La Strana Coppia Lemmon-Matthau e le partite di poker sempre interrotte

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Dai libri ai film, la cultura americana è piena zeppa di riferimenti al poker. Il popolare gioco di carte viene citato tra l’altro anche nel celebre lungometraggio del ‘68 “La strana coppia” diretto da Gene Saks, a sua volta basato sull’omonimo lavoro teatrale di Neil Simon.

Il film racconta la travagliata convivenza di due uomini di carattere opposto, il trasandato Oscar Madison (Walter Matthau) e il meticoloso Felix Ungar (Jack Lemmon), ospitato a casa dell’amico Oscar dopo che la moglie l’ha lasciato.

All’inizio degli anni Settanta il film “La strana coppia” ha ispirato anche una serie televisiva che aveva come protagonisti Tony Randall e Jack Klugman. Oscar, separato da più tempo di Felix, vive da solo in un appartamento. Nella parte iniziale del film viene mostrata una partita a poker tra amici, che si svolge in salotto. L’atmosfera è conviviale e balzano subito all’occhio il grande disordine e la sporcizia presenti in casa. E’ estate e il frigo non funziona da due settimane.

Come bluffare senza vedere le carte

Mentre è intento a portare bibite e panini marroni e verdi “con formaggio molto fresco o carne molto passata”, Oscar dichiara: “Apro di un quarto di dollaro”. “Non guardi nemmeno le carte prima?” gli chiede il poliziotto Murray, tra gli amici al tavolo. “A che serve? Ho deciso di bluffare” gli risponde il padrone di casa.

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Il sito Imdb.com fa notare un’incongruenza: Vinnie, uno dei giocatori, viene inquadrato con in mano due regine, un dieci, un nove e un quattro. Al draw decide di non cambiare nessuna carta e ciononostante vince la mano, dichiarando di avere una scala. Tra i dialoghi più divertenti merita di essere citato il siparietto tra Roy e Oscar, che chiede sempre soldi in prestito agli amici perché costantemente al verde.

Roy: Se non hai soldi, perchè giochi a poker?

Oscar: Ho bisogno di soldi.

Roy: Però perdi sempre.

Oscar: Per questo ne ho bisogno.

Roy: Allora non giocare.

A questo punto Oscar sbotta “E tu non venire a mangiare le mie patate fritte, capito?” e nell’afferrare nervosamente il sacchetto, semina patatine per tutta la sala.

“Vi potrei arrestare”

Murray sovrasta tutti nella baraonda generale: “Sono un poliziotto, vi potrei arrestare tutti per gioco d’azzardo”. Felix e compagni si rimettono a giocare. Li interrompe una telefonata della moglie di Murray, la quale comunica che “Felix è sparito”.

Sul quartetto di giocatori cala l’apprensione. In effetti, abbandonato dalla moglie, Felix aveva spedito alla famiglia un telegramma nel quale comunicava l’intenzione di farla finita e aveva quindi cercato di gettarsi dalla finestra di una stanza d’albergo. In procinto di compiere l’insano gesto, però, era rimasto bloccato da una delle sue frequenti “fitte” alla schiena. Poco dopo la telefonata della moglie di Felix, a casa di Oscar suona il campanello: è l’amico aspirante suicida.

Felix guastafeste...

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I quattro pokeristi cercano di far finta di nulla, ma in realtà non riescono a giocare perché troppo impegnati a osservare il comportamento di Felix. Temono infatti che questi, in preda allo sconforto, tenti nuovamente di togliersi la vita. Dopo un breve inseguimento per la casa Felix viene “catturato” e messo sotto la doccia vestito per calmare i bollenti spiriti.

Anche nella successiva partita Oscar e compagni non riusciranno a giocare tranquillamente, per via delle  eccessive attenzioni riservate loro da Felix, che da perfetto “massaio” ha ripulito da cima a fondo l’appartamento. “Devono fotografarlo per una rivista di arredamento” spiega Oscar con la sua tipica aria sorniona. In effetti, anche se conosce gli altri membri del gruppo grazie al poker, nel film non si vede mai Felix giocare.

Perfetto “massaio”

Felix gira attorno al tavolo da poker con un carrello portavivande: per Roy c’è una birra ghiacciata e per Vinnie un bel sandwich caldo. Felix raccomanda a tutti di mangiare sul piatto per non sporcare il tappetto, di usare i sottobicchieri e di non spegnere il deumidificatore. Le sue premure, però, cominciano ad andare un po’ strette ai giocatori. Mentre Felix è in cucina, Oscar si sfoga con l’amico poliziotto: “Murray, ti dò duecento dollari per la tua pistola”. “Io vado a casa! – sbotta Speed -. Il giorno in cui il suo matrimonio è finito sono finite anche le nostre partite!”. Roy, invece, fa un’insolita scoperta: “Cos’è questo puzzo? Disinfettante!? Sono le carte, ha lavato le carte! Beh, io me ne vado, non ci resisto più”. Gli altri due amici lo seguono a ruota, tornandosene a casa e lasciando soli Felix e Oscar, che non ha modo di recuperare i 53 dollari che nel frattempo aveva perso.

Non toccategli il tavolo da poker

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Nonostante il disordine generale che regna in casa, Oscar non gradisce che Felix usi il suo tavolo da poker per mangiare gli spaghetti. “Non sono spaghetti, sono linguine” risponde ridendo Felix all’amico che glielo fa presente. “Ora sono pattumiera” replica  Oscar scaraventando il piatto contro il muro.

Alla ricerca di Felix

Dopo l’ennesimo litigio con Oscar, Felix lascia la casa dell’amico.  Preoccupati ancora una volta per lui, verso la fine del film Oscar e compagni si mettono a cercare Felix girando la città sull’auto della polizia guidata da Murray. Un collega si avvicina all’agente, che tra l’altro è senza divisa, e gli chiede cosa stia facendo. Lui prontamente risponde che si tratta di un arresto fuori servizio per gioco d’azzardo. Le ricerche  di Felix si rivelano vane.

Felix fa conquiste

Nella scena finale l’amico ricompare a sorpresa durante la consueta partita del venerdì, accompagnato dalle avvenenti sorelle Pigeon, due ragazze che abitano nel palazzo, delle quali aveva fatto conoscenza in precedenza. Ora, però, Felix appare molto più disinvolto con loro e si accomiata dagli amici con la promessa che non mancherà all’appuntamento del poker il venerdì successivo. Felix esce di casa e Oscar e compagni riprendono a giocare a poker. Intanto, l’amico Oscar proprio per merito di Felix è diventato più ordinato. “Questa è la mia casa, non un porcile” commenta raccogliendo un mozzicone di sigaretta dal pavimento.

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