Liquidità condivisa: si muove la Spagna, Italia a settembre

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Inizia a sbloccarsi qualcosa sul fronte della liquidità condivisa: dopo la Francia, anche la Spagna ha dato l'autorizzazione. A settembre toccherà all'Italia.

Sempre più importanti e sempre più concrete le novità che riguarda la liquidità condivisa, una svolta epocale e soprattutto necessaria per quanto concerne il gaming a livello internazionale.

È passato ormai un mese da quando è stato sancito l’accordo in termini formali tra le autorità di Italia, Spagna, Francia e Portogallo, con l’incontro che si è tenuto a Roma e che si è concluso con la tanto attesa firma da parte di tutti gli Stati coinvolti.

Ora, in queste settimane di grande travaglio alla ricerca di un nuovo accordo che consente ad ogni singola nazione di avviare la parte finale del proprio iter, qualcosa si sta muovendo in maniera decisamente concreta.

In primis ci ha pensato la Francia, con l’Arjel (Autorité de Régulation des Jeux En Ligne) che per prima si è mossa per far sì che il poker potesse essere condiviso dai propri giocatori anche con altri player internazionali.

Ora, però, è stata la volta della Spagna, che ha deciso di iniziare la settimana spingendo il piede sul pedale dell’acceleratore e dando una svolta sotto questo aspetto.

È la volta della Spagna

Risale infatti al pomeriggio di lunedì, infatti, la nota diffusa dalla DGOJ, la Direccion General de Ordinacion del Juego, la quale ha seguito lo stesso iter perfezionato nella seconda metà di luglio dai colleghi transalpini.

I vertici della DGOJ, con il comunicato di cui sopra, ha fornito in via ufficiale le indicazioni che gli operatori nel settore del poker e del gaming online dovranno seguire per l’accesso alla liquidità internazionale condivisa.

Detta in parole più che povere, le poker room e le agenzie di gaming che hanno regolare licenza in Spagna potranno avviare l’iter per allargare gli orizzonti di gioco per i propri iscritti anche oltre i confini nazionali.

Ricordiamo che il 31 ottobre è il giorno fissato come deadline per presentare le osservazioni da parte degli enti regolatori del gioco online nei singoli Paesi, pertanto Italia e Portogallo hanno ancora tre mesi di tempo.

Spain Flag

Tuttavia, della situazione dell’Italia c’è qualcosa da dire in maniera molto più approfondita. Per quanto riguarda il Paese lusitano, c’è da dire che c’è grande voglia di poker: il Portogallo, tra i Paesi coinvolti, è l’ultimo ad aver aperto al poker online ma anche il primo ad aver redatto il testo poi presentato a Roma, un mese fa.

Tornando alla Spagna, la firma delle disposizioni è un atto storico, visto che nel 2011 fu redatta e approvata una legge che regolamentava il mercato del gaming online, chiudendo di fatto le frontiere.

La situazione dell’Italia

Come detto, passiamo ora all’Italia, la quale ha ospitato il tanto celebrato incontro di circa un mese fa a Roma, ma dovrà attendere ancora qualche giorno prima di prendere posizione in maniera definitiva.

Che il nostro Paese rientrerà tra quelli che apriranno alla liquidità internazionale condivisa, non vi è dubbio alcuno. Tuttavia, il problema consiste – come spesso accade – nella tempistica.

Stando a quanto è venuto fuori nelle scorse ore, la Sogei (società che si sta occupando della situazione delle singole poker room) sta lavorando in maniera fitta per regolarizzare il tutto sotto l'aspetto burocratico.

Nel frattempo, le disposizioni che Adm dovrà fornire proprio alle room e alle piattaforme di gaming sono ormai prossime ad essere definite e redatte, ma non verranno rese note e ufficializzate prima dell'inizio del mese di settembre.

Il passo fondamentale che il Governo italiano vuole compiere prima di dare il via all'ultimo step per la liquidità condivisa è, dunque, quello di garantire la sicurezza delle stesse poker room.

Un passo fondamentale, un passo necessario che sarà anche l'ultimo prima del passo definitivo, ovvero il rientro dell'Italia nel novero delle nazioni europee nel poker.

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