Leonardo DiCaprio e “Titanic”, senza il poker non avrebbe trovato l'amore

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26 novembre 2015, Scritto da: Lorenzo Invernizzi
Postato su: Dentro PokerListings
Leonardo DiCaprio e “Titanic”, senza il poker non avrebbe trovato l'amore

Chi non conosce “Titanic”? Qualunque persona che abbia più di 25 anni ricorda che nel '97, anno della sua uscita, ogni angolo era tappezzato con le locandine del film e dovunque si girasse lo sguardo era possibile trovare sciami di ragazzine urlanti dietro all'immagine di Leonardo DiCaprio.

 

Per la gioia di alcuni (e la nausea di molti) risuonava dappertutto il flautino di “My heart will go on”, la canzone di Celine Dion scelta come tema musicale del lungometraggio. Il successo della pellicola di Cameron riproposta poche settimane fa da Mediaset contribuì senza dubbio a rendere ancora più popolare la sfortunata vicenda dei passeggeri della nave, già assurta al ruolo di archetipo anche nel linguaggio comune (a titolo di esempio è da ricordare “Titanic” Thompson, celebre giocatore professionista del Missouri così chiamato per la sua capacità di affondare gli avversari).

La trama

“Titanic” di James Cameron racconta la storia dei passeggeri dell'omonima nave e il conseguente naufragio attraverso la rievocazione dell'anziana protagonista Rose, che all'epoca dei fatti aveva 17 anni. A bordo del transatlantico nasce una storia d'amore “interclassista” tra Rose (Kate Winslet) e il giovane passeggero di terza classe Jack Dawson, impersonato da DiCaprio.

Galeotto fu il poker

Leonardo di Caprio

Anche se la trama del film è sconosciuta ai più, pochi però ricordano che tutto ha origine in una bettola fumosa del porto, durante una partita a poker che permette ai due “scugnizzi” Jack (DiCaprio) e Fabrizio De Rossi (Danny Nucci) di vincere due biglietti per imbarcarsi sulla nave da Southampton, nel Regno Unito. Questa coincidenza fortuita sarà ricordata più avanti dallo stesso Jack mentre si trova a cena insieme a Rose, sua madre e a Cal, fidanzato di Rose.

Poco da scommettere, poco da perdere

Ma torniamo alla scena della partita di poker. Jack e Fabrizio giocano il “Five card draw” contro gli svedesi Olaf e Sven. Fabrizio rimprovera Jack: “Sei pazzo? Hai scommesso tutto quello che abbiamo”. “Quando non hai niente – gli risponde secco l'amico - non hai niente da perdere”. Anche tra Olaf e Sven, però, regna l'indecisione. I due uomini sono infatti in disaccordo sulla scelta di mettere in palio i loro biglietti del Titanic, che campeggiano in bella mostra in mezzo al tavolo insieme a monete di diverse valute, un coltello e un orologio da tasca. La telecamera fa intravedere in mano a DiCaprio una coppia di dieci e un asso. Durante il draw sia Jack che Sven cambiano una carta.

Colpo di scena

“OK, ecco il momento della verità – annuncia DiCaprio – la vita di qualcuno sta per cambiare”. Fabrizio e Olaf non hanno nulla, Sven una doppia coppia di otto e sei. Inizialmente Jack fa credere al suo amico di aver perso: “Scusa tanto Fabrizio”. Ma poi esclama raggiante, mostrando un full di assi e dieci: “Non rivedrai tua madre per un bel po' di tempo. Perché noi ce ne andiamo in America!”. Olaf afferra Jack per il bavero e sembra intenzionato a sferrare un pugno contro di lui, ma in realtà colpisce Sven che ha messo in palio i biglietti della nave.

Niente pidocchi, siamo americani

Ma non c'è tempo da perdere: il Titanic parte da lì a cinque minuti. Segue quindi la corsa a rotta di collo dei due amici lungo il molo. Un marinaio sta già ritirando la passerella quando Jack e Fabrizio salgono a bordo. “Avete fatto la fila per il controllo sanitario?” chiede loro un ufficiale. “Si certo. Comunque non abbiamo i pidocchi, siamo americani” lo rassicura Jack.

Poker a bordo

poker e titanic

Eccetto che all'inizio, per tutto il resto del film non si vedranno più partite di poker. Nella realà, tuttavia, è probabile che queste venissero organizzate a bordo del transatlantico, come peraltro riferì vent'anni dopo il naufragio Renee Harris, una dei sopravvissuti alla tragedia del Titanic. Intervistata dal magazine Liberty, la donna raccontò di una partita che si svolse lungo uno dei ponti nella zona di prima classe riservata alle suite. Il marito Henry le chiese di prendere posto al tavolo per sostuire uno degli otto giocatori presenti, estromesso perché sospettato di barare.

Caduta fatale

Secondo quanto da lei stessa riferito, la Harris se la cavava piuttosto bene come giocatrice, senonché un infortunio (si ruppe un braccio cadendo dalle scale) le impedì di proseguire. Di lì a poco avvenne il naufragio: Renee, sotto effetto dei sedativi, venne fatta salire su una scialuppa di salvataggio, come da richiesta del marito Henry che invece morì nella tragedia.

Il miliardario ci prova alle Wsop

Un altro avvenimento lega a doppio filo le vicende del Titanic al mondo del poker. Nel '77 il giornale “Sport illustrated” riporta la storia di Cadillac Jack Grimm, giocatore dilettante e magnate del petrolio che quell'anno si iscrisse al Main Event delle World Series of Poker e venne eliminato già il primo giorno (quell'anno la competizione fu vinta da Doyle Brunson).

Imprese titaniche

Nell'arco della sua vita Grimm si lanciò in altre avventurose iniziative tra le quali la ricerca dell'Arca di Noè, del Bigfoot, del mostro di Lochness e appunto del Titanic. Quest'ultima, intrapresa all'inizio degli anni Ottanta, non diede gli esiti sperati, ma portò comunque alla pubblicazione di un libro. Il relitto del Titanic fu rinvenuto poco più tardi nell'85 dalla squadra di Robert D. Ballard.

 

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