Mike 'Timex' McDonald: "Non credo che il Poker sia poi così interessante"

mcdonald

A 18 anni Mike "Timex" McDonald era un ragazzo introverso, decisamente timido, il classic nerd che non immaginava di poter divenire una star del poker.

Poi però venne l’inattesa vittoria dell’ EPT Dortmund nel 2008 che gli fruttò ben $1.3 milioni di dollari facendo di lui il più giovane giocatore ad aver mai vinto un titolo dello European Poker Tour.

Neanche a dirlo, gli occhi di tutti si posarono su di lui e da allora è stato sempre considerato uno da cui guardarsi. Nel 2009 un quinto posto nuovamente a Dortmund, un terzo a Deauville e un quarto a Venezia.

Nacque così una vera e propria star del poker, capace di mettere in sacca qualcosa come 10 milioni di dollari di vincite in soli 6 anni di carriera ai tavoli verdi.

Lo abbiamo incontrato per un’intervista e a dirla tutta abbiamo trovato un Mike più consapevole e maturo, ma ancora timido e introverso come agli inizi.

 

mike mcdonald

Hai iniziato a poker online diverso tempo fa, come ti senti ora che il poker è diventato per te stranamente sociale?
Ci si sente un po' strani. Per me che sono una persona estremamente introversa perlomeno. Ancora oggi, quando qualcuno si avvicina per chiedere una foto o un’intervista, mi sento a disagio.
Non mi piace molto l'attenzione e stare in mezzo alla gente. Il fatto che mi è capitato di finire un po' sotto i riflettori del poker è un colpo di fortuna e un incidente allo stesso tempo.
Non è proprio una cosa naturale per me.

 

Qual è stato il momento più bizzarro della tua carriera nel poker?

Il momento più strano è difficile da individuare. Sono in un punto in cui potrei elencarne parecchi ad essere sincero.
Direi che uno dei più bizzarri è stato l’anno dopo la vittoria dell’ EPT, quando sono tornato in quello stesso luogo e avevo solo 19 anni: non mi aspettavo che così tante persone mi conoscessero e mi cercassero.  
Non sembrava naturale o normale. Prima di quel momento non ero davvero abituato a questa popolarità.  

 

Volevamo anche sapere qualcosa di più su Prismata…

Essenzialmente è un gioco strategico realizzato da un mio amico dove il fattore fortuna non ha alcun peso. Una sorta di Starcraft dove le micro non influiscono sul gioco.

Non è come gli scacchi però, dove effettivamente è il miglior giocatore a vincere, perche c’è ancora un po’ più di imprevedibilità in Prismata.

È davvero molto diverso dal poker dove a mio giudizio la fortuna conta parecchio. Se devo essere sincero non credo che il poker sia un gioco poi così interessante. Sono i soldi a renderlo molto più appetibile. Sono i soldi l’attrattiva. Se vivessimo in un mondo senza soldi non credo che giocherei a poker. Credo che Prismata sia molto più interessante.

 

mike timex mcdonald

Quindi se avessi più soldi non giocheresti ancora a poker?

Credo di essere ad un punto della mia vita in cui onestamente smetterei anche di giocare a poker se non fosse per i soldi. Come ho detto preferirei passare il tempo a giocare a Prismata o ad altri giochi che mi divertono di più del poker. In realtà ho già messo da parte abbastanza denaro da poter chiudere col poker e dedicarmi ad altro, ma la verità è che sono ancora molto giovane e non vorrei un giorno ritrovarmi nella situazione di rimpiangere di non aver giocato a poker più a lungo ed aver messo da parte più denaro.

Diciamo quindi che non credo non credo di smettere totalmente, ma potrei prendere una pausa già dal 2016 e dedicarmi a degli sport fisici che mi piacciono di più. Aprirei un centro per la scalata delle montagne. Il climbing è uno sport che mi appassiona moltissimo.

 

Per quanto riguarda invece il Poker Online, quale credi sarà il suo futuro?

Ne parlavo proprio di recente con un amico perché ho notato come il mio atteggiamento sia cambiato negli anni. Tempo fa mi sentivo davvero di consigliare ai giovani di investire nel poker online. Ero il primo a dire <provaci, lascia tutto e buttati nel poker online, se ti ci dedichi ce la farai sicuramente>. Credevo sinceramente che valesse di più studiare le basi del poker e mettersi dietro ad uno schermo piuttosto che fare una carriera universitaria.

Le cose sono diverse ora, l’atmosfera è diversa. Il poker online ormai è un durissimo campo di battaglia e la possibilità di emergere e farcela è davvero bassissima rispetto a prima.

Se mi viene chiesto ora se vale la pena rischiare o meno, quello che di solito rispondo è <lascia stare, puoi trovare qualcosa di meno rischioso>.

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