La storia del magnate Andy Beal, giocatore di Poker e consigliere di Trump

donald trump andy beal

Banchiere, matematico dilettante e giocatore di poker: l’eclettico Daniel Andrew “Andy” Beal è uno dei consiglieri economici di Donald Trump.

Si presume quindi che le giornate che hanno precedouto l’appuntamento con le urne per gli elettori statunitensi siano state particolarmente impegnative anche per questo uomo d’affari 63enne che ha fatto fortuna nei settori immobiliare e bancario.

 

Il personaggio

Originario del Michigan, Beal è fondatore e presidente di due istituti di credito che portano il suo nome. Secondo una classifica di Forbes è il 115esimo uomo più ricco del pianeta.

L’eclettico imprenditore ha elaborato una teoria matematica, offrendo un premio di un milione di dollari a coloro che fossero capaci di provarla o smentirla.

Oltre a ciò, sono da ricordare varie iniziative da lui promosse allo scopo di finanziare la ricerca scientifica.

Figlio di una dipendente pubblica e di un ingegnere meccanico, Beal studiò matematica all’università. All’età di 19 anni cominciò la sua carriera di investitore nel mercato immobiliare: la sua specialità era comprare stabili, farli ristrutturare e rivenderli a prezzi di gran lunga superiori.

 

Andy Beal poker

 

Voli pindarici… nello spazio

Alla fine degli anni Novanta si lanciò nel business aerospaziale: sfruttando gli incentivi del governo statunitense, promosse la costruzione di razzi per il lancio in orbita di alcuni satelliti da utilizzare nelle telecomunicazioni. Poco dopo, nel 2000, la Beal Aerospace chiuse però i battenti.

 

Il libro

The Professor The Banker and The Suicide King

Per quanto riguarda il poker, è da ricordare la partecipazione di Beal a metà degli anni Duemila ad alcuni eventi high stakes contro un gruppo di giocatori professionisti ribattezzato “the Corporation”, che fece cassa comune per battere il magnate al tavolo verde.

L’esperienza è raccontata nel libro di Michael Craig “The Professor, The Banker and The Suicide King: Inside the Richest Poker Game of All Time”, dato alle stampe nel 2005.

Nella prima parte del titolo l’autore fa riferimento a tre persone, che sono lo stesso Beal (il banchiere) e due giocatori di poker professionisti, Howard Lederer e Ted Forrest, identificati rispettivamente come “il professore” e “il re del suicidio”, il primo per la sua mente matematica, e il secondo per la sua audacia (o spericolatezza?).

Il libro inizia infatti con Forrest che perde 400mila dollari contro Chip Reese ed Andy Beal ai tavoli del casinò Bellagio di Las Vegas.

Beal, dal canto suo, cominciò a frequentare il Bellagio nel 2001, incontrando tra gli altri Todd Brunson, figlio di Doyle.

 

Piatti milionari

Gli inizi per Beal furono più che promettenti, con più di 100mila dollari di vincite. Nel corso di tre anni Andy Beal sfidò un gruppo di professionisti coalizzatosi per l’occasione, chiamato appunto “The Corporation” e del quale facevano parte, tra gli altri, il compianto Chip Reese, Ted Forrest, Doyle e Todd Brunson, Howard Lederer, Jennifer Harman, Minh Ly e David Grey.

Poche volte Andy Beal riuscì ad avere la meglio su di loro. Molti giocatori della Corporation mantennero anonima la loro identità. “The professor, the banker and the suicide king” racconta la storia di queste partite, oltre le vicende personali degli stessi giocatori professionisti.

 

beal poker
Un giovane Beal al tavolo di gioco

 

La batosta

Il libro si conclude con Beal che si ripromette di abbandonare il poker, dopo aver perso 16 milioni di dollari in due giorni nel marzo del 2004.

La cospicua perdita, a onor del vero, fu almeno in parte controbilanciata da una vincita di 11 milioni e 700mila dollari conseguita in una singola mano nel maggio dello stesso anno. Fu una delle mani più ricche di tutta la storia del poker.

 

Un impulso troppo forte

Beal riuscì a stare lontano dal poker solo per due anni, e nel febbraio 2006 tornò nuovamente sui tavoli high stakes, stavolta del casinò Wynn di La Vegas, per battersi ancora una volta contro la Corporation.

Anche qui, dopo vari alti e bassi, è da ricordare la batosta infertagli da Phil Ivey, che gli fece perdere più di 16 milioni di dollari. All’inizio del 2015, invece, Beal lasciò il Bellaggio “alleggerito” di 5 milioni di dollari dopo un testa a testa con Tod Brunson. 

 

Jennifer Harman racconta la sua esperienza ai tavoli con Andy Beal:

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