Le Domande Più Scottanti sulla Rinascita di Full Tilt Poker

Domande

Non si è ancora spenta l'eco dell'annuncio dell'acquisizione di Full Tilt Poker da parte di PokerStars.com, e anche se le cose stanno cominciando a prendere forma, rimangono ancora molte questioni in sospeso.

In questo elenco di domande e risposte tireremo le fila del discorso, per mantenervi aggiornati.

Nel giro dei prossimi tre mesi, centinaia di milioni di dollari torneranno nelle tasche dei giocatori, e Full Tilt Poker sarà di nuovo viva e vegeta per la prima volta da oltre un anno.

Continuate a leggere per rimanere aggiornati su questa notizia incredibile, e inserite le vostre domande nella sezione dei commenti a piè di pagina.

 


I giocatori otterranno il 100% del denaro che avevano su Full Tilt Poker?

Da quanto è emerso sinora sembra che i giocatori riceveranno il 100% di quanto avevano nei loro conti di gioco, ma le cose sono più chiare per i giocatori non americani.

PokerStars ha reso noto che farà tornare online Full Tilt Poker entro 90 giorni dall'acquisizione ufficiale (che avverrà l'8 agosto 2012): a quel punto tutti i giocatori non americani avranno accesso ai loro account per giocare a poker e ritirare i loro soldi.

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I giocatori americani dovranno inviare una richiesta al Dipartimento di Giustizia, se vorranno recuperare i soldi. Ci aspettiamo che a breve vengano fornite ulteriori informazioni su questo processo.

Quali sono i criteri utilizzati per distinugere i "giocatori americani" dai "giocatori non americani"?

PokerStars sta dividendo i giocatori tra "americani" e "non ameriacni", in base alla città indicata nell'account di Full Tilt Poker al 29 giugno 2011.

I giocatori non americani avranno accesso ai loro account non appena Full Tilt Poker tornerà online.

I giocatori americani non avranno accesso ai loro account fino a quando PokerStars e FTP non si saranno integrati con successo nella futura regolamentazione sul poker online degli Stati Uniti.

PokerStars ha anche dichiarato di stare lavorando a un meccanismo grazie al quale i giocatori americani possano controllare i fondi sui propri account, dato che non potranno accedervi direttamente.

I giocatori americani che si sono trasferiti fuori dagli States dopo il Black Friday potranno giocare su Full Tilt, ma PokerStars ha dichiarato che il meccanismo per rendere possibile tutto ciò è ancora in fase di studio.

PokerStars andrà a caccia dei depositi fantasma?

È venuto alla luce come nei mesi precedenti al Black Friday, Full Tilt Poker stesse accreditando gli account dei giocatori, ma in realtà non stesse prelevando il denaro dai loro conti bancari.

Questi depositi fantasma sono stimati intorno ai 130 milioni su un totale di circa 334 dovuti ai giocatori.

I record dei depositi che non sono mai stati ritirati dai conti bancari dei giocatori quasi sicuramente esistono, e nell'accordo tra PokerStars e il DOJ si dice espressamente che la poker room avrà alcuni diritti:

  • L'accesso al conto clienti o al denaro dovuto alla data della confisca od oltre
  • L'accesso a tutti i dati relativi al gioco e la history relativa al business, ai dati dei server, ai report operativi, al datapase e a qualsiasi file contabile
  • Qualsiasi presente o potenziale rivendicazione contro qualsiasi tipo di terza parte

Anche se PokerStars potrebbe riuscire ad avere accesso a quei fondi, la logistica di un effettivo recupero di quel denaro potrebbe risultare troppo complessa.

Cosa succederà agli altri enormi debiti di Full Tilt Poker, come al denaro dovuto da Barry Greenstein, Phil Ivey e molti altri ex pro di FTP?

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Con gli strascichi del Black Friday si è scoperto che molti giocatori devono a Full Tilt Poker dei soldi presi precedentemente in prestito.

La lista include, tra gli altri, Barry Greenstein, Erick Lindgren e Phil Ivey.

Nel documento di accordo tra PokerStars e il DOJ abbiamo trovato questo passaggio:

Pokerstars acquisisce questi asset:

I debiti dei giocatori di poker professionisti in merito ai prestiti precedentemente garantiti loro, come segnalato nel workbook di Excel intitolato "Pro Loans revised - 19th Jul with Ray coomments", fornito dal gruppo Full Tilt o dai loro rappresentanti ai rappresentanti del gruppo PokerStars.

Barry Greenstein ha già annunciato tramite il forum di Two Plus Two che sistemerà i suoi debiti direttamente con PokerStars. È probabile che PokerStars farà la stessa cosa anche con gli altri.

Cosa succederà alle altre accuse contro il gruppo di indivudui che comprende anche Isai Scheinberg?

Anche se PokerStars ha trovato l'accordo con il Dipartimento di Giustizia, ci sono ancora molte altre accuse contro individui coinvolti in PokerStars, FTP e UB/AP.

All'inizio furono 11 gli imputati, tre dei quali sono ancora latitanti. Isai Scheinberg e Paul Tate di PokerStars, e Scott Tom di Absolute Poker, non si sono ancora consegnati alle autorità americane.

Queste accuse rimangono pendenti, ma Isai Scheinberg è stato bandito dalla gestione di PokerStars o Full Tilt Poker fino al termine della sua disputa con il DOJ.

Molte di quelle accuse hanno già trovato una sentenza.

Ira Rubin si è preso tre anni di carcere e una multa di 5 milioni di dollari, mentre Brent Beckley di Absolute Poker dovrà farsi 14 mesi dietro le sbarre.

Il CEO di Full Tilt, Ray Bitar, si è arreso alle autorità all'inizio di luglio, e Nelson Burtnick, ex capo della divisione pagamenti di Full Tilt, si è consegnato all'aeroporto di Newark il 31 luglio, dopo essere atterrato dall'Irlanda.

Entrambi aspettano ancora una sentenza.

Il DOJ cercherà di recuperare il denaro pagato ai proprietari di FTP mentre la compagnia era già insolvente?

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Nei mesi precedenti al Black Friday, gli azionisti di Full Tilt Poker stavano ricevendo ancora tutti i dividendi, per decine di milioni di dollari, nonostante la compagnia fosse a tutti gli effetti insolvente.

Se il Dipartimento di Giustizia decidesse che quei fondi furono generati da attività illegali, potrebbe tranquillamente reclamarli.

L'anno scorso, l'hedge fund manager Dan Shak ci ha detto che in quei casi, di solito, per i proprietari è meglio collaborare con il DOJ, invece di prendere un approccio di contraddittorio.

Nonostante ciò, di tutto il gruppo di azionisti di FTP, il DOJ ha fatto solo i nomi di Howard Lederer e Chris Ferguson quali ufficialmente accusati.

In che modo PokerStars organizzerà la nuova Full Tilt Poker? Assumeranno di nuovo qualche giocatore precedentemente sotto contratto con FTP?

Vista la scadenza di 90 giorni, e visto quanto annunciato da PokerStars sul rilancio di Full Tilt Poker, sembra che il sito possa tornare online nella stessa veste che aveva prima di essere chiuso l'estate scorsa.

PokerStars non ha dichiarato ancora nulla in merito a una nuova veste o alla possibilità di acquisire qualche ex giocatore sponsorizzato.

Stars e FTP riusciranno a tornare nel mercato americano, dopo la sua regolamentazione?

Questa è sicuramente una delle domande più importanti, nonché una delle più incerte.

Gli americani non possono giocare a poker online, e per il momento una regolamentazione del mercato non è in cima all'agenda degli impegni istituzionali. E anche qualora il poker online diventasse legale, non è affatto garantito che PokerStars o Full Tilt potranno far parte del mercato.

L'accordo con il DOJ dice solo che queste poker room potranno chiedere la licenza quando ci sarà un mercato regolamentato. Ma non gliela garantisce affatto.

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