La proposta dello scienziato Sam Ganzfried: Legalizzare i Poker Bot

Sam Ganzfried legalizzare bot

Così come per le droghe leggere, anche per i poker bot la via della legalizzazione potrebbe portare qualche beneficio. Lo scienziato Sam Ganzfried la pensa così su questo argomento.

Per Ganzfried il poker rappresenta un terreno di confronto che lo vede impegnato nella duplice veste di giocatore e di sviluppatore di uno dei cosiddetti ‘bot’, o software automatici.

Il giovane ricercatore della Pennsylvania ha rilasciato alla fine di agosto un’intervista al sito triblive.com nella quale, è bene precisare, non parla mai di sostanze stupefacenti, ma si dichiara comunque favorevole alla regolamentazione dei poker bot su Internet.

 

Dal laboratorio al tavolo verde

Ma andiamo con ordine ripercorrendo la storia di questo eclettico uomo di scienza. Dopo essere andato a premio al Main Event delle World Series of Poker 2010 guadagnandosi il 143esimo posto che gli ha fruttato più di 3mila e 100 dollari, nel 2015 Ganzfried è riuscito a incamerare grazie al poker poco meno di 20mila dollari piazzandosi rispettivamente secondo e quindicesimo nei due tornei organizzati al Rivers Casino di Pittsburgh (Pennsylvania) nei mesi di febbraio e novembre.

Lo scienziato ha alle spalle una laurea in Matematica ad Harvard e un dottorato in Informatica e attualmente dirige lo Strategic Adversarial Multiagent Artificial Intelligence Lab (laboratorio sull’intelligenza artificiale per la strategia sull’antagonismo) presso la Florida International University.

 

Sam Ganzfried poker night
Ganzfried ad una puntata di Poker Night

 

L’uomo batte il computer

Insieme al collega ricercatore Noam Brown e al professor Tuomas Sandoholm, Ganzfried ha messo recentemente a punto un modello di intelligenza artificiale, chiamato Claudico, con il quale il team di scienziati ha sfidato nel 2015 i giocatori professionisti Doug Polk, Dong Kim, Bjorn Li e Jason Les nel corso di 80mila mani di No Limit Hold ‘Em, disputatesi al casinò Rivers dal 24 aprile all’8 maggio 2015.

“Il poker è ormai un punto di riferimento per la ricerca sull’intelligenza artificiale, così come un tempo lo erano gli scacchi” aveva dichiarato in quell’occasione il professor Sandoholm.

L’esperimento, organizzato dalla casa da gioco in collaborazione con Microsoft, si è concluso con la sconfitta di Claudico e a favore della squadra degli umani, che sono riusciti a portarsi a casa 100mila dollari.

 

sfide bots
Le sfide tra Poker Pro e Bot sono state molte frequenti negli ultimi anni

 

Un progetto trasversale

Proprio il Texas Hold ‘em si rivela un ottimo banco di prova, in quanto i giocatori, che si tratti di umani o di robot, sono tenuti a prendere decisioni basandosi su informazioni incomplete, “quello che gli scienziati – riporta Tribe Live – chiamano informazione imperfetta”.

Talvolta, più che di informazioni incomplete, si tratta di vere e proprie informazioni fuorvianti, come nel caso del bluff e dello slowplay (far credere agli avversari di avere una brutta mano).

Secondo Ganzfried molti problemi che non hanno nulla a che vedere con il poker possono essere considerati come dei testa a testa di No Limit Hold ‘em nei quali è necessario elaborare una strategia di gioco che risulti vincente nel lungo periodo.

 

Curarsi… con il poker

Il numero di scenari che si possono verificare durante un testa a testa di No Limit Hold ‘em è pari a 10 alla 161esima, un numero maggiore degli atomi di cui si compone l’universo.

Il modello di intelligenza artificiale del Texas Hold ‘em è già stato impiegato in settori molto eterogenei tra loro e ha già trovato applicazione in ambito sanitario da parte dell’università dell’Alberta nel trattamento del diabete.

 

poker bot giocare
In America è allarme Bot

 

“Servono nuove leggi”

Compiendo una breve digressione Ganzfried si dice preoccupato riguardo al ruolo dei bot nel gioco online.

“La Pennsylvania potrebbe presto adottare nuove leggi che regolamentano il poker su Internet, seguendo l’esempio di Nevada, New Jersey e Delaware – riporta Triblive -.

Al momento, tuttavia, i siti offshore sono frequentati da milioni di americani, i quali si lamentano dell’utilizzo truffaldino dei bot su queste piattaforme”.

Nuove leggi in materia potrebbero incentivare la migrazione dei giocatori a stelle e strisce verso siti autorizzati, contribuendo quindi a circoscrivere anche il fenomeno dei bot.

 

Un tasto dolente

L’argomento risulta particolarmente caldo in questo periodo, dopo quanto accaduto qualche settimana fa sul forum Two Plus Two: un utente, registratosi con lo pseudonimo di ‘themadbotter’ si è vantato di aver guadagnato 30mila dollari in sei mesi proprio grazie all’utilizzo di un bot su Winning Poker Network. Il giocatore ha spiegato per filo e per segno il funzionamento del suo software.

[Approfondisci: Allarme Bot nelle Poker Room Online… o è solo uno scherzo?]

 

sfida claudico
Il livello dell'AI è sempre più alto

Giù la maschera!

Ma nel momento in cui un altro utente, in risposta, ha riferito di conoscere la persona che si celava dietro lo pseudonimo, ‘themadbotter’ ha minimizzato la vicenda adducendo che si sarebbe trattato di un semplice scherzo.

 

 

Nessun pericolo per le room

Ritornando a Ganzfried, lo scienziato assicura comunque che le ricerche accademiche su poker e intelligenza artificiale non contribuiranno alla diffusione dei bot su Internet, un fenomeno che lo stesso ricercatore giudica negativamente.

Il diffuso utilizzo di questi software da parte degli utenti metterebbe le poker room in una situazione difficile.

Da un lato, osserva Ganzfried, i bot portano a un aumento delle mani giocate e quindi del volume di affari per le room che, com’è noto, incamerano una certa percentuale su ogni singola mano.

 

 Recentemente Doug Polk ha sospettato di giocare contro un bot il seguente match:

L’altro lato della medaglia

Dall’altro, tuttavia, i giocatori “umani” potrebbero abbandonare i siti di poker proprio per la presenza dei bot e questo avrebbe indubbie ripercussioni negative dal punto di vista economico. Anche le poker room, tuttavia, si sono attrezzate attraverso l’impiego di personale specializzato proprio a scovare i poker bot.

 

“Legalizziamo i poker bot”

Allo scopo di circoscrivere il problema, teorizza Ganzfried, si potrebbero aprire siti Internet esclusivamente riservati ai bot: dall’utilizzo di questi software potrebbero infatti emergere dati piuttosto interessanti dal punto di vista scientifico.

“Il mio obbiettivo primario, comunque, non è la realizzazione di un software per il gioco del poker – chiosa il ricercatore – ma l’applicazione di questi studi ad altri campi di interesse”.

 

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