Le Migliori Mani di Poker – Pot control? No grazie

vornicu wsop2016

In un torneo con tanti partecipanti, la fortuna è fondamentale ma non è tutto e a volte anche una mano che appare solo sfortunata nasconde degli errori.

Nella mano di questa settimana, sembra che il giocatore perdente sia stato molto sfortunato, ma se analizziamo più a fondo ci rendiamo conto di come qualche errore lo abbia commesso.

Siamo al Day 5 del Main Event WSOP e seguiamo l’action del feature table, dove si stanno scontrando sia giocatori amatoriali sia professionisti.

Seguiamo la mano dal punto di vista di Mitch Garshofsky, un regular delle WSOP.

 

L’azione dal flop al river

I bui sono 30.000/60.000/10.000, perciò in ogni mano il piatto di partenza vale già 180.000 chip. Da middle position, Valentin Vornicu (6,2 milioni di chip/103 bb), vincitore di otto anelli del WSOPC, rilancia a 135.000.

Garshofsky (2 milioni, 33 bb) da bottone trova

   

I bui foldano e il piatto vale 450.000 chip. Il flop è

     

Vornicu fa check e Garshofsky punta 200.000 Vornicu chiama e ora il piatto vale 850.000 chip, mentre lo stack effettivo è di circa 1,65 milioni. Il turn è  

 

Vornicu fa check-call sul second barrel di 325.000 di Garshofsky. Il piatto sale a 1,5 milioni e gli stack effettivi scendono a 1,3 milioni.

Il river è

 

Vornicu esce puntando 660.000. Garshofsky ci pensa e alla fina chiama. Vornicu mostra

   

per una scala wheel chiusa al river che vale un piatto da 2,82 milioni. Mitch Garshofsky rimane con appena 600.000 chip ed esce poco dopo in 82° posizione.

Analisi della mano

Quando Mitch Garshofsky vede il danno, è pronto a maledire la sorte. Però non ha giocato la mano perfettamente, come vedremo tra poco.

Valentin Vornico rilancia in terza posizione con una mano mediocre. A-2o è una mano spesso dominata, e inoltre quasi mai avrete il vantaggio di posizione post-flop.

Ma Vornicu è uno dei big stack al tavolo, quindi può permettersi di sperimentare. Garshofsky lo sa, ovviamente, e A-To da bottone è una mano che gioca bene contro il range del raiser.

Per mantenere il piatto basso, un call in posizione è la mossa corretta per Garshofsky.

Ecco l’episodio del Main Event con la mano in questione – comincia intorno al minuto 19.

 

Un flop piuttosto dry

Entrambi i giocatori centrano la top pair al flop, ma la cosa più importante è che praticamente non ci sono progetti. Questo si definisce un flop dry, e su un flop dry il giocatore in vantaggio di solito lo rimane fino al river.

Su un board con molti progetti, è molto più probabile che il vincitore cambi da una street all’altra.

Vornicu gestisce bene la situazione. Non c’è motivo per uscire puntando, dato che difficilmente il suo avversario può fare call con una mano peggiore della sua, e se anche succedesse, non pagherebbe comunque tre strade.

Vornicu cerca quindi di arrivare allo showdown senza spendere molto, cercando allo stesso tempo di indurre un bluff.

Quando Vornicu fa check, Garshofsky presume di avere la mano migliore. Punta per ingrandire il piatto o per vincerlo subito.

Potrebbe anche fare check, visto che quel che vale per Vornicu vale anche per Garshofsky.

 

Mitch Garshofsky

 

Il check mancato al turn

Il turn sembra un blank assoluto. Vornicu fa check e Garshofsky punta di nuovo, velocemente.

Probabilmente avrebbe dovuto desistere, dato che non è molto convincente – per molti motivi:

1)      La mano di Garshofsky non è molto forte. La regola è “mano ‘piccola’, piatto piccolo”.

2)      Con quale mano Vornicu può chiamare altre due puntate? Folderà tutti i re e altre coppie, e non ci sono molti assi più deboli che possono chiamare.

3)      Mani deboli che potrebbero foldare al turn possono chiamare un’altra piccola bet al river.

Se non avesse centrato un progetto al turn, Vornicu forse avrebbe anche foldato qui, perché molto difficilmente il suo avversario sarebbe stato in bluff; ma ora decide di vedersi il river.

 

Vornicu turn wsop

 

 

River fatale

E infati, il river è un 3 dei sogni per Vornicu, e dato che Garshofsky ha mostrato molta forza puntando due volte, l’americano ora pensa di poter uscire in puntata ed essere chiamato.

Garshofsky ha ottime pot odds, 3,3 a 1, e chiamando non rischia di uscire dal torneo, ma nonostante ciò avrebbe dovuto foldare.

Un bluff di Vornicu sembra improbabile, e anche se sono poche le mani che possono aver migliorato nettamente al river, Garshofsky non può più battere praticamente nulla.

Infatti è possibilissimo che Vornicu abbia fatto slowplay con A-K, A-Q o A-J e abbia perciò un kicker migliore. E magari ora pensa che Garshofsky non abbia comunque nulla e che stesse solo bluffando.

Il problema per Garshofsky è che è molto difficile attribuire una mano a Vornicu, dato che la sua monster è ben nascosta.

Perciò, l’errore di chiamare al river non è così grosso come quello fatto al turn. Ora diventa chiaro perché è stato un errore ingrandire il piatto al turn.

Non è perché Garshofsky è stato sfortunato, è perché perdere la mano ora significa perdere un sacco di chip.

A causa del suo gioco basilare, Garshofsky perde più di due terzi del suo stack e rimane con 10 bb.

Se avesse fatto check al turn, avrebbe perso tra 10 e 12 big blind, o 600.000/700.000 chip – molto meno – e sarebbe rimasto con uno stack ancora decente.

 

Tiriamo le somme

Mitch Garshofsky vuole troppo dalla sua mano mediocre, è sfortunato e viene punito al river.

Valentin Vornicu non solo è fortunato al river, ma anche perché Garshofsky non è in grado di cavarsela come dovrebbe.

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