Le Migliori Mani di Poker – Sammartino e i 30 secondi contro Ivey

dario sammartino phil ivey

Questa settimana analizziamo una mano tra Dario Sammartino e la superstar del poker Phil Ivey, in cui l'azzurro deve decidere cosa fare dopo un enorme overbet al river - e ha solo 30 secondi di tempo.

Torniamo all'High Roller dell'Aussie Millions 2016. Qui si utilizza lo shot clock da 30 secondi, quindi la pressione è altissima, e la domanda per Sammartino è: la mia scala è buona?

Dal flop al river

Siamo nelle prime fasi dell'AU$100k Challenge dell'Aussie Millions, che alla fine verrà vinto da Fabian Quoss.

I bui sono 700/1.400/200. Tutti foldano fino a Phil Ivey (169.000 chip, 120 bb) da bottone, che rilancia a 3.200.

Fedor Holz folda lo small blind, ma Dario Sammartino, il cui stack è leggermente più grosso rispetto a quello di Ivey, chiama da big blind con

   

Il piatto vale 8.300 e il flop è:

     

Sammartino fa check, Ivey punta 4.000 e Dario rilancia a 13.000. Ivey fa call. Ora il piatto vale 34.300 chip ed entrambi i giocatori hanno circa 153.000 davanti.  

Il turn è:

 

Sammartino punta 18.000 e Ivey chiama. Il piatto lievita a 66.300 e gli stack effettivi scendono a  135.000.

Il river è:

 

Sammartino fa check e Ivey ci pensa per un minuto, prima di andare all-in per circa 135.000 su un piatto da 66.300.

Sammartino non è certo entusiasta: utilizza tutto il suo time bank, ma alla fine chiama.

Ivey mostra

   

Per un full house che batte la scala di Sammartino. Dario perde quasi tutte le sue chip e viene eliminato poco dopo.  

Analisi della Mano

Per Sammartino il call è fatale, perché in pratica gli costa stack e torneo.

Il pro azzurro avrebbe potuto evitare il disastro o doveva chiamare per forza? Questa è la domanda a cui cercheremo di dare una risposta.

La mano di Sammartino è il classico esempio di range di mani con i quali si difende tipicamente il big blind.

J-9s è sicuramente una mano abbastanza buona per chiamare un rilancio da bottone, perché ha un sacco di potenziale per diventare la mano migliore.

Inoltre, Ivey ha rilanciato da bottone, quindi il suo range è molto ampio ed è molto difficile determinare la sua mano.

Il flop è tutto a cuori, T 8 3, ed è più probabile che centri il range del big blind che quello del bottone.

Ivey va in c-bet, ma questa è una mossa standard che non significa nulla, quindi Sammartino comincia ad attaccare il piatto.

Fa check-raise con il suo progetto di scala bilaterale, dato che su questo board ha sia steal equity sia pot equity.

Se volete rivedere la mano, ecco il video.

Arriva il turn

Quando Ivey chiama il raise, è ovvio che abbia qualcosa. Il turn è la carta dei sogni per Sammartino. Il 7 gli dà praticamente il nuts, se togliamo la possibilità del colore.

Per Sammartino una puntata è d'obbligo. Ha centrato uno dei suoi 8 out e potrebbe essere pagato da mani come top pair con o senza il progetto di colore, o persino con un set.

Dal punto di vista di Ivey, ci sono diverse mani che ora lo battono. Foldare però sarebbe una mossa troppo conservativa.

Il call è perfetto, dato che un raise sarebbe pagato - o controrilanciato - solo da mani migliori.

Il river è un 6 e questa carta spinge Dario a fare check. Avrebbe anche potuto puntare, dato che un dieci o qualsiasi altra coppia potrebbe comunque chiamare, ma l'azzurro ha evidentemente pensato che non ci fossero sufficienti mani che lo avrebbero pagato, quindi ha optato per indurre un bluff.

Solo 30 secondi al folle river

aussie millions phil ivey dario sammartino

Ma poi succede l'unica cosa che Dario non avrebbe voluto vedere.

Ivey va all-in, investendo più del doppio del piatto. Il suo messaggio è molto chiaro: ha una mano monster o non ha nulla.

Dato che il board ora presenta una coppia, il valore delle mani a colore è diminuito. Non esiste una prova che indica che Ivey andrebbe all-in con quel genere di mano.

Sammartino è nei guai, perché time bank incluso ha solo un minuto per valutare la mano e decidere il da farsi.

Di sicuro, il call di Ivey al flop e al turn significa che deve avere qualcosa.

Alla fine, non ci sono molte mani con cui Ivey può giocare per valore: T-T, 8-8 o 3-3, più qualche bluff con una carta di cuori, ma i rischi sono alti per Sammartino.

Se decidesse di foldare, rimarrebbe con 138.000 chip, uno stack decente per continuare il torneo; se vincesse la mano, diventerebbe un big stack,ma non in una fase cruciale dell'evento.

Phil Ivey ha giocato la mano alla grande. Ha fatto sembrare un bluff la sua mano monster e quindi è stato in grado di massimizzare la vincita contro un avversario sospettoso.

Conclusione

Dario Sammartino ha scelto il momento sbagliato, in un evento High Roller, per mettere in dubbio la giocata di Phil Ivey.

L'americano, d'altro canto, ha trovato lo spot perfetto per sfruttare la poca propensione al fold del suo avversario.

Ti preghiamo di ricontrollare i dati inseriti

Si è verificato un errore

Devi attendere 3 minuti prima di poter postare un nuovo commento

Non ci sono commenti