Melanie Weisner “Gli stereotipi esistono e un giocatore deve saperli interpretare”

melanie weisner intervista

È passato un bel po’ dall’ultima volta che Melanie Weisner, reduce da un ottimo Main Event alle WSOP 2016, ha viaggiato in Europa per giocare a poker.

La sua vita è piuttosto incentrata a Los Angeles ma si è ritrovata a presenziare a Londra ad un evento del suo sponsor 888poker.

Abbiamo approfittato per fare due chiacchiere con lei soprattutto per sapere della sua esperienza alle WSOP dove nel Main si è trovata anche come chip leader.

A quel punto l’attenzione dei media era tutta su lei e Gaelle Baumann, cosa che a detta di molti può gettare cosi tanta pressione sulle giocatrici da inficiare la loro performance.

La Weisner poi non è solo una giocatrice navigata di poker ma anche una cantante e musicista e a quanto pare ha la passione per il cibo.

 

L'intervista di Pokerlistings

 

Su Twitter stavi cercando dei ristoranti con una o due stelle

Si, stelle Michelin ovviamente! Sono ossessionata dal cibo. Di solito cerco di far combaciare i miei viaggi di poker con i migliori e più esclusivi ristoranti del mondo.

Ho vissuto a Londra per qualche tempo e in quel periodo ho potuto provare dei ristoranti davvero fantastici.

 

Melanie Weisner 2
Melanie

 

Come è cambiata la tua vita da quando ti sei trasferita a Los Angeles?

Posso dire che il poker è ancora la mia professione principale. Questo non è cambiato anche perché questa professione mi lascia abbastanza tempo per coltivare altre passioni.

Da quando mi son trasferita ci sono moltissime altre attività che mi interessano e impegnano, la maggior parte di loro nel campo artistico e musicale.

Sto dirigendo tra le altre cose una commedia musicale in un teatro a LA, scritta dal premio Pulitzer Gina Gionfriddo.

 

Alle ultime WSOP sei stata penultima Last Woman Standing. Trovi questa definizione discriminatoria?

La verità è che il poker è uno sport dominato dagli uomini e le donne rappresentano una piccolissima percentuale del field.

Non mi disturba che ci sia questa categoria perché comunque da spazio alle giocatrici di farsi notare e magari coinvolgere altre donne nel gioco.

D’altro canto però l’attenzione dei media in eventi come le WOSP per le poche giocatrici in gara a volte sono eccessive e la pressione si sente.

 

2016 WSOP Melanie Weisner3
Troppa pressione sulle giocatrici nei grandi eventi live?

 

Ti disturba giocare in una sala solo piena di uomini?

In realtà no. Forse perché quando ho cominciato avevo già le spalle solide come giocatrice online e quindi non ho sentito la pressione di una principiante donna in sala.

Avevo già successo a 20 anni e la mia pelle era già robusta, ma capisco anche per quale motivo molte donne preferiscono non giocare.

 È una questione di rispetto e di essere trattati tutti equamente senza distinzioni di sesso ed età.

 

Proprio gli anziani sono un’altra categoria discriminata nel poker

Certo lo è. Ma è anche vero che come poker player non puoi ignorare gli stereotipi e come i tuoi avversari giocano o si comportano.

Fa parte del nostro mestiere quello di “giudicare” le persone e anche le tendenze di un gruppo come quello dei giocatori più navigati possono tornare utili per vincere.

Gli stereotipi esistono ed esisteranno sempre ma come poi vengono usati e interpretati sta solo a noi.

 

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