Le Iene Mostrano i Muscoli. Della Superficialità.

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Con un servizio sul poker a tratti degno di Paperissima, il popolare show di Italia1 ha scelto di fare audience nel modo più meschino: con una campagna di disinformazione studiata a tavolino. Complimenti.

Poteva essere un’occasione per fare luce, per spiegare cosa non è legale e cosa invece funziona secondo le regole. Ma il popolare show d’inchiesta Le Iene, in onda su Italia 1, ha ancora una volta parlato di gioco d’azzardo offrendo una visione unica e distorta: quella di un mondo fatto di sole truffe e di truffati. Un ambiente dove si può solo perdere ed essere raggirati.

Eppure il punto di partenza è stato l’Ept di Campione, appuntamento internazionale di primissimo livello tutt’altro che illegale – anzi, un fiore all’occhiello del gioco italiano e del mondo del gioco internazionale.

Così non sarà sembrato agli occhi dei tre milioni di telespettatori, la maggior parte schiava di un luogo comune che non si riesce ad abbattere. E di certo non è facile se l’informazione è orientata solo a dimostrare l’assioma “gioco = truffa”.

AAMS? Per le Iene è come se non esistesse

Così come qualche tempo fa avevamo accolto con piacere una trasmissione, su Rai3, in cui finalmente si parlava di gioco in maniera chiara e indagatrice, ecco che stavolta ci troviamo a dover sottolineare una ribalta a senso unico, come il più delle volte capita, confermando che troppo spesso si finisce nella retorica di un poker solo come male.

Mentre a Campione andava in scena un appuntamento di sport, tra persone oneste, secondo regole certe, in una dimensione ben al di sopra dell’etichetta semplicistica dell’”azzardo”, arrivava la denuncia verso un mondo solo ed esclusivamente malato.

Le parole e i racconti di un pentito, hanno tracciato il binario della puntata dei giornalisti in abito nero, occhiali e cravatta, che hanno percorso una via segnata, a detta loro, solo da siti illegali, di room fuori dal controllo di Aams, e di giocatori ingenui che perdono migliaia di euro.

Non vogliamo certo dire che il gioco illegale non esista, non siamo così ingenui e neppure così sognatori. Ma è altrettanto vero che la norma del settore è la legalità e non l’eccezione. E l’esecuzione in questo caso, a ben guardare la puntata con la lente di ingrandimento di chi di gioco e di carte ne capisce davvero, viene da pensare che forse Le Iene abbiano strumentalizzato una storia, senza dubbio triste come tante vittime del gioco.

Un’occasione mancata. E quanti errori!

Resta quindi il rammarico di una denuncia che poteva essere condotta meglio e che non doveva lasciarsi sfuggire l’occasione di parlare anche di ciò che invece è legale, di quegli aspetti che troppo spesso passando in secondo piano in nome di una crociata contro il gioco diventata fin troppo facile.

Ma è ancora più grave, se poi analizzando il materiale proposto, ci si accorge che le room portate sul banco degli imputati, tra l’altro senza precisazioni, lasciando passare un messaggio generalista di tutti siti online come truffaldini.

Per intenderci: il filmato che doveva documentare una delle tante truffe, risulta pieno di incongruenze di questo tipo: il flop è composto da sole due carte, sulla barra viene indicata una cifra uguale di 399 euro per call e raise, l'avversario è in all-in, non ha quindi più denaro attivo (ha 0 euro rimasti) ed appare ugualmente la possibilità del raise, e molto altro ancora.

Alle domande scatenate dal popolo del poker sul profilo dell'autrice Nadia Toffa, la giornalista cerca di dare spiegazioni che risultano deficitarie: quando le si chiede perché ci sia un flop con due carte, lei risponde che “si tratta di problemi di post produzione, alcune parti del video sono state oscurate per non rendere la room riconoscibile a discapito di una carta”.

Allora se vogliamo credere a questa truffa e alla denuncia del pentito, la domanda è: perché passare da una trasmissione Tv, che com’è giusto che sia punta all’audience (e a salire su un carro di vincitori troppo facile), anziché portare avanti un’inchiesta con tutti i crismi attraverso le autorità in modo da combattere e debellare il male da un mondo che non è solo illegalità e truffa?

Quindi se la puntata de Le Iene voleva essere una denuncia, non è lo è stata, perché il messaggio colpiva nel mucchio, senza prendere la mira.

Poteva essere un’occasione per smascherare una parte, seppure piccola della malavita che ruota attorno questo mondo che cerca di staccarsi di dosso tante etichette frutto del luogo comune, invece alla fine resta l’ennesimo attacco generalista.

E sorprende ancora di più perché la trasmissione de Le Iene in altre circostanze è andata a fondo con precisione, con nomi e volti da smascherare, salvando, in maniera implicita, chi invece disonesto non era. Così non è stato nell’ultima puntata in cui si parlava di poker.

L.C.

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