continuare a dimostrare quanto sia divertente giocare a poker!

PL: In carriera ti sei ispirato a qualcuno in particolare?

NK: Quattro anni fa, quando sono andato a Las Vegas per la prima volta, ho giocato contro un cinese. Giocava il 50% delle mani e faceva dei bluff e delle value bet stupendi. Prima di allora, tutti i bravi player contro cui avevo giocato erano tight-aggressive, quella era la prima volta che vedevo un forte professionista loose-aggressive.

E l'anno scorso ho giocato alle ACOP contro Joseph Cheong in un torneo. A quel tempo sapevo che non ci si doveva preoccupare troppo di dare implied odds, ma oggi ragiono sulle odds in modo più appropriato.

PL: Che consiglio daresti ai giocatori (giovani o vecchi) che si avvicinano oggi al poker?  

Ai nuovi giocatori: giocate molte mani. Anzi, dovreste pure provare varianti diverse. Due anni fa ho cominciato a giocare più al PLO, e sono migliorato nel NLHE.

L'anno scorso ho cominciato con l'8-game, e ho imparato quanto sia importante estrarre valore nelle partite limit.

Ai giocatori più anziani: divertitevi di più. Non dovete adattarvi troppo allo stile dei giovani.

Se siete abituati ad aprire il gioco 3x non dovete per forza passare allo small-ball: usate il vostro stile e divertitevi. Penso sia la cosa migliore.

PL: Cosa deve fare la comunità del poker per continuare a portare nuovi giocatori?
 
NK: Dobbiamo dimostrare quanto sia divertente ed eccitante il poker. Quando la gente parla del poker, racconta quasi sempre storie di tanti soldi.

Quando i nuovi sentono parlare di poker e di soldi facili, secondo me è molto pericoloso e scoraggiante. Ma se giochiamo nei tornei, possiamo dedicarci al poker senza spendere tanto denaro. Possiamo divertirci anche con i nuovi giocatori.

PL: E invece cosa dovremmo smettere di fare?

NK: A volte i principianti fanno dei brutti call e a volte pescano qualche out. Dopo una bad bet alcuni giocatori più esperti cercano di dimostrare loro quanto abbiano giocato male: ecco, non sanno quanto male fanno comportandosi così.

Il poker è solo un gioco: ognuno può fare come gli pare, pur rispettando le regole. Il principiante che ha fatto un brutto call in termini di odds non è che si è "comportato male". La gente deve smettere di continuare a criticare il modo di giocare altrui.

PL: La situazione legale del poker in Giappone è complessa: quanto è difficile essere giocatori di poker professionisti quando in patria c'è così tanta confusione?

NK: Acquisire le abilità professionistiche in Giappone è molto difficile, visto che abbiamo una community molto piccola e il cash game live è illegale. Se vogliamo giocare cash a Macao o Las Vegas, dobbiamo vincere molto di più per pagare per esempio volo e hotel.

Ma dopo aver imparato le skill per diventare un pro di poker, mantenersi non è così dura! Ora sono abbastanza bravo per vincere quanto basta per pagarmi anche volo e hotel.

Ci sono tre cose davvero ottime nell'essere un poker pro giapponese:

  • Ai giapponesi non serve il visto per entrare in parecchi paesi.
  • Il Giappone è un paese davvero sicuro, non dobbiamo preoccuparci di subire rapine.
  • Dato che è sicuro, ci sono molti negozi aperti 24 ore su 24.

PL: Quanto è stata importante/di supporto la comunità pokeristica giapponese nel tuo successo? Ci puoi raccontare qualcosa?  

NK: Il forum più grande in Giappone si chiama 'hyahhoo' e mi ha aiutato molto. Mi hanno votato in tanti per questo premio, ma credo che molti di quei voti arrivino da lì.

Abbiamo un forum dedicato alla hand review dove io do sempre dei consigli, ma a volte sono nate delle discussioni che mi hanno aiutato a cambiare in meglio il mio gioco.

PL: Nella tua esperienza, quali elementi hanno ispirato di più nuovi giocatori ad avvicinarsi al poker, sia in Giappone che nel circuito professionistico?

NK: In Giappone ci sono giochi popolarissimi come Shogi, Igo e Mahjong. Ma le regole sono così difficili e complesse.

Insegnare quelle regole è più difficile che insegnare a un principiante l'8-game. Le regole del poker sono semplici, facili. Ma ovviamente essere bravi giocatori è difficile.

E la gente ama i soldi, a prescindere da dove abiti! Il sogno di tutti i giocatori è vincere grosse somme quando si diventa bravi. Io l'ho dimostrato al Giappone l'anno scorso e Moneymaker lo ha dimostrato nel 2003.
 
PL: Qualche pensiero sul Battle of Malta? Sei mai stato a Malta prima? Aspettative sul torneo?  

NK: Per me è la prima volta. Verremo a Malta non solo per il poker, ma anche per fare la luna di miele. Non vedo l'ora di vedere tutti quei panorami mozzafiato. E in particolare vogliamo vedere il bellissimo mare.

PL: Un pensiero per i tuoi fan e la tua famiglia?

NK: Il poker è un gioco davvero eccitante. Divertiamoci insieme! 

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