Mario Adinolfi Nel Team di Full Tilt Poker!

full tilt poker

Il nostro blogger nella squadra della poker room più famosa al mondo "Mi sento come il Kakà del poker!"

Innanzitutto inizierei facendo i complimenti a Mario Adinolfi che, dopo l'apertura del suo blog "Il Poker Secondo Adinolfi" proprio nelle pagine di PokerListings Italia, ha centrato uno degli obiettivi più importanti della carriera di un giocatore di poker.

Grazie alla sponsorizzazione offerta da Full Tilt Poker, infatti, avrà ora la possibilità di prender parte ad alcuni dei più affascinanti tornei di Texas Hold'em a livello mondiale. Quello che per molti giocatori è un sogno che con estrema probabilità mai si avvererà, Adinolfi lo ha fatto diventare realtà grazie al suo ottimo risultato nel WPT di Venezia, dove si è èpiazzato sesto vincendo 66940€.

Appena diffusa la notizia, qualcuno ci ha domandato "Davvero basta un solo risultato per ottenere uno sponsor?" e la risposta è stat aabbastanza ovvia: no. Non ne basta uno solo.A volte non ne bastano nemmeno molti di più.

M ricordo di aver letto delle domande simili poste da un giocatore a Max Pescatori, su un vecchio numero di CardPlayer. Lo cerco, e miracolosamente  lo ritrovo. Nel mesile italiano, e precisamente nel numero di Gennaio 2008, un certo Emilio chiede al Pirata come si possa fare per ottenere uno sponsor. E la risposta di Max non lascia spazio ad interpretazioni: "...Un giocatore può essere fortissimo, ma se non è  famoso le sponsorizzazioni non arriveranno mai, le società del mondo del poker vogliono che un giocatore le rappresenti e che sia conosciuto. Le vittorie sono importanti, però il look è forse ancora più importante..."

D'altra parte tutto ciò è anche ovvio. Per le società che vivono nel mondo del poker, a livello economico il "gioco giocato" non ha quasi più senso. Tutto ruota intorno al fatto di cercare di attirare verso di sé quante più persone possibili. E per farlo bisogna avere visibiltà grazie a persone che di visibilità già ne hanno, a prescindere dalle loro abilità pokeristiche. Anche perché, non fosse vero questo, PokerStars non avrebbe mai messo sotto contratto Boris Becker. Il tennista, ancora oggi uno degli sportivi più amati in Germania,  ha consentito di attirare con la sua immagine molte più persone sulla poker room di quanto avrebbe potuto fare un anonimo ma fortissimo giocatore di poker. Altri esempi? Beh, pensate solo a Vieri, Carolina Marconi, Veronica Montali... insomma, penso di aver reso l'idea.

Ho provato a chiedere il parere sull'ingresso di Adinolfi nel team di Full Tilt Poker a diversi giocatori che in questo momento sono a Sanremo per partecipare al Campionato Italiano di PokerStars.it, ma dopo svariati "No Comment" l'unico ad esprimere un parere è stato Marcello Terracciano, anche lui fresco di sponsorizzazione (EuroBetPoker) : " Purtroppo in questa giostra contanoi più l'immagine e le pubblic relation che il saper giocare". Tanto per sottolineare quanto detto fino ad ora.

Per concludere, ribadisco i miei complimenti a Mario Adinolfi: non mi è mai capitato di incontrarlo al tavolo da gioco e questo mi impedisce di esprimere un parere su di lui in quanto giocatore.

Ma, a questo punto, vorrei sapere cosa ne pensiate anche voi e vi invito a raggiungere la discussione su questa sponsorizzazione su "L'Angolo del Poker" il nostro gruppo di poker su Facebook.

***Aggiornamento

Abbiamo appena parlato personalmente con Mario che ci ha promesso tutti i retroscena della trattativa con Full Tilt Poker in un articolo esclusivo al termine del Day1 dell'IPT: non perdetelo!

 

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