Liv Boeree: “Il giocatore scarso di oggi è molto più forte di 10 anni fa"

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Liv Boeree intervistata al London Real

La giocatrice del Team Pro di PokerStars è stata ospite di London Real, dove ha toccato molti argomenti: la sua vittoria a Sanremo, la sua vita da giocatrice, Dan Bilzerian e tanto altro.

Sono passati diversi anni da quando si è imposta al grande pubblico, vincendo l'EPT Sanremo: da allora, di passi in avanti Liv Boeree ne ha fatti parecchi. Tanto da essere recentemente intervistata da London Real, uno show indipendente creato nel 2011 e che in poco più di quattro anni ha intervistato parecchie personalità di livello mondiale quali Eddie Izzard e Chris Eubank.

La Boeree ha toccato diversi argomenti. Prima di tutto, ci ha tenuto a sottolineare come lei non usa il termine di professional poker player, per quanto concerne la sua persona: "Faccio anche altre cose. Sì, sono una giocatrice di poker, ma non solo. Sono una regular del circuito e il mio bilancio è in attivo".

"Il Poker? Teoria, Logica e Analisi dopo le partite"

"Per diventare giocatori vincenti nel poker", ha dichiarato la Boeree, "bisogna studiare la teoria, ma occorre anche analizzare ciò che è successo una volta finita la partita - parlare delle mani con i colleghi. Il gioco è molto più improntato sull'analisi logica che su altri aspetti".

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"Non posso definirmi solo una poker pro"

Un percorso, quello da giocatrice di poker, che non è stato sempre facile: "Ad un certo punto sono diventata pigra e compiacente. Internet mi ha fornito tanti nuovi modi per imparare il gioco. Il tipico giocatore scarso di oggi è molto più forte, ad esempio, di molti dei migliori giocatori del 1998".

Logica, sì, ma anche capacità di leggere nella mente degli avversari. "È uno dei miei punti forti. A volte mi sento come Bradley Cooper in Limitless. Riesco ad entrare nel flusso delle cose". Ma senza manie di onnipotenza: "Molte persone vendono delle quote. Se gioco una partita high stakes, di rado investo il 100%. Non ho partecipato al Million Dollar Game di Vegas, ma il mio fidanzato sì ed è stato pazzesco".

"Non rischierei mai il 100% con gli high stake"

La giocatrice britannica tiene ben saldi i piedi per terra, quando si tratta di partite high stake: "Giocherei se ad esempio qualcuno investisse su di me l'80%, sempre che io mi senta di poter chiudere la partita in profitto. Se giocassi contro i migliori 9 al mondo sarebbe dura. Mi ritengo una brava giocatrice, ma non ho deliri di onnipotenza".

Liv è poi tornata sulla sua vittoria all'EPT Sanremo , qualche anno fa: "Volevo diventare conosciuta nella community del poker, ma non mi sarei mai aspettata di vincere un evento così grosso e così in fretta. Poi PokerStars mi ha supportato anche quando ho giocato male o non ero fortunata. Sarebbe stato molto difficile, in certi periodi, senza PokerStars".

Uno sguardo anche alla presenza femminile nel mondo del poker:

"Le cose stanno migliorando, ma siamo ancora troppo poche. Mi arrabbio molto quando sento dire che il cervello femminile non è fatto per il poker. La mancanza di donne nel poker è una combinazione di fattori storici e sociali, oltre che evolutivi: gli uomini sono più competitivi, le donne più accomodanti. Il poker è diventato popolare in un periodo in cui le donne non erano le benvenute".

Una chiosa anche su Dan Bilzerian, miliardario playboy con il vezzo del poker: "Bilzerian è là fuori da qualche parte, ma io non lo definirei certamente un giocatore di poker".

Leggi l'ultima intervista di Liv con Pokerlistings

 

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