Luca Pagano: "L'EPT e il Battle of Malta si aiuteranno a vicenda"

Luca Pagano1

Dal giocatore con il maggior numero di piazzamenti a premio e di tavoli finali all'EPT a uomo d'affari. E ora di nuovo ai tavoli: ecco a voi Luca Pagano.

Dopo dieci mesi di pausa dal poker live, e quasi tre anni dopo il suo ultimo in the money all'EPT, Luca Pagano è tornato ai tavoli e ha parecchie novità da raccontare.

 

PL: Bentornato all'EPT in qualità di giocatore, con le patch di PokerStars e Skrill. Com'è stato essere un uomo d'affari?

LP: Mi sono preso una pausa di tanti mesi. Ho sentito che dovevo fare qualcosa di nuovo, quindi ho deciso di accettare la posizione di Head of Marketing per Skrill/Neteller.

Ora sono un consulente, un imprenditore e un giocatore allo stesso tempo. Con questa nuova posizione potrò capire meglio come funzionano le grosse compagnie internazionali.

Il passo successivo nel mio percorso personale è tornare a scuola. Mi sono registrato alla Stanford University, in America, per un nuovo corso annuale: si chiama corporate innovation.

Questo corso mi farà imparare come e perché succedono determinate cose in compagnie come PokerStars  e Neteller.

Riesco ad apprezzare tutto ciò molto più di quanto avrei fatto a 22 anni. Penso che tutti dovrebbero tornare a scuola quando si avvicinano i 40.

 

Luca Pagano EPT2015

PL: Immagino che con l'età maturi un livello di motivazione diverso.

LP: Completamente diverso! Da giovane facevo quello che mi dicevano di fare e finiva lì, ma ora sto letteralmente contando i giorni che mancano all'inizio del corso. 

 

PL: Possiamo dire che con la tua compagnia, la Pagano Events, hai raggiunto il picco e ora hai bisogno di nuova ispirazione per il prossimo passo?  

LP: Assolutamente, e questo passo potrebbe arrivare già ad ottobre. Il poker sta attraversando un periodo di consolidamento, ma mi aspetto una sorta di Rinascimento, grazie al supporto di altre discipline di gaming come gli eSports e i fantasy sports.

 

PL: Ma anche i giochi da casinò e le scommesse crescono. Non temi che questa crescita possa far sparire il classico giocatore di poker?

LP: No, direi di no. Penso che chi passa ai giochi da casinò in realtà sia più un gambler che un giocatore di poker.

Vedo molte sinergie tra gli eSport e il poker. Ogni volta che parlo con i giocatori di eSport, mostrano un grande interesse nel poker.

Ci saranno opportunità da entrambi i lati, e io come giocatore e imprenditore voglio essere preparato per farmi trovare pronto al prossimo grosso cambiamento.

 

PL: L'EPT tornerà a Malta poco prima del Battle of Malta, che l'anno scorso è stato il torneo più grosso dell'isola. Secondo te la programmazione è adeguata?  

LP: Io sono assolutamente favorevole ad avere EPT e BoM così vicini. Entrambi gli eventi possono aiutarsi a vicenda lavorando insieme.

Avere l'EPT di Malta dopo solo qualche mese magari non è il massimo, ma è l'unico slot possibile durante la stagione.

Volevamo spostarlo ad ottobre, dato che per andare a Malta è meglio di aprile. Se non lo avessimo fatto quest'anno, non ci sarebbe stato un EPT Malta per 18 mesi.

Questo non era nell'interesse né nostro né dei giocatori.

Barcellona sicuramente sarà l'evento più grande dell'EPT - anche se non può crescere molto di più, a causa dei limiti di spazio che abbiamo già raggiunto.

L'EPT Malta sarà posizionato in modo diverso. Penso che potrebbe essere una sorta di finale.

 

Luca Pagano ept

PL: Ma come? Non potrà mai sostituire il Grand Final di Monaco, no?  

LP: No, ma malta offre al giocatore un'esperienza diversa. Non credo molto nei posti dove un diciottenne può pagare 40 euro per un panino.

 

PL: Ho appena pagato quattro euro per una tazza di caffè in un bicchiere di plastica. E l'ho preso alle macchinette. Barcellona mi sa che è sulla strada di Monaco.

PL: Non posso commentare, ma posso assicurare che questo non succederà a Malta. Finché sono coinvolto nel processo di pianificazione, spingerò sempre l'esperienza del giocatore prima dei profitti sulle bevande.

I giocatori che si divertono tornano sempre. Quindi il punto non è guadagnare di più, ma farlo in modo intelligente.

Ecco perché ci vogliono anche attività alternative. Barcellona e Malta sono esempi perfetti in questo senso. Su altre location dobbiamo lavorare sull'offerta.

Gli eventi di poker stanno andando verso la direzione del divertimento. I giocatori vogliono divertirsi. Ecco perché Barcellona ha così tanto successo. Ci sono tante cose da fare, posti da visitare, e onestamente è questo che serve in ogni torneo di poker.

 

PL: Il divertimento è stato anche una parte essenziale del concetto del Battle of Malta, ed è stato un successo. È corretto che i due eventi possano scambiarsi le date nella prossima stagione?  

LP: Ne stiamo ancora parlando, ma probabilmente succederà. Quest'anno ci saranno i satelliti per il BOM durante l'EPT, e avrebbe senso fare il contrario l'anno prossimo.

Anche qui possiamo vedere delle sinergie che si sviluppano. Abbiamo due prodotti diversi, eccezionali, quindi è giusto che si supportino a vicenda.

 

battle of malta

 

PL: Malta di recente è stata sconvolta dalla scoperta che la mafia si era infiltrata in molte compagnie di gaming. Ci sono state chiusure e arresti.  

LP: Questo fa parte di un problema molto più ampio, tutto italiano. Attualmente la mafia sta cambiando.

Si sta reinventando, tra le altre cose usa le compagnie di gaming per riciclare denaro.

Malta è il cuore dell'industria del gaming, quindi l'infiltrazione mafiosa è una conseguenza naturale.

Comunque sono contento di questo sviluppo, perché ripulisce l'industria, che ogni giorno diventa sempre migliore. Più trasparenza otteniamo, meglio è per i giocatori, e nel lungo periodo anche per l'industria.

Non sono contro il controllo e la regolamentazione, a patto che i regolatori non interferiscano troppo

C'è una linea sottile tra regolamentazione e controllo totale.

 

PL: Infine, com'è tornare a giocare?

LP: Mi sento nuovamente pieno di energia. Mi manca un po' di fiducia, perché non gioco da tanto, ma penso di poter giocare un buon poker.

Da un punto di vista analitico, mi sento molto più in controllo. E mi sento di nuovo entusiasta.

Onestamente mi piacerebbe se tutti i giocatori di poker avessero un lavoro "normale" per un anno o due. Penso che apprezzerebbero il privilegio della vita di giocatore molto di più.

E avrebbero anche molto più rispetto per tutto il denaro che hanno.

 

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