Liquidità condivisa approvata in Portogallo: ora tocca all’Italia?

L'Unione Europea ha approvato lo schema relativo alla liquidità condivisa per il poker online in Portogallo. È il primo passo per veder sbloccare la manovra anche in Italia?

La notizia è una di quelle che si poteva prevedere, anche se forse non con questa celerità. La liquidità condivisa, forse l’argomento più dibattuto in Europa sul fronte del poker, inizia a sbloccarsi in maniera concreta.

Proprio così, visto che nelle scorse ore è stato approvato il piano presentato dal governo del Portogallo per avviare la pratica per quanto concerne il poker online nella nazione lusitana.

Dopo una lunga attesa, infatti, la Commissione al Bilancio dell’Unione Europea ha consentito al Servizio di Regolazione e Ispezione del Gioco portoghese (SRIJ) di avviare i negoziati con altre nazioni facenti parte dell’Unione stessa.

Tutto ha avuto inizio poco più di un anno fa, esattamente nel mese di dicembre del 2015. Fu quello il periodo in cui il Governo portoghese ha iniziato a porre le basi per quella che sarebbe diventata con il tempo una soluzione inevitabile per il bene del gioco in Europa.

La lunga trattativa

Manuela Bandiera, capo del dipartimento per il gioco online del SRIJ, avviò proprio alla fine del 2015 un piano regolatore per allinearsi con Francia, Spagna e Italia, ovvero le prime tre nazioni che hanno iniziato a discutere i termini della liquidità condivisa.

Era un periodo in cui buona parte dei giocatori online più forti del Paese avevano deciso di lasciare il Portogallo, senza attendere novità dal fronte, mentre le vecchie volpi resistevano.

Nel frattempo, un’associazione nata per difendere gli stessi giocatori aveva suggerito di boicottare i siti rientranti nella manovra per la liquidità condivisa. La SRIJ esortava a prendere tempo in attesa di marzo 2016, quando le licenze sarebbero state emesse. Ma a dire il vero, ciò non è successo.

Tuttavia, non c’era molto altro tempo da aspettare, visto che tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate scorsa sono state rilasciate le prime licenze, anche in Portogallo.

I primi segnali sono arrivati e sono stati subito incoraggianti: PokerStars, ad esempio, ha visto schizzare in alto i numeri relative al traffico ai tavoli di cash game nel Paese, facendo meglio della concorrenza.

Le ultime novità

Si arriva così all’inizio del 2017, quando i tempi per rendere effettiva la liquidità condivisa sembrano ormai maturi. A gennaio, infatti, la SRIJ ha inviato tutta la documentazione alla Commissione al Bilancio dell’UE.

Poco meno di tre mesi dopo, ecco l’arrivo delle belle notizie per tutti i giocatori di poker residenti in Portogallo, i quali potranno così ampliare ulteriormente i propri orizzonti di gioco.

Una novità incoraggiante, se consideriamo che quello portoghese è stato l’ultimo mercato europeo ad ottenere le licenze per il poker online, ma è invece il primo a veder sbloccare ufficialmente il piano per la liquidità condivisa.

E chissà se a questo punto anche gli altri Paesi coinvolti, Italia in primis non vedranno una netta accelerate sui propri iter per allargare il proprio mercato.

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