"Le WSOPE ci fanno una pubblicità impagabile"

Marc Karcher
Marc Karcher

Il direttore del casinò Barrière parla in esclusiva con PokerListings e racconta il suo sogno: un nuovo casinò solo per super ricchi.

"Il poker è solo una piccola parte della nostra attività,” mi racconta il direttore generale della Barrière Hotels & Casino di Enghien-les-Bains, il signor Marc Karcher durante una chiacchierata che parte dai divanetti dello sports bar del casinò e si conclude nelle sale più prestigiose di tutte : quelli in cui solo i veri high roller hanno diritto di attraversare.

"Tutto sommato possiamo lasciare i giocatori di Texas Hold'em all’Aviation Club di Parigi ed a Monsieur Fitoussi. La maggior parte dei soldi che facciamo noi, viene da altri giochi da tavolo – soprattutto da roulette e blackjack" prosegue Karcher.

E tutto questo senza menzionare il vero - meno affascinante ma ben più lucrativo cuore dei casinò di oggi: le slot machine .

"I soldi sono dove ci sono le slots. Pensa: abbiamo bisogno di circa 200 dipendenti per lavorare con circa 35 tavoli mentre solo poche decine di persone sono perfettamente in grado di gestire centinaia di slot machine. I soldi sono dove ci sono le slots. "

"Soltanto l'anno scorso, il fatturato delle slot ha raggiunto quasi 150 milioni di Euro, mentre i giochi da tavolo non sono nemmeno riusciti a sfondare la soglia dei 40 milioni", mi spiega aggiungendo anche - come importante nota a margine - questi numeri dovrebbero essere considerati una fortunata eccezione per il Paese.

"Solo  Enghien-les-Bains e forse Deauville sono in grado di guadagnare così tanto dai giochi da tavolo . Tutti gli altri casinò hanno cifre di gran lunga inferiori”.

Per Barrière le WSOPE sono una questione di visibilità

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"Il poker? Possiamo lasciarlo a Fitoussi"
 

Occupato come solo un vero uomo d'affari sa essere, l'uomo che circa sette anni fa ha preso l’impero dei Barrière a Enghien-les-Bains sotto le sue ali protettrici non cerca nemmeno per un secondo di vendermi una visione romantica della sua liaison con le WSOPE.

Perché lui ha accettato di incontrarmi per parlare di cose reali, di cose che contano davvero per gli uomini d'affari come lui. Di soldi e profitti, insomma.

"Per noi le WSOPE non sono importanti per i soldi che portano. È vero, ogni tanto vediamo qualcuno dei player del torneo sedersi ai tavoli cash del casinò ma – finanziariamente parlando, questo non fa per noi una grande differenza."

Il che è probabilmente anche il motivo per cui sala da poker del casinò, una volta che l'ultimo giocatore WSOPE avrà lasciato Enghien-les-Bains, tornerà a ospitare i vecchi tavoli di sempre: quelli di un ristorante.

"Quello che ci danno veramente le WSOPE è visibilità – e questo non ha prezzo.”

"Non riesco a immaginare quanti soldi avremmo dovuto spendere per ottenere la stessa visibilità senza le WSOPE" continua monsieur Karcher spiegandomi come, in fondo, anche la mia presenza nella stanza sia un risultato diretto dell’effetto-WSOP.

"Una esposizione mediatica simile, ad averla dovuta pagare, ci sarebbe costata una fortuna.”

"Anche il principe del Qatar viene a giocare da noi"

Mentre mi porta in giro per le sale che valgono di più e mi indica alcuni tavoli della roulette con un limite minimo di scommessa di 500€, Marc Karcher condivide con me alcune delle sue storie sugli high roller di casa nella tranquilla Enghien-les-Bains.

"Solo pochi dei nostri regular sono francesi, la maggior parte sono stranieri. Abbiamo giocatori che vengono dalla Svizzera, dall’Azerbaigian e anche dal Chad."

E gli arabi, ovviamente, non mancano all’appello. "Abbiamo anche uno dei (tanti) Principi del Qatar tra i nostri high roller abituali ", mi dice aggiungendo come " la cosa buona di queste persone è che possono giocare e perdere anche un milione di Euro in una sola notte - ma alla fine lasciano la sala sempre con un sorriso sul volto."

Un sorriso che Barrière sarebbe ben felice di festeggiare con quello Mr.Karcher chiama “un sogno. Un secondo casinò sempre qui, ad Enghien."

"In questo modo ne avremmo uno per la gente comune ed uno su misura per gli high roller" , quei giocatori che probabilmente non apprezzano l’idea di condividere neppure l'ingresso del casinò con persone disposte a giocarsi solo il prezzo di una baguette o poco più.

Eppure, ben mostrano le strade di Enghien-les-Bains, i soldi della sala non sembrano rimanere intrappolati all'interno delle mura del casinò o dei conti bancari di Barrière.

"Secondo la legge francese sul gioco d'azzardo dobbiamo versare alla nazione ed alla città di Enghien circa il 60% del nostro fatturato. Che in una città di 10.000 persone come questa, significa un sacco di soldi.

"Enghien-les-Bains è il primo casinò in Francia per i numeri che genera - e questo si traduce anche nei 21 milioni di Euro che abbiamo pagato in tasse solo un anno fa. Non male, no?"

Conosci un hotel davvero sicuro?

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"Un secondo casino ad Enghien sarebbe un sogno"
 

Poiché oltre ad essere l'uomo di punta nel casino, Mr. Karcher è anche pienamente responsabile per i due alberghi ( Grand Hotel e l'Hotel du Lac) che i giocatori di poker hanno letteralmente invaso dallo scorso fine settimana, il nostro discorso si sposta inevitabilmente anche su un argomento che lo rende subito molto meno sicuro di sé: la sicurezza dell'hotel .

A conoscenza del "Barcellona Affaire" che ha fatto esplodere la bolla di ingenuità nella quale molti giocatori avevano vissuto prima dell'EPT , Marcel Karcer si sforza di darmi una risposta convincente proprio mentre le sue dita indugiano per troppo tempo sulla sua fede nunziale con un gesto che esprime un chiaro imbarazzo .

"Abbiamo chiavi elettroniche sia per aprire le porte che per usare gli ascensori, ed ogni movimento è registrato da degli appositi registri in modo da poter sempre sapere chi è stato, dove e quando. Il che vale tanto per gli ospiti quanto per i membri del nostro staff .

"Allora abbiamo una rete di telecamere che registrano tutto quello che succede intorno all'hotel in modo da garantire la sicurezza dei nostri ospiti.

Ma, naturalmente, se qualcuno dovesse avere il timore che qualcosa possa essere successo nella sua stanza, saremo felici di aiutarlo".

Ed anche se lui mi assicura che le telecamere negli hotel Barrière sono tutte perfettamente funzionanti, un brivido corre lungo la schiena quando – all’improvviso – mi chiede se, dopo tutto, “esiste davvero un hotel perfettamente sicuro?

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